6 Settembre Set 2017 1420 06 settembre 2017

Una donna di rigore

Già protagonista di siparietti con calciatori e allenatori, il 10 settembre debutta in Bundensliga il primo arbitro femmina della storia. Vita, carriera e carattere (di ferro) di Bibiana Steinhaus.

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Tra le tifoserie calcistiche e negli stadi, si sa, abbondano i luoghi comuni. Gli arbitri sono sempre cornuti e le donne non capiranno mai il fuorigioco. Un repertorio ormai collaudato, che si ripete di settimana in settimana come una litania. Ma forse qualcosa sta per cambiare, in questo equilibrio di saggezza popolare. Nella Bundensliga tedesca, l'equivalente della nostra Serie A, sta per arrivare il primo direttore di gara al femminile. Una figura che gli ultras più accaniti potrebbero vedere come un qualcosa di mitologico e che invece è realtà. Lei è Bibiana Steinhaus e il suo esordio è previsto per domenica 10 settembre, durante il match Hertha Berlino e Werder Brema. Moglie di Howard Webb, ex fischietto inglese, e figlia d'arte, la Steinhaus non sta per arbitrare una partita qualsiasi, ma una giornata di uno dei massimi campionati europei. Insieme a quella italiana, inglese e spagnola, la Germania ha una delle tradizioni sportive tra le più prestigiose e seguite. Per questo la sua presenza sta facendo molto scalpore: a lei il ruolo di vera e propria apripista.


I TRAGUARDI
L'annuncio era arrivato a maggio 2017: fra i quattro arbitri 'promossi' alla prima categoria c'era anche la Steinhaus. Una nomina arrivata dopo anni e anni di gavetta e che l'ha lasciata «senza parole», come ha ammesso lei stessa. Poter dirigire una partita in Bundensliga era uno dei suoi più grandi sogni, un obiettivo a cui aspirava dall'inizio di carriera. La 38enne, che nella vita di tutti i giorni è un'agente di polizia di Hannover, ha lavorato molto duramente per raggiungere questo ultimo prestigioso traguardo. Dopo un esordio sul rettangolo verde palla al piede, nel 1999 decise di vestire la divisa nera e iniziare il suo percorso arbitrale. Per prime sono arrivate le soddisfazioni in ambito femminile: nel 2012 era in campo durante la finale olimpica e nel 2017 per quella di Champions League a Cardiff. Poi, il debutto a fianco dei grandi nomi maschili. Bibiana si è fatta le ossa arbitrando nella Serie B tedesca, per passare al grande palco della Coppa di Germania il 12 agosto. Con la partita di domenica, la scalata può dirsi conclusa.

UN CARATTERE DI FERRO
Statura imponente e sguardo di ghiaccio, Bibiana non ha solo il cosiddetto physique du rôle, ma anche il giusto carattere. Per tenere a bada 22 giocatori, del resto, non poteva essere altrimenti. In un'intervista rilasciata per la rivista sportiva Welt am Sonntag ha raccontato cosa si prova a entrare in un mondo ancora molto maschile, speriamo non più maschilista, come quello del pallone. «Provo soprattutto entusiasmo, ma avverto anche una certa tensione e delle aspettative. In particolare, aspettative che io rivolgo a me stessa», ha spiegato.
In campo, sicuramente, farà tesoro di quanto imparato in accademia. Come poliziotta ha acquisito molta fiducia nella sua capacità di ristabilire l'ordine. E si sa che, in una partita di calcio, ce n'è un gran bisogno.  E infatti, in settimana come la domenica quello che le riesce meglio è «osservare, respirare, irradiare sicurezza, interrogare l'intuito e, dopo aver fatto tutto questo, prendere una decisione».

SIPARIETTI IN CAMPO E SUI GIORNALI
L'esordio ufficiale di Bibiana ancora non c'è stato, ma in passato è già stata protagonista di alcuni 'siparietti' con allenatori e calciatori. Alcuni più spiacevoli di altri, durante i quali la donna ha sempre saputo mantenere un basso profilo, rispondendo con fermezza ma senza rancore. Nel 2015, per esempio, aveva fatto notizia la sua presenza in campo dopo che il giocatore Kerem Demirbay aveva rilasciato alcuni commenti poco felici a riguardo. Il calciatore aveva dichiarato che: «Non c'è posto per le donne in un gioco da uomini», salvo poi chiamare la Steinhaus per scusarsi. Spesso, invece, è stata la stampa a vedere del sessismo lì dove non c'era. Nell'ottobre 2010, Niemeyer nel tentativo di darle un'amichevole pacca sulla spalla, come si fa spesso tra arbitri e atleti, le toccò accidentalmente il seno. La reazione della donna fu un semplice sorriso, mentre i giornali gridarono allo scandalo.
In preda alla concitazione agonistica, anche il famoso Pep Guardiola si era abbandonato ad atteggiamenti un po' troppo condiscendenti e da mansplaining nei suoi confronti. Durante un incontro del 2014, quando si trovava sulla panchina del Bayern Monaco, non condividendo una decisione presa della donna le mise una mano sulla spalla gesticolando con l'altra nel tentativo, evidentemente, di spiegarle come doveva svolgere il proprio lavoro. La reazione di Bibiana fu gelida e implacabile: gli spostò il braccio senza degnarlo di uno sguardo, restando concetrata sull'azione e ignorando le sue lamentele.

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