14 Settembre Set 2017 0920 14 settembre 2017

Grace Kelly: principessa di stile, femminista mancata

A 35 anni dalla morte, il 14 settembre 1982, resiste il mito della reale più elegante del secolo XX. Ma la sua scelta di lasciare la carriera per essere moglie e sovranam, oggi farebbe discutere.

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Grace Kelly

A 35 anni dalla morte, il 14 settembre 1982, Grace Kelly resta un'icona senza tempo. Ancora oggi, la favola dell'attrice che divenne principessa, e con il suo tocco trasformò il Principato di Monaco in un luogo d'élite ambito dalle celebrità, continua ad affascinare le nuove generazioni. È stata la reale più elegante del secolo XX e le foto della sua vita straordinaria sono diventate il simbolo di un'epoca. Ma dal giorno del matrimonio che fece sognare il mondo a oggi, l'universo femminile ha attraversato mezzo secolo di lotte femministe. Sono cambiate le donne, e con loro i modelli di riferimento. Il principe azzurro e il castello hanno lasciato il posto alla supereroina di Wonder Woman: bella sì, ma anche forte, temeraria e sagace. E se è vero che ancora resiste il mito di Cenerentola, l'immagine di Grace, la stella di Hollywood rincorsa dalle case di produzione che, all'apice della carriera, lascia tutto per diventare moglie e sovrana, oggi farebbe storcere il naso a chiunque. Eppure Grace Kelly sarebbe potuta diventare anche un'icona femminista.

GRACE, FEMMINISTA MANCATA

«Il matrimonio con Ranieri di Monaco ha cambiato radicalmente la sua vita», ricorda Annamaria Tagliavini, saggista e già direttrice della Biblioteca delle donne. «È stato uno spartiacque tra due esistenze. Quella della ragazza ricca e di buona famiglia che per questo non aveva bisogno di lavorare, ma sceglie di farlo per affermare la sua indipendenza, e la donna che cede al grande amore romantico, sacrificando la propria carriera». A soli 26 anni. È il 1956 quando la musa di Alfred Hitchcock lascia per sempre il cinema, dopo un Oscar come miglior attrice con il film La ragazza di campagna. «La sua è stata la parabola di una femminista mancata», commenta Tagliavini. «Ma siamo negli Anni '50, agli albori dell'emancipazione femminile. E Grace incarna un modello di donna coerente con la sua epoca».

GRACE, UNA DONNA DETERMINATA

Una Cenerentola determinata. «A differenza di Marylin Monroe, Grace sapeva quello che stava facendo. E, da perfetta americana, ha agito in modo pragmatico: aveva messo in conto che, prima o poi, la vita da star sarebbe finita. Il ruolo di principessa, invece, sarebbe durato per sempre», dice Tagliavini.

Il Matrimonio Tra Ranieri Di Monaco E Grace Kelly

GRACE, PROFESSIONE PRINCIPESSA

Messa da parte la carriera cinematografica, Grace entrò così nella parte. Quella di principessa impeccabile. Ma anche di sovrana che salva il Principato di Monaco dai tentativi di annessione alla Francia. Non solo. Con la sua grazia e il suo fascino lo ha trasformato in un posto da cartolina. «Si è inventata un mondo», ricorda ancora Tagliavini. «Fu la fortuna del Principato. Una vera professionista: qualunque cosa facesse, era eccelsa. Da questo punto di vista, è ancora oggi un modello. Ha lasciato un messaggio ben preciso a tutte le donne: 'Qualunque cosa fai, falla bene'».

GRACE, L'ECCESSO DELLA PERFEZIONE

Senza difetti anche l'immagine. «La sua bellezza era talmente perfetta e i suoi modi così impeccabili da sembrare finta», commenta Tagliavini. Complici anche i suoi tratti algidi e i suoi occhi che le valsero il soprannome di 'ghiaccio bollente'. «Sembrava un'immagine dipinta. Ma possiamo ritenere che in realtà fosse una donna come tante, con i suoi alti e bassi. Aveva una figlia problematica e prima di sposarsi aveva avuto diverse avventure. Ma attorno alla sua perfezione si è creato un mito».

DA GRACE A KATE

Un mito, quello della ragazza borghese che con il matrimonio fa il salto di classe, ancora vivo. «Se c'è una donna oggi che ha raccolto l'eredità di Grace, questa è Kate Middleton», dice Tagliavini. «Per eleganza, stile e fisicità, la duchessa di Cambridge le assomiglia molto».

GRACE GLAMOUR E MASCOLINA

Eppure Grace, prima di diventare principessa, ci aveva regalato l'immagine di una donna moderna. Almeno sullo schermo. «Come tutte le attrici, sapeva incarnare diverse personalità», spiega Tagliavini. Non solo lo stereotipo della bionda americana bellissima e in abito da sera che bacia Cary Grant, ma anche quella di Lisa con mocassini, camicia da uomo e jeans con il risvolto. «È la scena finale del film La finestra sul cortile. E Grace qui incarna due modelli: quello della donna molto femminile, e quello, più mascolino e moderno, dell'investigatrice coraggiosa».

GRACE CONTROCORRENTE

Ma a rompere gli schemi, per Tagliavini, è stato soprattutto il suo corpo. «Gli Anni '50 erano il regno delle maggiorate. Il modello era Gina Lollobrigida. Grace, invece, era magra e aveva forme contenute. Aveva una femminilità diversa, più contemporanea». E di questo andava orgogliosa. A rivelarlo, un episodio su tutti: un giorno, sul set, Hitchcock le chiese di indossare un reggiseno imbottito. Lei si rifiutò, presentandosi a schiena dritta e petto in fuori. «Chissà cosa sarebbe diventata Grace se avesse detto no a Ranieri di Monaco. È lecito chiederselo, anche se non troveremo una risposta. Di certo scriveremmo un'altra storia».

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