17 Agosto Ago 2017 0913 17 agosto 2017

Poker di spie

In Atomica Bionda Charlize Theron è un agente segreto. Come dimostra la storia, però, la vita sotto copertura si addice alle donne non solo sul grande schermo, ma anche nella realtà.

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atomica bionda

Il grande schermo non smette mai di subire il fascino della vita sotto copertura. Senza fermarsi troppo sull’agente segreto per eccellenza, James Bond, nel 2015 ci aveva pensato Steven Spielberg a riportarci nel mondo dello spionaggio, con il suo film Bridge of Spies, con Tom Hanks protagonista. Il ponte del titolo era quello di Glienicke, che durante la guerra fredda collegava Berlino Ovest ed Est. È in una simile ambientazione, stessa città, ma circa 20 anni dopo, che si muove Charlize Theron, la Lorraine Broughton di Atomica Bionda. Il film, uscito in Italia il 17 agosto, è ispirato alla graphic novel The Coldest City e racconta la storia di una affascinante spia britannica incaricata di recuperare un dossier contenente importanti informazioni su tutti i suoi colleghi inglesi, prima che cada nelle mani dei tedeschi. Molti critici l’hanno già descritto come un successo, promuovendo l’interpretazione della Theron al pari di quella dei passati 007. Una action movie che finalmente si rivolge al pubblico femminile e che fa sorgere spontanea una domanda: ci sono state per davvero spie donne?

KRYSTYNA SKARBEK
La più famosa è Mata Hari, danzatrice olandese che durante la Prima Guerra Mondiale dominò lo spionaggio europeo, lavorando sia per i tedeschi che per i francesi, venendo infine giustiziata da questi ultimi. La sua storia è quasi entrata nella leggenda, circondata com'è dall'alone di seduzione e mistero che aleggia attorno alla sua figura. Ci sono state, però, prima e dopo di lei, tantissime altre donne che hanno contribuito a cambiare il corso della Storia. Krystyna Skarbek, per esempio, è conosciuta da tutti per essere stata la musa ispiratrice di Ian Fleming, durante la stesura di Dalla Russia con amore e Casino Royale, i romanzi che raccontano le avventure di James Bond. Lo scrittore conobbe veramente la giovane spia, quando ormai, negli Anni '50, viveva 'in pensione' a Kensington. Qui, nell'albergo che era diventato casa sua, fu uccisa da un pretendente respinto. Una morta inaspettata e beffarda per chi, come lei, visse constantemente in pericolo gli anni del secondo conflitto mondiale. La Skarbek, nata a Varsavia nel 1908 da una ricca famiglia del posto, si avviava a un'agiata vita borghese: intelligente, acuta, fluente nelle lingue e abile cavallerizza, era l'orgoglio del padre. È a fianco del suo secondo marito, console britannico in Etiopia, che allo scoppiare della guerra, nel 1938, si avvicina agli ambienti dello Special Executive Operations (Soe) inglese. Qui verrà assoldata come spia, iniziando a raccogliere informazioni per gli Alleati, lavorando nella Francia occupata dai nazisti e nel suo Paese natio. Il suo sangue freddo le permise di salvarsi in più di un'occasione. Dietro le imprese delle Bond Girl Tatiana Romanova e Vesper Lynd ci sono situazioni che lei si trovò a fronteggiare per davvero.
Alla fine del conflitto, fu premiata dalla Gran Bretagna con la George Medal e dalla Francia dalla Croix de guerre. Non potè, però, far ritorno in Polonia, ormai occupata dalle truppe sovietiche.

