25 Agosto Ago 2017 1415 25 agosto 2017

Sfuggita al verdetto

Deposta dalla Corte Costituzionale e imputata per abuso di potere, Yingluck Shinawatra sparisce prima della sentenza. Il ritratto dell'ex prima ministra della Thailandia.

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Court issues arrest warrant for Thai Prime Minister Yingluck Shinawatra after missing verdict

Ha aperto la strada alle donne come prima ministra in Thailandia. Ma ora è sparita, si pensa sia fuggita per evitare il verdetto della Corte Costituzionale che potrebbe accusarla di abuso di potere. Eletta nel 2011 Yingluck Shinawatra si è da subito dimostrata una leader da guardare con sospetto. Nonostante il supporto popolare di cui godeva, presto le critiche si sono fatte aspre. I suoi rapporti col fratello, ex numero uno del governo e fondatore dell'AIS, un'impresa di telecomunicazioni, gettavano ombra sull'esecutivo. L'influenza della sua famiglia le è indubbiamente servita a favorirsi nella competizione politica, per compensare la sua inesperienza nel campo. Un'inesperienza additata dagli oppositori che sottolineavano come la sua unica qualifica fosse essere la più giovane sorella di Thaksin, ex primo ministro accusato di corruzione, fuggito prima della sentenza di condanna.

IL CROLLO DI CONSENSI
Prima delle elezioni Yingluckaveva chiesto ai thailandesi di darle l'opportunità di dimostrare le sue buone intenzioni e la sua sincerità. Rappresentava  la rottura con la tradizione, e questo è stato sicuramente determinante per la sua iniziale popolarità: simboleggiava la rivolta di rossi, operai e braccianti a dittatura e monarchia classista. Fotografie della rivoluzionaria immersa nella folla mostravano bene quanto fosse amata. Tuttavia, dopo aver lanciato il suo piano di sussidi al mercato del riso, il consenso ha iniziato gradualmente a calare. Per aumentare il profitto rurale del Paese il governo ha iniziato a comprare riso dai contadini pagandolo meno del prezzo da banco, depauperando, così, terreni e tasche degli agricoltori. Quando poi Yingluck ha proposto l'amnistia per i colpevoli di violenza politica, di fatto dichiarando di voler liberare gli assassini di civili dalle proprie colpe, si è dimostrata fortemente impopolare. La furia dell'opposizione si è scatenata contro il governo accusando la prima ministra di stare architettando il rientro del fratello nel Paese senza scontare la pena. Riversati per le strade di Bangkok, i protestanti hanno creato un disordine tale da convincerla a non far votare il progetto in Senato. Ma questa manovra non l'ha salvata dal fallimento: nel 2014 è stata dalla Corte Costituzionale e l'esercito, con un colpo di Stato, ha formato il governo che vige tutt'oggi.

WANTED
Il processo per corruzione, però, è senza imputata. Fuggita il 25 agosto, non si hanno più tracce di Yingluck Shinawatra. Ma, tra le righe delle breaking news, ci si chiede come abbia fatto la donna più ricercata e monitorata del Paese a fuggire senza essere notata da nessuno. Secondo l'analisi di Jonathan Head, inviato a Bangkok della BBC, le ipotesi sono diverse: potrebbe aver usato l'area vip dell'aeroporto prendendosi un jet privato, oppure aver varcato il confine con Cambogia o Lagos in macchina. Ma, per fare ciò, serve una copertura: si sospetta sia stata aiutata da qualcuno che ha interesse a vederla scappare dal governo militare prima del verdetto perché, se mai finisse dietro le sbarre potrebbe essere vittimizzata dai suoi sostenitori e recuperare consensi. Si pensa, inoltre, che voglia ricongiungersi al fratello Thaksin in esilio a Dubai, anche lui scappato dal verdetto della Corte Suprema nel 2008. C'è poi chi, incredulo, si impegna a smentire la notizia della fuga: «È impossibile che sia scappata», ha detto in conferenza stampa il ministro Prawit Wongsuwan. Gli avvocati dell'ex prima ministra si sono giustificati con la Corte riferendo che Yingluck non si sarebbe presentata in quanto indisposta fisicamente per via di un forte mal di testa. Tuttavia, se i giudici la dichiarassero colpevole, la fuggiasca rischierebbe 10 anni di galera e un'interdizione a vita dalla politica.

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