2 Settembre Set 2017 1750 02 settembre 2017

«Qua l’aspetto vale quasi tutto»

Parla Alexandra Agiurgiucolese, stella dei Mondiali di ginnastica ritmica di Pesaro 2017. Un'infanzia tra la Romania e l'Italia e poi tanto allenamento: i sacrifici e i sogni di una ragazza di 16 anni.

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Alexandra Agiurgiuculese

Le ‘gemelle russe’ (Arina e Dina Averina) e le ‘gemelle d’Italia’ (Alexandra Agiurgiuculese e Melania Baldassarri). Gli occhi del pubblico erano tutti puntati su di loro, in questi giorni, durante i Mondiali di ginnastica ritmica di Pesaro, i primi ospitato in Italia. Ma con le russe, si sa, c’è poco da fare. Così le due sorelle (di sangue) Arina e Dina hanno strappato il podio alle due azzurre nell’All-Around, la gara che designa la ginnasta più completa nelle quattro prove individuali (nastro, palla, cerchio, clavette). Di certo c’è che le due italiane ne sono comunque uscite a testa alta: alla Agiurgiuculese è andata l’ottava posizione, alla Baldassarri la nona. Un risultato storico per l’Italia, che mai fino ad ora aveva potuto vantare ben due ginnaste nella top ten mondiale.
A infrangere ogni tabù in questa Coppa del Mondo, però, è stata lei: Alexandra Agiurgiuculese. Che della sua prima apparizione tra le professioniste, a soli 16 anni, non ha per nulla da lamentarsi: è riuscita a conquistar ben tre finali di specialità, ottenendo alla palla il settimo posto, alle clavette il quinto e al nastro una ‘medaglia di legno’. Mai nessuna azzurra prima di lei aveva centrato così tante finali in un’unica edizione.
Quando risponde al telefono, ‘Alex’, così la chiamano, è in spiaggia. «Diciamo che mi sto concedendo qualche momento di riposo», racconta a LetteraDonna. E se non bastasse a soli 16 anni aver scritto la storia, ecco che arriva anche il premio meno aspettato, ma ugualmente molto gradito: il prestigioso Longines per l’eleganza. Di certo per la giuria, composta dal Presidente della Federazione Ginnastica Internazionale Morinari Watanabe e dalla Campionessa Olimpica 2004 (ora modella) Alina Kabaeva, non sarà stato facile resistere al suo sguardo ammaliatore e alla sua carica emotiva in pedana.

L'AMORE PER LA GINNASTICA
È vero: un buonissimo risultato per la prima volta da professionista. E pensare che la sua passione per ginnastica ritmica è nata in modo molto strano. «Ho iniziato all’età di 6 anni in Romania perché avevo un problema alla colonna vertebrale e mia mamma mi spedì in palestra», spiega Alexandra . È così che la scintilla scoccò, complice un’allenatrice pronta a scommettere su di lei. E la fortuna di avere a fianco la sua migliore amica: «Il primo giorno di ginnastica lei venne da me e mi fece provare gli attrezzi e da allora non me ne sono mai più staccata». Un’infanzia a metà tra Romania e Italia, «sicuramente più difficile rispetto a quella di tutti gli altri bambini, però tutto questo impegno è servito a raggiungere gli obiettivi che mi ero prefissata». E, infatti, ai Mondiali di Pesaro è riuscita ad andare oltre le più rosee aspettative.

DOMANDA: Niente male per il primo Mondiale tra ‘le grandi’. Ti aspettavi un risultato del genere?
RISPOSTA: In realtà no. È stata una sorpresa molto bella anche per me. Tantomeno speravo nel premio all’eleganza. Ma soprattutto sono ancora più felice perché l’ho ricevuto dalla mia idola: Alina Kabaeva.
D: Quante ore al giorno ti alleni?
R: Sei ore ogni giorno.
D: E la tua vita sociale?
R: Beh, non esco tutti i sabati sera. Ogni tanto vedo gli amici. Frequentando una scuola come tutti gli altri riesco a ritagliarmi lì dei momenti per socializzare, ma uscire il fine settimana è un po’ difficile.
D: Difficile anche per il fidanzato?
R: Ho molti amici stretti, ma non sono fidanzata.
D: Qual è il confine tra passione e lavoro per chi, come te, è arrivata a questi livelli?
R: Fare la ginnasta per me è come fare un lavoro che ti piace tantissimo, lo definirei un ‘passionale’. Duro, sì, però le soddisfazioni ci sono e tutti i sacrifici che fai vengono riconosciuti.
D: Una carriera breve, che inizia in tenera età, e termina poco dopo i 20 anni. Che strada ti piacerebbe intraprendere dopo?
R: Mi piacerebbe molto fare l’attrice, ma credo che alla fine prenderò il cammino da allenatrice. Mi sono accorta di essere abbastanza portata e rimanere nell’ambito sportivo è forse più conveniente.
D: Molte colleghe, come le protagoniste della fortunata docu–fiction di MTV Ginnaste-Vite Parallele, hanno affiancato all'agonismo la vita da ‘star’ grazie a una grande esposizione mediatica. Avresti accettato di partecipare a un programma del genere?
R: Mi sarebbe piaciuto. In fondo la ginnastica, artistica in questo caso, è diventata molto famosa proprio grazie a questo programma. Ci sono state delle critiche sulla gelosia e l’invidia tra le ragazze, però in ogni caso il format ha veicolato anche un messaggio positivo dello sport e sarei stata contenta di prenderne parte.
D: A Rio 2016 la ginnasta Alexa Moreno fu presa di mira dal web per la sua condizione fisica. Quanto conta l’aspetto nel vostro ambito?
R: Nel nostro settore l’aspetto conta quasi il 100%. La ginnastica ritmica in particolare è essere magri e sciolti, quindi se vuoi fare questo sport devi soffrire per essere magra oppure devi essere magra di natura. È la ritmica che lo richiede: o sei così o meglio che cambi strada.
D: Hai mai subito pressioni psicologiche per il mantenimento della tua forma fisica?
R: Sono una ragazza normale: quando mangio ingrasso e quando sono a dieta dimagrisco. Quindi sì, qualche volta mi sono sentita sotto pressione, soprattutto prima di una gara importante, però tutto questo ha sempre portato a un risultato.
D: Le prossime tappe?
R: Il desiderio è di partecipare ad altri Mondiali ed Europei. Ma il sogno, ovviamente, sono le Olimpiadi.

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