1 Agosto Ago 2017 1806 01 agosto 2017

L'ultimo acquisto in casa Milan

Valentina Montanari è stata nominata nuova Chief Financial Officer del club rossonero. Ma non è l'unica manager della storia del club. Ecco chi è.

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Valentina-Montanari

Riuscirà il Milan a sfiorare quota 200 milioni spesi entro la fine di questo calcio mercato? A inizio luglio, dopo aver concluso l'acquisto di sei giocatori, la società rossonera di milioni ne aveva già investiti 135. Oltre al 'caso Bonucci', che ha infiammato sia la tifoseria milanista che quella juventina, ma non certo allo stesso modo, il club si è arricchito di altri nomi importanti: Musacchio, Conti e Andre' Silva su tutti. Nella serata del 30 luglio, è stato annunciato un altro nuovo arrivo, questa volta non in campo, ma nelle alte sfere dirigenziali. Valentina Montanari è stata scelta per ricoprire la carica di Chief Financial Officer. Un nome complicato, tanto quanto l'impegno che le viene chiesto: nelle sue mani la gestione dell' area finanziaria e amministrativa della squadra di Montella. Sua, quindi, la responsabilità di firmare i bilanci a fine stagione. Non sportivi, ma societari. E se una donna ai vertici non è cosa nuova in casa Milan: Barbara Berlusconi è stata amministratore delegato fino all'aprile 2017, in generale l'avvistamento di quote rosa in ambito calcistico rimane ancora uno dei più rari, di quelli che fanno strabuzzare gli occhi. La carriera di Montanari, però, l'ha già portata in molti ambienti considerati a maggioranza maschile. O meglio, a livelli dirigenziali dove una quota rosa non è cosa scontata. Sempre come CFO, infatti, ha lavorato nel mondo dei media e dell'editoria per 12 anni, lavorando prima per RCS e per il gruppo Sole 24 ore poi, nel settore industriale per Gefran e in quello energetico per A2A. Qui, nel 1997, ha iniziato il suo percorso da direttore finanziario.

UNA PASSIONE PER NUMERI, GRECO E LATINO
E pensare che tutto era iniziato in una delle culle della cultura classica, il liceo Manzoni di Milano. Non certo la tipica formazione di chi è destinato a vedere bilanci e rendicontazioni per colazione. Eppure, se la passione per l'italiano e le lingue antiche era il motivo per cui si era iscritta, è qui che Montanari ha iniziato ad apprezzare anche matematica e fisica. Per la gioia dei più strenui difensori della formazione greca e latina e che invocano la forma mentis classica, anche lei vede una vicinanza tra la logica con cui si traduce una versione e quella con cui si risolve un problema. L'abitudine ad applicare regole e trarre deduzioni sarebbe la stessa. Numeri e libri hanno continuato ad andare a braccetto, ma una volta arrivata all'università ha definitivamente appeso i vocabolari al chiodo. Indecisa fra ingegneria e lettere antiche ha optato per Economia e Commercio, una «via di mezzo», a suo dire, che le avrebbe permesso di avvicinarsi non solo alla statistica, ma anche al pensiero filosofico. E proprio la statistica, croce di moltissimi studenti, è il suo cavallo di battaglia, che utilizza come chiave di lettura nel lavoro di tutti i giorni. Le decisioni più difficili, spiega, si possono prendere seguendo gli stessi procedimenti matematici che applicheremmo  per dimostrare un teorema o risolvere un'equazione.

L'IMPORTANZA DEI MODELLI
Una mente brillante e all'avanguardia, abituata a puntare sempre in alto, ma che non sottovaluta l'importanza del percorso. La CFO, infatti, ha molto a cuore il suo ruolo di mentor, che ha svolto per alcuni giovani universitari. Un impegno che l'ha portata più volte a confrontarsi con chi si affaccia per la prima sul mondo del lavoro e rischia di avere troppa smania di farlo. Per Montanari, infatti, la tentazione di 'bruciare le tappe' è più che mai in agguato, ma non sempre per il meglio. «L'università è il momento dello studio che non torna, è un periodo unico, particolare, e quindi bisogna goderselo a pieno per prenderne al massimo i frutti. Il mercato del lavoro c’è e rimane lì», ha dichiarato in un'intervista su Redooc.
A sua volta, avrebbe voluto avere a che fare con Marisa Bellisario, che ricorda come primo modello di riferimento delle manager del nostro Paese. Una dirigente che dagli Anni '60 agli '80 fu protagonista delle più importanti società italiane del tempo, da Olivetti a Italtel. Una donna che veniva ricordata con il soprannome di 'the legs', per le sue belle gambe, ma che era conosciuta anche come 'la signora con i baffi', per le doti di comando. In suo onore viene conferito ogni anno il Premio Bellisario, pensato per ispirare nuovi esempi virtuosi di impegno professionale femminile. Un percorso pioneristico in cui Montanari sembra inserirsi perfettamente. Infatti, è state presa più volte come esempio per la promozione della figura femminile in un'ottica lavorativa manageriale e per il raggiungimento delle pari opportunità, soprattutto in aree considerate un feudo maschile come quelle economiche e matematiche. Nel 2016 le è stato assegnato il “Merito e Talento – Premio Donna 2016" assegnato dal Gruppo Donne Dirigenti Aldai, aderente a Federmanager.

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