13 Ottobre Ott 2017 1412 13 ottobre 2017

Matrix Chiambretti: Madre Maria Vittoria Longhitano, la prima donna prete

Ospite al late show di Canale 5, in onda dal 6 ottobre, l'unica sacerdotessa della Chiesa episcopale. Che lotta per i diritti femminili e gay: ecco chi è.

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Matrix Chiambretti Madre Maria Vittoria Longhitano

Se il nome Madre Maria Vittoria Longhitano non vi dice niente siete comunque giustificati. Eppure, Maria Vittoria ha fatto una cosa che nessuno, prima di lei, era riuscita a fare: è diventata la prima donna prete in Italia. Esatto, la prima quota rosa tra i presbiteri di casa nostra, un evento eccezionale reso possibile soltanto dopo aver abbracciando una confessione diversa da quella cattolica e che segue i dogmi della Chiesa Episcopale. La sua storia è di quelle da raccontare e l’occasione per parlare della sua vocazione è il Matrix Chiambretti, il late show di Canale 5 che riapre i battenti il 6 ottobre, ovviamente con il solito Piero in conduzione e, almeno poer la prima puntata, Alda D’Eusanio tra gli ospiti.

VIVA LE DONNE ALL'ALTARE

Il personaggio di punta della trasmissione, però, sarà evidentemente Madre Maria Vittoria Longhitano. Nata a Enna 43 anni fa, fin da bambina aveva il sogno di servire messa, ma per realizzarlo ha dovuto appunto affrontare più di un ostacolo. Perché la Chiesa cattolica, a differenza di quella episcopale, è molto netta: niente sacerdoti donne. Da qui la decisione di abbandonare quella «Chiesa sessuofoba». Parole della stessa Madre Vittoria, da sempre in prima linea per i diritti, fin da quando le dicevano che «Gesù non vuole chierichetti o preti femmine».

PRETE, MOGLIE E MADRE

La Chiesa episcopale a cui appartiene Madre Maria Vittoria Longhitano ora è ritenuta «sacramentalmente valida» e legittima dal Vaticano. Ciononostante permette alle donne di diventare preti e ai sacerdoti di sposarsi e avere figli. Per il marito lei si è trasferita a Corsico (nella città metropolitana di Milano) e i due hanno una bambina. Il sostegno del coniuge le è stato fondamentale nel superare le difficoltà che non sono mancate nemmeno nella nuova comunità religiosa. Anche lì c’è stato infatti chi ha cercato di metterle i bastoni fra le ruote: la sua prima funzione ha dovuta celebrarla all’aperto, in un parco di Milano, perché le impedivano di accedere alla chiesa.

UNA CHIESA PER I GAY

Madre Maria Vittoria Longhitano sa quindi bene cosa voglia dire vedere la propria fede non accettata negli ambiti tradizionali. Per questo ora si dedica soprattutto ad ascoltare omosessuali, transessuali e divorziati. Categorie secondo lei ingiustamente emarginate dal mondo cattolico: perché i diritti sono diritti e l’orientamento sessuale non deve essere una discriminante. E siccome la Chiesa episcopale permette anche le unioni fra persone dello stesso sesso, da quando è stata ordinata sacerdote nel maggio del 2010, ha già celebrato una quindicina di matrimoni gay. Convinta che misoginia e omofobia siano strettamente correlate, porta avanti in prima persona un progetto rivoluzionario: aprire la comunità cattolica a tutti. Qualche primo passo papa Francesco ha iniziato a farlo e lei è fiduciosa che prima o poi riuscirà a raggiungere anche questo obiettivo. Non si sa ancora quale sia il suo ruolo nella nuova avventura televisiva al Matrix Chiambretti, ma possiamo scommettere sulla sua tenacia nel difendere le proprie idee.

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