9 Ottobre Ott 2017 1308 09 ottobre 2017

Vanessa Ferrari: l'infortunio mette a rischio la carriera

Chi è la campionessa di ginnastica caduta ai Mondiali di Montreal. Dai primi salti alla rottura del tendine di Achille. Storia di un'atleta sfortunata.

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Vanessa Ferrari

Dici Vanessa Ferrari e non pensi più alla ginnastica artistica, lei che da oltre dieci anni è ormai l'atleta di punta della nostra Nazionale. Pensi alla sfortuna che si accanisce su una ragazza di 26 anni (ne farà 27 il 10 novembre), la cui carriera, dopo l'ultimo infortunio patito l’8 ottobre nella finale dei Campionati Mondiali di Montreal (Canada), è stavolta a rischio. Rottura del tendine di Achille dopo la caduta, recita l'impietoso bollettino dei medici. Per giunta allo stesso piede, il sinistro, già operato a settembre 2016 dopo le Olimpiadi di Rio. Un dramma non solo per il sogno svanito di mettersi nuovamente al collo la medaglia più preziosa in una competizione che la vide trionfare, non ancora 16enne, a Aarhus (Danimarca) nel 2006, ma perché la sensazione è che Vanessa Ferrari non riesca più a tornare ai livelli che le competono, considerata anche l'età decisamente avanzate per una ginnasta. Ragione per cui, dopo le ennesime lacrime sul tappeto, potrebbero spingere la Ferrari a chiudere una carriera certo formidabile ma che avrebbe potuto regalarle molte più soddisfazioni.

La prima volta che la vidi era uno scricciolo. Poi mi resi conto della sua vera natura: era un cannibale

Enrico Casella, l'allenatore di Vanessa Ferrari

VANESSA FERRARI NELLA STORIA

Nata a Orzinuovi (Brescia) da padre italiano e mamma bulgara, un metro e 43 per 36 chili che è il fisico perfetto per travi, parallele e corpo libero, Vanessa Ferrari un posto di diritto nella storia della ginnastica se lo è conquistato da giovanissima. A sette anni scopre la passione per quello che diventa un lavoro, innamorandosi di volteggi e piroette che la fanno sentire leggera. Il talento è indiscusso, per molti è la Nadia Comaneci (la più grande ginnasta della storia) di casa nostra. La chiamano anche la «farfalla di Orzinuovi» o la «cannibale», perché si muove con eleganza ma morde con la cattiveria di chi vuole salire sul tetto del mondo. Lei dice che sarà semplicemente «Vanessa Ferrari» e ha ragione perché in cima al mondo ci salirà davvero, nel 2006 appunto, aggiungendo all'oro nell'individuale anche due bronzi. È la prima italiana a conquistare il primo posto in una competizione di così alto valore e la vittoria le vale il Collare d'Oro del CONI e, nel 2007, la nomina come Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana.

Qui non c'è tv, non ci sono luci accese: qui si fatica in solitudine. Ci vuole voglia e disciplina, la ginnastica non è un capriccio

Vanessa Ferrari

LE OLIMPIADI DELLA SFORTUNA

Di medaglie in un Mondiale Vanessa Ferrari ne conquisterà altre, contare quelle agli Europei o ai campionati assoluti italiani non basterebbe una giornata. Il sogno, però, è quello di un podio olimpico ma Vanessa deve fare i conti, oltre che con le avversarie, con una serie di infortuni che non le danno pace. A partire dal 2008, anno in cui inizia il calvario della giovane atleta. Ai Giochi di Pechino si presenta ancora minorenne ma non conclude oltre l'undicesimo posto, infastidita da una tendinite acuta al piede destro che la porterà a un lungo stop dopo gli Europei di Milano 2009 e a una prima operazione. Rinuncia al docu-reality di Mtv Ginnaste - Vite parallele (2011-13), dove appare solo marginalmente perché deve concentrarsi sul prossimo appuntamento olimpico, Londra 2012. In pedana Vanessa dà il meglio di sé, chiude terza a pari merito con la russa Aliya Mustafina, ma una componente regolamentare le nega la gioia di condividere la medaglia e il quarto posto brucia come mai. Giura di riprovarci a Rio 2016, quando ormai sarà già tra le più vecchie: nel mezzo ci sono altri successi e soprattutto altri infortuni. Simon Biles è irraggiungibile, le altre no e solo una piccola imperfezione nel corpo libero la fa scendere dal podio: chiude ancora quarta, per una manciata di centesimi, e in mezzo a un fiume di lacrime. Potrebbe bastare così, non per una con il suo carattere. Vanessa Ferrari si opera ancora al tendine del piede sinistro, si rimette in gioco perché, anche se ormai in su con l’età, un pensierino a Tokyo 2020 ce lo fa. Cambia pure esercizio, lo rende più difficile per puntare al traguardo più grande ai Mondiali di Montreal. E, invece, cade ancora, rompendosi quel maledetto tendine di Achille. Adesso rialzarsi, anche per una campionessa determinata come Vanessa, non sarà affatto facile.

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