5 Settembre Set 2017 1845 05 settembre 2017

Così abbiamo cambiato il mondo

Dal frigorifero al tergicristallo, dalle scale antincendio ai pannelli solari, le intuizioni femminili hanno rivoluzionato la nostra vita. Alla scoperta delle autrici di oggetti diventati indispensabili.

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Frigorifero

Il frigorifero è stato inventato nel 1914 da Florence Parpart.

Archimede chiedeva una leva per sollevare il mondo, la pragmatica Josephine Cochrane ha pensato: «Datemi dei piatti da pulire e inventerò una lavastoviglie». Era il 1886 quando la signora decise di imporre una svolta ai lavori casalinghi, brevettando l'elettrodomestico ormai presente in quasi tutte le case. Non è che una delle invenzioni femminili che hanno rivoluzionato e migliorato la nostra vita.

UNA VALIGIA PIENA DI IDEE
Fino al 1902, in caso di pioggia, occorreva sporgersi dal finestrino per riuscire a vedere la strada. Se oggi vi viene automatico azionare il tergicristallo, bisogna dire grazie a Mary Anderson. Rimasta impressionata durante un viaggio a New York, cercò una soluzione alle condizioni in cui lavoravano i conducenti dei tram. Ottant'anni più tardi fu un'altra signora, Margaret Wilcox, a introdurre il riscaldamento nelle auto. Mentre la marmitta per aerei fu una delle idee di El Dorado Jones, insegnante, assicuratrice e imprenditrice soprannominata 'Iron Woman', che nella sua azienda assumeva solo donne. Viaggiare sì, ma in comodità.

Lillian Gilbreth. Pioniera nell'ingegneria, ha ideato diverse soluzioni per migliorare i lavori domestici.

PULISCO, DUNQUE INVENTO
Spesso relegate ai lavori domestici per convenzioni sociali, alcune donne hanno aguzzato l'ingegno per ottimizzare tempi e risultati. Come Mrs Crochane era stanca di lavare a mano i piatti, molte altre pensavano lo stesso dei vestiti e alla fine dell'Ottocento vennero depositati da ingegnose casalinghe numerosi brevetti per le prime lavatrici. Il migliore risultò essere quello di Margaret Colin, ma mancava ancora un motore ad azionarlo. Ci pensò nel 1906 Alva Fisher: il progetto era da mettere a punto perché la vicinanza fra i cavi elettrici e il cestello causava pericolosi cortocircuiti, ma ormai tinelli e lavatoi erano pronti a entrare nella scatola dei ricordi.
Sembrano invenzioni da poco, ma basta vedere la loro diffusione per capirne l'utilità: la pattumiera a pedale è valsa a Lillian Gilbreth la prima ammissione femminile nella prestigiosa National Academy of Engineering statunitense. Mentre per il brevetto dei sacchetti di carta a fondo quadrato Margaret Knight ha lottato con tenacia: quando il disonesto Charles Annan ha cercato di appropriarsene, la signora Knight gli ha fatto causa, vincendo. A Joy Mangano, la casalinga che costruì il mocio, è stato dedicato un film. Alzi infine la mano chi potrebbe vivere senza il frigorifero. L'autrice? La statunitense Florence Parpart.

Stephanie Kwolek nel 1973 ha inventato il kevlar, una fibra più resistente dell'acciaio.

LA SICUREZZA AL PRIMO POSTO
Dormire da sola può creare preoccupazione. Di sicuro non faceva piacere a Marie Van Brittan Brown che nel 1966, insieme al marito, ha messo a punto il primo sistema di allarme per la casa. E altrettanto pericoloso può rivelarsi il rimanere imprigionati fra le mura domestiche: per fortuna un'altra signora aveva già inventato la scala antincendio. Devastata dalle fiamme nel 1860, la città di New York aveva ordinato di dotare tutti gli edifici di vie di fuga; i proprietari degli immobili però si opposero, trincerandosi dietro costi e sforzi troppo elevati. Fino al 1887, quando furono costretti a introdurre i ponticelli di metallo da attaccare all'esterno degli immobili, semplici ed economici, disegnati da Anna Connelly. E nel campo della sicurezza hanno trovato molti utilizzi anche le scoperte di Stephanie Kwolek. Per la giovane quello alla DuPont, la prima azienda chimica a produrre il nylon, doveva essere solo un lavoro temporaneo in attesa di riprendere gli studi di medicina. Ci è rimasta per 40 anni brevettando nel 1973 il kevlar, una fibra sintetica a parità di massa più resistente dell'acciaio, con cui vengono realizzati, ad esempio, i giubbotti antiproiettile.

Scienziata ungherese, Maria Telkes ha dedicato tutta la vita alle applicazioni dell'energia solare.

SCIENZIATE SPAZIALI
Chimica per scelta invece Maria Telkes, laureata in Ungheria e trasferitasi negli Stati Uniti nel 1925. Detta ‘Sun Queen', Regina del sole, partecipò all'invenzione dei pannelli solari e cercò soluzioni che sfruttassero le energie pulite anche per i Paesi più poveri del pianeta. Le sue scoperte, dal grande valore sociale, le sono valse nel 1952 il riconoscimento di prima donna ingegnere e inventore. Le batterie al nichel-idrogeno con un lungo ciclo di vita, ideate da Olga D Gonzalez-Sanabria si sono invece rivelate indispensabili nella Stazione spaziale internazionale, in orbita dal 1998. Non si può dimenticare Grace Hopper, inventrice di COBOL, uno dei primi linguaggi informatici, e fra i programmatori del primo computer. E se Rosalind Franklin è stata ingiustamente relegata a un ruolo marginale nella scoperta del DNA, valsa nel 1963 il premio Nobel a James Watson e Francis Crick, viene riconosciuto alla ricercatrice Ann Tsukamoto il merito dell'isolamento delle cellule staminali, un passaggio fondamentale nella lotta al cancro.

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