10 Agosto Ago 2017 2049 10 agosto 2017

«Né uomini, né donne: persone»

Cervelli diversi a seconda del sesso? Libero rilancia la teoria dell'Università di Cambridge, costata il posto a un ingegnere di Google, Paolo Crepet la smonta: «Assurdità per diventare famosi».

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10 agosto 2017, prima pagina del quotidiano nazionale Libero. «Uomini e donne: le diversità», è il titolo a caratteri cubitali. Si parla di studi 'scientifici' che dimostrerebbero la validità della tesi di James Damore, l'ingegnere di Google licenziato per un documento giudicato sessista. Un'ingiustizia secondo il quotidiano. L'uomo non avrebbe detto nulla di male. Insomma, le ricerche da lui citate sarebbero valide. Naturalmente non è così: sono scientificamente ridicole, come dice a LetteraDonna Paolo Crepet, celebre psichiatrasociologo e scrittore. «Questi studiosi non sanno nemmeno cosa sia il cervello. Tutte le menti umane sono diverse. Punto. Quindi non ce n'è una uguale all'altra per via del sesso di appartenenza», tuona. Per l'esperto non ha senso dividere in categorie maschili e femminili:  «È un ragionamento riduttivo che fanno apposta per diventare famosi, perché con pensieri complicati non lo si diventa».

DOMANDA: Quindi Dottore, immagino condanni anche lei l'ingegnere di Google che si è avvalso di questi studi per giustificare le disuguaglianze.
RISPOSTA: Credevo che in un'azienda così ci fossero persone intelligenti, ma se si basano su queste cose non ho parole. Il merito non ha un sesso, dipende dall'individuo. E poi secondo me non esistono maschi e femmine, la suddivisione di genere è artificiale. Ci sono uomini un po' donne e donne un po' uomini.


D: Se da psichiatra considera questo studio insensato, da sociologo cosa pensa invece della strumentalizzazione che se ne fa? Di giornali come libero che lo sfruttano per mandare messaggi sessisti?
R: La strumentalizzazione la fa chi ha un interesse a farla, chi vuole mantenere il potere. In questo caso se io volessi giustificare la supremazia maschile dovrei inventarmi teorie che la difendano. Io sono pronto a votare un presidente della Repubblica anche transgender, basta che sia intelligente, ascolto come parla non guardo il suo corpo o cosa fa la notte.
D: Perciò il quotidiano di Feltri cerca solo di portare acqua al suo mulino?
R: Questo tipo di approccio è uno dei motivi dell’abbassamento di qualità del giornalismo, quantomeno italiano. Si tende a privilegiare le fake news, anche essendo coscienti che lo sono. Si preferisce la notizia che fa clamore rispetto alla quella che fa pensare.
D: Lo stesso clamore che può generare uno studio come quello citato da Libero, nonostante si tratti di una generalizzazione grossolana.
R: Infatti il problema rimangono le singole persone. Sarà anche vero che a volte, con scrupolo, si può ragionare per categorie, ma poi dobbiamo avere a che fare con Barbara, Giovanni, Mario, Antonio… tutti diversi, e il loro sesso biologico non ci dice niente. Quindi è un po’ imbarazzante parlare di cervelli maschili e femminili.
D: Insomma, nessuna differenza neurologica, la teoria di Simon Baron-Cohen, citata dall'ingegnere di Google è infondata.
R: Certo, mica Renzo Piano ha lo stesso cervello di un ragionier Rossi soltanto perché sono entrambi uomini. Sono le esperienze e la componente emotiva che ci cambiano la mente, non l'essere maschio o femmina.
D: Ma allora a cosa servono le teorie sulle differenze biologiche?
R: Solo per prendersi la cattedra. Perché, specialmente negli Stati Uniti, fai carriera solo se sei portatore di una nuove idee. Dopodiché anche se a distanza di anni scopri che fa acqua da tutti i fori non importa, intanto sei diventato famoso. Se l’intelligenza produce dubbi, la stupidità, purtroppo, produce certezze e quindi ha più consenso.
D: Tra i vari punti, l'ingegnere di Google scrive che le donne per natura sono più inclini a lavorare in ambito artistico o sociale piuttosto che scientifico.
R: (Ride, ndr). Ma questa è un’idiozia. Chi è questo ingegnere? Un cretino totale. Ma lei trova che gli artisti siano a maggioranza femminile? Affatto. Storicamente sono stati uomini, quindi tutto ciò non vuol dire niente. E attenzione. Se è sempre stato così è per una questione culturale, non genetica. Perché se a una Margherita il papà dice di lasciare stare, di fare l’assistente sociale che è meglio a un Giovanni invece dirà che può fare quello che vuole. Se in Italia la maggioranza dei ragionieri è uomo e io da ciò deduco che il maschio è più adatto al mestiere, dal punto di vista scientifico è assurdo, una furbizia.
D: Ma allora come funzionano questi studi neurologici che analizzando 'le nostre teste' evidenziano delle differenze tra uomo e donna?
R: Le aree del cervello sono influenzate dalle cose che la persona fa: rispondono a quello che c’è, reagiscono, non creano. Se risulta che una femmina è più incline a qualcosa è perché è ciò che fa di più nella sua vita, e questo dipende dall’educazione che ha ricevuto, non dalla biologia.Però ci sono sempre i genetisti stupidi pronti a dire che siamo così per natura.
D: Quindi questi metodi di deduzione non hanno nulla a che fare con la scienza.
R: Assolutamente sì.

Paolo Crepet, foto dal suo blog: www.paolocrepet.it

© Leonardo Cendamo

D: Lei che a lungo si è dedicato al mondo del lavoro, come commenta la class action organizzata da un gruppo di 60 ingegnere della Google?
R:
Dopo il clamore mediatico provocato dalle affermazioni del collega sessista hanno trovato il coraggio di esporsi, e le loro dichiarazioni colpiscono molto. Tutte le statistiche ci dicono che le donne guadagnano meno dei colleghi uomini pur ricoprendo esattamente la stessa posizione. Questa è una palese discriminazione. E non dipende dalla mancanza di meritocrazia, ma dal fatto che siamo una società profondamente sessista, omofoba, razzista, eccetera. Posso portarle l'esempio di un'ingegnera di mia conoscenza, diventata una delle primissime ad affermarsi nel settore aereonautico. Mi ha raccontato di aver faticato per tutta la sua carriera, molto più di un uomo. Mi ha detto: «Quando una donna nel mio ruolo ha un figlio lavora con un handicap. Ti danneggia la carriera, perché la concentrazione cala quando il peso della famiglia è tutto sulle tue spalle».
D: Ma la politica, quindi, cosa può fare?
R: Non può fare niente. Non possiede l’intelligenza per risolvere queste cose. Deve partire tutto dalle imprese. L’uguaglianza tra i generi conviene anche a loro. Fa comodo a tutti che il personale sia in buona salute mentale e non sia stressato. Qualsiasi ambiente lavorativo dovrebbe essere basato sul benessere. Se io trovo qualcuno che mi tratta male in un negozio non compro nulla. E se mi tratta male è perché è a sua volta trattato male dal capo. E il capo perde i clienti. Quindi questo ragionamento è controproducente.

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