19 Ottobre Ott 2017 1140 19 ottobre 2017

Chi è Jacinda Ardern, prima ministra della Nuova Zelanda

Un mese dopo le elezioni la leader laburista viene scelta per guidare la coalizione composta dai Verdi e dai populisti di NZ First. Femminista e determinata, ora per lei viene il difficile.

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Jacinda Ardern

C'è voluto quasi un mese di tempo dopo le elezioni, ma alla fine la Nuova Zelanda ha trovato il suo primo ministro. Prima ministra, anzi, nonché la donna più giovane a rivestire la carica: stiamo parlando di Jacinda Ardern, che nel giro di tre mesi è riuscita a diventare prima leader dei laburisti, a far crescere il partito di ben 11 punti percentuali rispetto alle elezioni precedenti e, infine, a conquistare l'appoggio determinante dei populisti di NZ First, con cui si va a formare una coalizione di governo, con la stampella dei Verdi. Resta così al palo il precedente premier Bill English.

INESPERTA MA DETERMINATA

A posteriori, quello di Jacinda Ardern è stato un vero e proprio blitz. Ha fatto irruzione sulla scena politica attirando subito le simpatie degli elettori, simpatie che è stata capace di convertire in voti grazie a un programma che prevede il taglio dell'immigrazione, la decriminalizzazione dell'aborto e la lotta alla povertà infantile. Nonostante nove anni di esperienza parlamentare, un passato nel gabinetto di Tony Blair e da assistente per la ex prima ministra neozelandese Helen Clark, c'era qualche dubbio sulla sua inesperienza, che Jacinda Ardern ha mostrato di poter compensare con la propria determinazione. Basti pensare a come non abbia esitato nel definire sessista chi le aveva chiesto se avesse intenzione di avere figli.

COALIZIONE DA METTERE ALLA PROVA

Perché Jacinda Ardern, se non si è capito, è una convinta fautrice della parità di genere: «Nella mia visione delle cose, se credi nell'equità, allora sei femminista». E questo, forse, le è servito più di qualsiasi altra cosa per conquistarsi le prime pagine dei giornali e concentrare su di sé l'attenzione dei media. Ora, però, comincia il difficile. La legislatura infatti comincia sotto il segno dell'incertezza e degli intrighi: Winston Peters, il leader dei populisti, ha tergiversato parecchio prima di annunciare in una conferenza stampa che aveva scelto di appoggiare Ardern. Senza avvisare prima né lei, né il rivale Bill English. Jacinda Ardern, subito dopo, ha dichiarato non senza una punta di polemica di aver «apprezzato il teatrino», ma poi ha voluto concentrarsi sul ruolo che le è stato affidato, e in merito al quale ha detto di accostarsi con sensazioni di «privilegio e umiltà».

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