25 Settembre Set 2017 1536 25 settembre 2017

Chi è Erminia Ferrari, la moglie di Nino Manfredi

Nella fiction In arte Nino sono interpretati da Miriam Leone e Elio Germano. Il loro matrimonio è durato quasi 50 anni. A farli conoscere fu un'amica. Lui la tradì. Lei gli rimase vicino fino all'ultimo.

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Erminia Ferrari Nino Manfredi

Tutti, nella propria vita, hanno un prima e un dopo, scanditi da un momento irripetibile che cambia per sempre il corso degli eventi. Per Nino Manfredi quel momento è stato il 1955: anno cruciale in cui smise di essere Saturnino e divenne In arte Nino, come recita il titolo della fiction biografica in onda su Rai Uno lunedì 25 settembre. Perché nel 1955 la carriera del grande attore romano, interpretato da Elio Germano, svolta definitivamente verso il cinema. E poi perché, nel 14 luglio dello stesso anno, sposa quella che sarebbe diventata la sua compagna di una vita, accompagnandolo per mezzo secolo: Erminia Ferrari, interpretata sul piccolo schermo da Miriam Leone.

GALEOTTA FU L'AMICA

Ma quell'unione non nacque in modo spontaneo. Lui aveva 34 anni, lei era un decennio più giovane: a farli conoscere un'amica comune, Rosa Bonagura. All'epoca Nino non era ancora una star del cinema: alle attrattive del grande schermo, che comunque già bazzicava dal finire degli Anni '40, preferiva il teatro di rivista e le commedie musicali. E proprio nei dintorni del Teatro Sistina, dove spesso si esibiva, lavorava Erminia, siciliana trasferitasi a Roma che lavorava come indossatrice per gli atelier della Capitale. Ma il primo incontro avvenne a Milano, come ha raccontato la stessa Erminia a il Fatto Quotidiano: «La mia amica Rosi mi disse che lui mi aveva invitato a una cena, che non avrei dovuto far brutta figura e andai. A lui aveva detto la stessa cosa, ognuno di noi pensava di esser stato invitato dall’altro. Dopo soli sette giorni mi chiese di sposarlo».

50 ANNI IN UNA TESTA ECCEZIONALE

E si sposarono, anche se dovette passare un anno prima delle nozze. Un'unione che è andata avanti per quasi 50 anni, e che è sopravvissuta anche a momenti difficili. Come quando, nel 1985, nacque Tonina. Figlia di Nino, ma non di Erminia: la madre era Svetlana Bogdanova, traduttrice bulgara che l'attore aveva incontrato nove mesi prima in trasferta a Sofia. Eppure l'amore di Erminia per Nino non venne mai meno: «Non è mai stato mia proprietà: era una conquista perenne». E conquistato Nino, nonostante l'incidente di percorso, lo era davvero: Erminia, dal canto suo, lo sosteneva e lo incoraggiava in ogni avventura. «È stato un privilegio per me stare al fianco di un artista vero, ma bisogna capire chi ti sta vicino per poter rispettare e apprezzare il suo mondo. Per tutti gli anni che abbiamo condiviso è come se avessi navigato nella sua testa, un viaggio splendido in una testa 'eccezionale'», ha raccontato lei a Preziosa Magazine.

ATTIVISTA ANTI-SLA

E, quando era il caso, Erminia ha saputo anche dimostrare di essere capace di rispondere a tono e non lasciarsi intimorire da nessuno. Nemmeno dal Berlusconi rampante degli Anni '80, che aveva attirato Nino Manfredi alla sua corte: «A un certo punto della cena regalò a tutti un orologio di Gucci. Io dissi 'grazie', ma senza troppo entusiasmo. Subito Berlusconi mi chiese: 'Signora, sa chi è Gucci?'. C’era anche la regista Laura Basile, aveva una borsa di Gucci, così la indicai e risposi: 'Lei sì'».
La prova più difficile, però, il momento più intenso vissuto da Erminia deve essere stato il periodo a cavallo tra il 2003 e il 2004, quando gli strascichi di un infarto cerebrale costrinsero l'attore a una lunga degenza e lo portarono, infine, alla morte. Fu in quel periodo che Erminia conobbe un uomo malato di SLA: «Era vicino di letto di Nino, abbandonato a sé stesso», ha ricordato in un'intervista a Famiglia Cristiana. Fu quell'esperienza a spingerla a impegnarsi nella raccolta fondi per la onlus Viva la vita, di cui è presidente onoraria.

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