6 Ottobre Ott 2017 1715 06 ottobre 2017

Nobel per la pace 2017, chi è la direttrice dell'ICAN

Si chiama Beatrice Fihn ed è la numero dell'organizzazione che ha portato avanti la campagna contro le armi nucleari, premiata dall'accademia svedese.

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Beatrice Fihn

A volte vincono le idee. È successo anche quest'anno, perché il Premio Nobel per la pace 2017 non l'ha vinto una persona, ma un'organizzazione. Anzi, meglio, una campagna: la Ican, coalizione globale che da dieci anni si batte in nome del disarmo nucleare. Una causa nobile che, però, da sola non avrebbe fatto molta strada: perché le idee hanno bisogno di persone che ci credano. E Beatrice Fihn, che dell'Ican è direttrice esecutiva, forse ci crede più degli altri.

CONTRO LE ARMI NUCLEARI

Al Nobel no, a quello non ci ha creduto, non subito almeno. Quando l'hanno contattata telefonicamente per avvisarla ha pensato a uno scherzo, poi non si è potuta sottrarre alle dichiarazioni di rito: «Per me è un onore immenso, faccio fatica a descriverlo». Ma la fatica, quella vera, Beatrice deve averla fatta in questi anni, durante i quali ha coordinato il lavoro e l'attivismo di 468 ong unite contro gli ordigni nucleari. Lei, che è svedese, ha 37 anni e due lauree, aveva già esultato quando l'Onu aveva approvato, in quel di luglio, il trattato che proibisce le armi atomiche.

TRUMP E KIM ASCOLTERANNO?

Argomento che conosce a menadito: si è laureata in Relazioni internazionali all'università di Stoccolma, specializzandosi proprio sulla risoluzione dei conflitti e potenze nucleari. Poi, non paga, nel 2006 si è laureata in giurisprudenza a Londra. Quello è l'anno in cui cominciò, sul serio, a darsi da fare per il disarmo. Forse non si aspettava che la sua battaglia potesse portare a qualche risultato, sicuramente non pensava che un giorno avrebbe vinto un Nobel. Solo quello, per ora, attenzione: perché la strada per convincere il mondo intero che le armi nucleari non servono a nessuno, è ancora molto lunga. Per informazioni, potete chiedere proprio a Trump e Kim.

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