21 Settembre Set 2017 1927 21 settembre 2017

Morta a 94 anni Liliane Bettencourt, la donna più ricca del mondo

La principale azionista di L'Oreal aveva un patrimonio stimato a 39,5 miliardi di dollari. La storia della sua vita, dalle esperienze lavorative nell'azienda del padre all'André da cui ha assunto il cognome.

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Liliane Bettencourt1

Perché io valgo. Nessuno aveva più diritto di dirlo di Lilliane Bettencourt, la donna più ricca del mondo e principale azionista della L’Oreal. È morta oggi a 94 anni a Parigi. Avrebbe festeggiato il compleanno esattamente fra un mese. Cosa si regala a una signora che ha un patrimonio da 39,5 miliardi di dollari, come aveva certificato Forbes a marzo 2016? Forse il tempo, l’unica cosa che non si può comprare. Per tutto il resto, i soldi non mancavano.

L'INCONTRO CON ANDRÉ

Dal padre Eugène Schueller aveva ereditato l’azienda che si era imposta nel mondo con i suoi prodotti. Gli esperimenti delle prime tinte per capelli, fatte dal chimico che non aveva potuto iscriversi al Politecnico e si era buttato sulla cosmetica, avevano conquistato Coco Chanel e Louise Brooks. Shampoo, balsami, creme solari… le donne francesi si innamorano del marchio e la fortuna dei Bettencourt cresce. Arrivano le ville lussuose, le vacanze in Bretagna e, siccome i soldi portano soldi, il capitale continua ad aumentare. Quando ha 27 anni Liliane conosce un giovane politico, André Bettencourt: quell’ambizione che lo spinge a puntare al massimo la conosce bene, l’ha vista spesso nel padre. Rimasta orfana di madre a soli 5 anni decide di costruire una famiglia insieme a lui e si sposano. Nel mondo che li circonda si allungano le ombre dei regimi di destra e la seconda guerra mondiale è una minaccia sempre più reale. Sia il padre che il marito di Liliane saranno poi accusati di aver appoggiato il governo del Maresciallo Pétain e non hanno mai nascosto le loro idee di destra. Eugène, tuttavia, difende i suoi dipendenti ebrei dalla deportazione. Luci e ombre, che la Bettencourt vive di riflesso, perché il suo ruolo è prima quello di moglie e poi di madre. Ci si aspetta che lei stia a casa a occuparsi della figlia Françoise o a fianco del marito nelle cerimonie importanti. Ma quando il creatore della L’Oreal muore non c’è nessuno più adatto di lei a prendere in mano le sorti di un’azienda che conosce in ogni dettaglio.

IL DECLINO DELLA DONNA...

Ci è cresciuta, ci ha lavorato: a 15 anni il padre l’aveva mandata ad attaccare le etichette sulle bottiglie dello shampoo. Si appoggia a uomini di fiducia, prima a Patrice de Maistre, poi nel 2007 quando muore, al genero Jean-Pierre Meyers. Ma se i rapporti lavorativi funzionano, quelli familiari si sono raffreddati. La figlia ottiene la tutela della madre nel 2011, dopo aver fatto causa al fotografo François-Marie Banier per aver sottratto alla madre somme favolose approfittandosi della sua debolezza. Liliane è anziana, ha perso la lucidità di un tempo. Non è bello sentirsi dire che non si è più in grado di decidere con la propria testa e lei soffre di un processo che si protrae per dieci anni.

...LA RIPRESA DELL'AZIENDA

La L’Oreal però, da parte sua, recupera entusiasmo ed energie: dopo aver fatto entrare la multinazionale Nestlé come secondo azionista di maggioranza, il colosso svizzero sembrava pronto a inghiottire la casa di bellezza nata dal sogno di un chimico. Invece i Bettencourt Meyers ce la fanno. Si rialzano, rimettono i soci al loro posto, si dedicano interamente alla cosmesi: la proprietà è loro e deve ancora venire chi gliela toglie. La signora dello shampoo sa bene quanto la ricerca sia importante in questo campo e per dare un’opportunità ai giovani nel 1987 crea insieme alla figlia e al genero la Fondazione Bettencourt Schueller, che fra gli altri premi permette ogni anno a 14 giovani scienziati o medici di andare a fare un tirocinio all’estero. Liliane lascia quasi 40 miliardi e il titolo di donna più ricca del mondo, ma forse la sua eredità migliore è questa.

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