GERTRUDE BELL
Se dall'Europa ci spostiamo al Medio Oriente, l'agente segreto più famoso di tutti è sicuramente lui, Lawrence d'Arabia, il colonello britannico che guidò la rivolta delle tribù arabe contro la dominazione ottomana. Negli ultimi anni, però, si sta iniziando a rendere giustizia a un'altra spia britannica, Gertrude Bell, che ebbe un ruolo altrettanto rilevante nel ridisegnare gli equilibri dell'intera regione. È del 2015 il film La Regina del deserto, in cui una Nicole Kidman diretta da Werner Herzog veste i panni dell'archeologa, scrittrice e politica inglese. Una riscoperta di un personaggio che con il suo operato diplomatico lasciò decisamente il segno: la Bell viene chiamata 'la mamma dell'Iraq' e riconosciuta da molti come la regina senza corona che nei primi anni del governo di Re Faysal lo affiancò in ogni decisione. C'era anche lei nel gruppo di orientalisti che Churchill vollè per disegnare i confini degli Stati nascenti alla fine della Prma Guerra Mondiale.
Se nei libri di storia viene ricordata per quello che era, una protagonista del suo tempo, dai suoi contemporanei veniva descritta in modo meno lusinghiero: «Giramondo mascolina» e «Tronfia, sculettante e blaterante» sono solo alcuni degli epiteti che le venivano rivolti. Lei, con la sua laurea in storia conseguita a Oxford, rimaneva però una dei massimi esperti dell'area mediorientale, e una voce da ascoltare. Morì a Baghdad a 58 anni, nel 1926, per una overdose di sonniferi.

ODETTE HALLOWES
Chi sicuramente non si aspettava di essere nata per diventare una spia, era Odette Hallowes, anche conosciuta come Odette Churchill e Sansom, dai suoi tre matrimoni. Nata nel 1912 ad Amiens, in Francia, era una bambina brillante, ma delicata: durante l'infanza francese si trovò spesso a dover affrontare lunghi periodi di malattia. A Boulogne, dove trascorse gran parte dell'adolescenza, conobbe quello che sarebbe stato il suo futuro marito e il padre delle sue tre figlie. Dal 1931 i due si erano trasferiti a Londra, dove li raggiunse la notizia dello scoppio della Guerra. Nel 1939 Sansom decise di rispondere all'appello del suo Paese e si arruolò. Odette probabilmente non prevedeva che di lì a poco le sarebbe toccata la stessa sorte. Infatti nel 1942, attraverso la BBC, il governo brittanico chiese a tutti i suoi cittadini che fossero in possesso di fotografie o cartoline delle coste francesi di consegnarle, per favorire la preparazione di uno sbarco sul continente. La Hallowes, come scrisse nella sua lettera, non possedeva molti scatti utili, ma conosceva bene il Nord dell Francia. Lì era nata e cresciuta e il suo francese le permetteva di essere scambiata perfettamente per una del posto. Con il suo Paese natale occupato dai nazisti e un marito in guerra, non ci volle molto all'ufficio reclutamento del Seo per convincerla a iniziare il suo nuovo lavoro di spia. Il suo impegno e la sua fedeltà all'Inghilterra, cui non venne mai meno, neanche durante le torture subite durante la prigionia nazista, le valsero a conflitto finito la George Cross e la Legione d'Onore. Rimane, insieme al suo secondo marito Peter Churchill, una delle eroine più amate e apprezzate del Regno Unito.

VALERIE PLAME
Un'altra bionda, come Theron, ma probabilmente meno 'atomica' nei modi di fare è Valerie Plame, classe 1963. La Plame, nata in Alaska, in una base statunitense, ha alle spalle una famiglia di militari: suo padre era un tenente che alla carriera nell'Air Force alternò quella alla NSA, una delle agenzie americane che insieme a CIA e FBI si occupa della sicurezza nazionale. Ed è proprio a Langley che la donna arriva dopo una laurea alla Penn University e due master conseguiti in Europa. Ad aprirle le strade dello spionaggio, come spesso accade, è stata la sua padronanza nelle lingue. Valerie ne parla correttamente quattro: inglese, francese, tedesco e greco. Per gli Stati Uniti si è occupata, dal 1985 al 2003, di studiare la possibile presenza di armi di distruzione di massa durante diversi periodi vissuti sotto copertura in Europa. Prima di diventare mamma di due gemelli, ha operato soprattutto ad Atene e Bruxelles, fingendosi un'analista della Brewster Jennings & Associates, società fittizia che la CIA utilizza spesso come facciata per le sue indagini.
Non è stata però la gravidanza a fermarla, bensì uno scandalo giornalistico: durante il Plame Affair alcuni rappresentanti del governo Bush furono accusati di aver volontariamente lasciato trapelare delle informazioni sulla vera identità dell'agente, mettendo ovviamente a rischio il suo lavoro e la sua incolumità. Secondo molti si trattò di una sorta di vendetta mossa al marito della Plame, che in un editoriale sul New York Times si era esposto contro le scelte dell'amministrazione.

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