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Diritti

2 Agosto Ago 2017 1708 02 agosto 2017

Liberi di stalkerare: basta pagare

È l'effetto di una scellerata riforma in vigore dal 3 agosto 2017: depenalizzati i casi meno gravi, con una sanzione si estingue il reato. Taddei (Cgil): «Donne a rischio, urge una modifica».

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Stalker

Non ci siamo, caro ministro Orlando. Non ci siamo perché, come spesso accade, alle belle parole non sono seguiti i fatti. Non ci siamo perché non è possibile accettare una riforma che permetterà di estinguere alcuni reati, tra cui le forme 'meno gravi' di stalking, dietro pagamento di un risarcimento stabilito dal giudice, senza neppure il necessario consenso della vittima. Non ci siamo perché non è possibile cancellare una vita di battaglie con una legge arraffata. Quella che si appresta a entrare in vigore dal 3 agosto 2017: una modifica al codice penale che, nell'articolo 162 ter, agevolerà in determinati casi molti di quei comportamenti persecutori ripetuti e intrusivi tenuti da una persona nei confronti della propria vittima.
Un fatto inaccettabile che aveva suscitato a giugno 2017 le proteste, in primis, delle rappresentanti sindacali Loredana Taddei (Cgil), Alessandra Menelao (Uil) e Liliana Ocmin (Cisl) e che, dopo giorni di polemiche sulle interpretazioni della norma, avevano indotto il ministro della Giustizia Andrea Orlando ad ammettere pubblicamente la necessità di un intervento che ne escludesse l'applicazione almeno per lo stalking. Nulla di fatto, invece: la modifica al codice penale entra in vigore come era stata (mal) pensata.

LA RABBIA DEI SINDACATI DI CATEGORIA
Raggiunta al telefono, Loredana Taddei, responsabile nazionale delle politiche di genere Cgil, commenta: «Non è accettabile favorire gli stalkers. L'errore andava ammesso e riparato, e invece ancora una volta il governo agisce con una superficialità e un'inerzia incomprensibili che mettono in gravi difficoltà le donne». Non solo. «La stessa cosa è avvenuta anche con la sanzione prevista per l'interruzione di gravidanza, nel febbraio 2016: il sottosegretario Gennaro Migliore aveva promesso interventi correttivi entro 18 mesi, il termine è quasi scaduto e non è stato fatto niente», continua. «In un paese dove i femminicidi, spesso conseguenza proprio di stalking, avvengono con una frequenza spiazzante e dolorosa, dove i diritti delle donne non vengono tutelati e alcune sentenze accertano le negligenze all'interno della stessa magistratura, come si può non avvertire l'urgenza di un intervento contro la depenalizzazione?», conclude Taddei.

LE PROMESSE NON MANTENUTE
Eppure il ministro Orlando si era impegnato a rivedere la riforma. «Per evitare comunque qualunque possibilità di equivoco interpretativo si deve agire riconsiderando la punibilità a querela prevista nella legge del 2009. È una modifica sulla quale il governo sta intervenendo», aveva dichiarato il ministro della Giustiza. «Ritengo essenziale il contrasto alla violenza sulle donne e ricordo che nel provvedimento antimafia che approverà il Senato è prevista l'applicabilità delle misure di prevenzione personale agli indiziati di stalking».

LIBERI DI PERSEGUITARE, BASTA PAGARE
Una manovra che avrebbe escluso lo stalking dai reati oggetto della riforma. Purtroppo alle parole non sono seguiti i fatti. Taddei, Menelao e Ocmin avevano pure chiesto un incontro al ministro, ma i sindacati di categoria sono ancora in attesa di risposta. Le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil si sono quindi mobilitate in varie regioni, unitamente a centri e cooperative sociali impegnate contro la violenza, per sollecitare il governo alla modifica dell'articolo 162 ter. Le azioni proseguiranno, nella speranza di un tempestivo intervento del governo nonostante, ormai, siamo a ridosso delle ferie. «Ciò significa che da settembre 2017, alla ripresa dei processi, per molti stalker si aprirà la possibilità di estinguere il reato commesso pagando una 'congrua' cifra, anche in comode rate, e senza interpellare la persona offesa», si legge infine nel comunicato congiunto delle organizzazioni sindacali. «Diventa prioritario e urgente quindi un intervento chiarificatore sull'articolo 162 ter affinché nessuna denuncia per il reato di stalking possa in alcun modo rientrare in una sanzione riparatoria». Altrimenti basterà mettere mano al portafoglio per essere liberi di perseguitare le proprie vittime.

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