3 Settembre Set 2017 1637 03 settembre 2017

Tutte le donne di Venezia

Un festival esclusivamente maschile? Non proprio. Basta guardare i film in programma: nell'edizione numero 74, le pellicole che trattano tematiche femminili non mancano affatto.

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Annette Bening Venezia 2017

«C’è sessismo a Hollywood. Ma qualcosa sta cambiando». La presidente di giuria del Festival del Cinema di Venezia Annette Bening aveva liquidato così la solita, puntuale domanda sul perché così tanti registi e così poche colleghe, a poche ore dal suo arrivo in Laguna. «Sono venuta qui in Italia per vedere pellicole nuove, onestamente non ho guardato quante di queste potessero essere rappresentative del cinema femminile, e non credo che questo comprometta la selezione del concorso che andrò a giudicare» aveva risposto l’attrice di American Beauty, spegnendo così ogni polemica sul nascere. Tutto sommato, una mossa saggia, dato che quest’anno i film che toccano tematiche legate soprattutto alle donne, non mancano.

THE SHAPE OF WATER
Può una donna innamorarsi di un mostro? Sì. A patto che la storia sia La bella e la bestia. Oppure se a raccontarlo è Guillermo del Toro. «Una favola sull’amore e contro la paura del diverso» queste le parole che usa il regista messicano per raccontare The Shape of Water, il suo decimo film in carriera, il primo in concorso a Venezia. La favola, nuda e cruda sin dalla prima scena, si ambienta nel 1962 ma tratta temi attualissimi, quali razzismo, sessismo e diseguaglianze. L’anteprima in Laguna ha ricevuto un lunghissimo applauso. Diciotto milioni di dollari spesi per questo film, con Sally Hawkins favorita per la Coppa Volpi e, forse, anche per l’Oscar.

UNA FAMIGLIA
La coppia perfetta non esiste. E forse, nemmeno l’amore perfetto. Anche se è quello di una donna. Micaela Ramazzotti ama il suo uomo. Talmente tanto da accettare il progetto di vita che lui ha freddamente e diabolicamente messo a punto per tirare a campare. E a lei sta bene così. Finché l’esigenza della normalità non prenderà il sopravvento, e a quel punto i sentimenti della protagonista non saranno più come prima. Una famiglia è il terzo film per il catanese Sebastiano Riso, classe 1983, all’esordio a Venezia.

HANNAH
Hannah è un omaggio a Charlotte Rampling, 71 anni e ancora dotata di una bellezza devastante. Per la critica, questo è un racconto fatto su misura per lei, dove non si capisce quando finisce il personaggio e comincia la star. Il filmè il ritratto intimo di una donna rimasta sola, che perde ogni suoi punto di riferimento ed è quindi costretta a esplorare se stessa per non crollare emotivamente e psicologicamente. Le relazioni, la società e la solitudine al femminile sono al centro del secondo film del trentino Andrea Pallaoro, già a Venezia nel 2013 con Medeas e oggi in concorso per il Leone d’Oro.

GLI ANGELI VESTONO DI BIANCO
Il coraggio di scegliere. Ne serve ancora di più se a dover prendere una decisione è una donna. Anzi, due: la dodicenne Wen e l’adolescente Mia. In Gli angeli vestono di bianco, La prima aggredita in un motel assieme a un’amica da un uomo di mezza età. La seconda è l’unica testimone della violenza. Però non dice nulla, perché teme di perdere il lavoro. Ovviamente, questo è solo l’inizio. Una produzione cinese e francese diretta da una donna, Vivian Qu, l’unica in gara nel concorso principale. Capito perché i giornalisti hanno subito attaccato Annette Benning sull’ennesimo caso di sessismo nel cinema?

TRE MANIFESTI A EBBING, MISSOURI
Un altro tema decisamente attuale: la giustizia che non riesce a fare… giustizia. O non vuole, forse, come accade in Tre manifesti a Ebbing, Missouri con un ricco cast (c’è anche Peter Dinklage, il Tyrion di Game Of Thrones) e che vede protagonista Frances McDormand, premio Oscar per Fargo. La donna decide di iniziare una guerra contro la polizia dello stato, rea secondo lei di non aver fatto abbastanza per trovare l'assassino di sua figlia. E così decide un gesto audace: dipinge tre cartelloni che sembrano un messaggio diretto allo sceriffo della sua città.

LOOKING FOR OUM KULTHUM (Sezione 'Giornate degli autori')
Raccontare la vita della propria eroina in un film che è probabilmente il sogno per ogni regista. Lo è per davvero anche per Mitra, intenzionata a realizzare un lungometraggio su Oum Kulthum, leggendaria cantante del mondo arabo. Ma oltre che artista, Mitra è anche (e soprattutto) donna. Lo capirà subendo una grave perdita familiare e affrontando alcuni problemi relativi alle riprese della pellicola, che la costringeranno a rimettere tutto in discussione. Anche se stessa. Looking for Oum Kulthum è il terzo film dell'artista persiana Shirin Neshat, già vincitrice del Leone d'Argento alla regia nel 2009 con Donne senza uomini.

