21 Settembre Set 2017 1843 21 settembre 2017

Dipendenza da Instagram: guarire costa 70 mila follower

Si è ribellata dalle logiche dei social network e ha perso decine di migliaia di fan. La celebre influencer ha sacrificato gli scatti in bikini per guadagnarci in salute perché la sua vita ossessionata dalla bellezza le creava crisi di panico. Una storia che dà speranza.

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Gray

Ossessionate dall’ostentazione di una forma fisica impeccabile. Sempre truccatissime. Vestite di tutto punto oppure non vestite affatto. Muscolose. sempre sorridenti. Modelle e influencer su Instagram non mandano un messaggio costruttivo al resto delle donne: condividono autoscatti perfetti raccontando quanto sono fiere di rientrare nei canoni di bellezza. E, di riflesso, fanno sentire sbagliate molte ragazze diverse da loro. Per non dire, poi, che spesso tutta la felicità che traspare dai social network è falsa, recitata.
La storia di Sophie Gray parla chiaro: nonostante ai suoi follower sembrasse la ragazza più contenta del mondo, nella vita reale nascondeva un lato molto problematico. Ex personal trainer con una dipendenza dai selfie, la 23enne postava hashtag come #perfectbody o #lifegoals. Poi, dopo numerose crisi di panico e attacchi d’ansia causati proprio dal suo stile di vita che ruotava intorno a bellezza estetica e ricerca dall’apprezzamento altrui, ha deciso di mollare. Niente più energie sprecate per avere il thigh gap (lo spazio tra le cosce simbolo delle gambe perfette) o gli addominali definiti, adesso Sophie si impegna per diffondere alle sue fan messaggi più sani.

IL PREZZO DEL CONTROCORRENTE

Peccato, però, che questo le è costato ben 70 mila follower. In massa hanno smesso di seguirla su Instagram dopo aver notato che non pubblicava più le solite foto in bikini con allegati consigli di fitness. Le immagini di vita quotidiana che condivide ora, a quanto pare, non piacciono. Questo sicuramente fa riflettere su ciò che cercano gli internauti: seguono le tendenze in modo acritico, senza chiedersi quanto siano sane, e non vogliono approfittare della tecnologia per scopi più educativi. Ma poco importa per Sophie, non poteva più reggere uno stile di vita così stressante. Così, ora, usa i social network per promuovere una visione dello sport diversa: ci si allena per piacere, non per ossessione. Ma soprattutto vive meglio. Per questo la sua storia è esemplare: ci dice che non tutte le persone catturate dal mondo del narcisismo online sono irrecuperabili.

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