THE PRIVATE LIFE OF A MODERN WOMAN (Fuori concorso)
Un film scritto e concepito per Sienna Miller, dice il regista James Toback, che torna sul grande schermo nove anni dopo il documentario su Tyson portato al Festival di Cannes. La protagonista interpreta un’attrice costretta a uccidere l’ex fidanzato, che cerca di aggredirla. Legittima difesa? Teoricamente sì. Il problema è che lei il giorno seguente non ricorda più se è successo per davvero o se era solo un sogno. La critica è apparsa piuttosto fredda. Di sicuro, Sienna Miller non è mai stata così al centro della trama come in questa pellicola. E con i suoi ex, si sa, ha sempre avuto un rapporto piuttosto burrascoso, chiedere a Jude Law per referenze.

INVISIBLE (Sezione 'Orizzonti')
Ancora la solitudine come tema principale in Invisible di Pablo Giorgelli. Ely è una ragazza di 17 anni. Dopo la scuola, lavora per alcune ore in un negozio di animali. Quando scopre di essere incinta, il suo mondo interiore esplode. Una specie di Juno ma dai toni decisamente più drammatici. Nella protagonista si fa spazio un senso spietato di paura e angoscia, davanti a una serie di scelte che, una volta prese, non le permetteranno più di tornare indietro.

DOVE CADONO LE OMBRE (Sezione 'Orizzonti')
Regia, sceneggiatura e cast tutto al femminile per una storia vera raccontata attraverso la finzione. Tutto normale, in fondo succede anche questo nel grande schermo. Non lo è invece per l’esordiente Valentina Pedicini, 39 anni, pluripremiata documentarista che stavolta, in Dove cadono le ombre, racconta la storia di un genocidio scientifico avvenuto in Svizzera di una comunità nomade, sceglie il linguaggio del cinema e lo fa attraverso le donne, ispirandosi a un colloquio avuto con la poetessa Mariella Mehr, una delle poche sopravvissute. Va ricordato che in Svizzera il nomadismo era considerato fino agli anni '90 una malattia che si trasmetteva dal punto di vista ereditario e in linea matrilineare.

NICO, 1988 (Sezione 'Orizzonti')
Susanna Nicchiarelli con il suo Nico, 1988, racconta la storia della 'Sacerdotessa delle Tenebre' Christa Paffgen, in arte Nico, madrina del rock gotico negli Eighties dopo esser stata attrice e modella tedesca negli Anni ’60. Chi l’ha detto che per le donne la felicità non esiste dai 40 anni in poi? Nico ribalta il cliché e ritrova se stessa proprio a questa età una volta liberatasi da bellezza e notorietà. Grande prova dell’attrice e cantante danese Trine Dyrholm.

I’M (ENDLESS LIKE THE SPACE) (Proiezioni speciali)
Le stranezze di un’adolescente, Jessica, che oltre ad ascoltare musica un po’ fuori dalle righe, preferisce starsene nel suo mondo di fantasia che si è costruita nella sua mente e attraverso i suoi meravigliosi disegni invece che integrarsi nella realtà. Ma qual è poi la vera realtà? I'M è il suo primo film in 3D per una regista italiana ma nata a Helsinki, Anne Riitta Ciccone, 50 anni portati divinamente. In passato ha raccontato molto della sua vita attraverso il cinema, stavolta prova a intraprendere una strada diversa, quella della fantascienza, da sempre il suo genere preferito.

LIEVITO MADRE. LE RAGAZZE DEL SECOLO SCORSO (Proiezioni speciali)
Per comprendere il mondo di oggi, le ragazze di oggi trovano le risposte nelle ragazze di ieri. Anzi, di l’altro ieri. O meglio ancora, del secolo scorso. In Lievito madre. Le ragazze del secolo scorso di Concita de Gregorio ed Esmeralda Calabria, tre generazioni si intrecciano, dalle parole delle grandi protagoniste del novecento a quelle delle giovanissime intervistate. Ma soprattutto donne straordinarie come Adele Cambria, Giovanna Tedde, Natalia Aspesi, Nada Malanima, Esterina Respizzi, Lea Vergine, Giulia Maria Crespi, Luciana Castellina, Benedetta Barzini, Giovanna Marini, Emma Bonino, Cecilia Mangini, Inge Feltrinelli, Dacia Maraini e Piera Degli Esposti rivelano per la prima volta qualcosa di molto privato, che appartiene a loro e a nessun altro.

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