27 Luglio Lug 2017 1753 27 luglio 2017

L'esercito dei... trans

Il divieto del presidente Donald Trump ha spaccato in due gli Stati Uniti. Allo stesso modo ha diviso il nostro Paese: ne abbiamo parlato con Angelina (contro) ed Efe Bal (pro).

  • ...
Donald Trump

Sei transgender? Mi dispiace, non puoi far parte dell'esercito degli Stati Uniti. Il presidente Donald Trump è stato chiaro. Ma perché? Il motivo ufficiale è il costo delle spese mediche per il cambio di sesso a carico dello Stato, troppo oneroso per il numero uno della Casa Bianca. Dati alla mano, i numeri sembrano smentirlo. Secondo un rapporto del think thank Rand Corp del 2016, si parla di una cifra tra i 2,4 e gli 8,4 milioni all'anno, sui 49,3 miliardi spesi dal dipartimento della Difesa per la salute dei suoi dipendenti. In pratica, tra lo 0,005% e il 0,017% del budget totale.


Il proclama del Presidente, però, non è stato ancora preso in considerazione dal Pentagono. Il generale Joseph Dunfor, che presiede lo Stato Maggiore degli Stati Uniti, ha dichiarato che, allo stato attuale delle cose, non cambia nulla: i transessuali, fino a nuove disposizioni, continueranno a servire nell'esercito. Ovviamente, l'idea di Trump è stata ampiamente contestata anche dai suoi oppositori. Vip inclusi (in primis, Lady Gaga). Anche Caitlyn Jenner, trans e grandissima sostenitrice del repubblicano, si è schierata contro il divieto: «Ci sono 15 mila transgender americani patriottici nell'esercito degli Stati Uniti che combattono per tutti noi. Che cosa è successo alla tua promessa di combattere per loro?». Un riferimento alla campagna elettorale del Presidente che aveva detto di voler lottare per i diritti della comunità Lgbt: una manovra per poter prendere i loro voti. Tra gli scontenti, un altro personaggio famoso: Chealsea Manning, la militare trans celebre per aver denunciato pubblicamente le attività illecite del governo nella vicenda Wikileaks. «Quindi, il più grosso e più ricco esercito del mondo si lamenta dei transgender e finanzia gli F35? Suona come vigliaccheria».


Anche in Italia ci sono contestatori, così come c'è chi è d'accordo con Trump. Abbiamo sentito l'opinione di due trans vip: Angelina (Alessandra Angeli), ex concorrente di Pechino Express, ed Efe Bal, volto televisivo, conosciuta come 'la prostituta che voleva pagare le tasse'. Due punti di vista molto diversi.

L'INVOLUZIONE DELLA SPECIE
«Io penso che se una persona transessuale, malgrado il proprio Stato la discrimini, ha il desiderio di servirlo entrando nell'esercito deve poterlo fare. Capisco che possa essere una posizione di destra, legalitaria e conservatrice, però la trovo giusta», ci racconta Angelina che proprio non è riuscita a mandare giù le argomentazioni del Presidente. «Lui ha usato delle motivazioni ridicole. Si spende cinque volte di più in viagra per quanto non si faccia per le spese mediche delle persone transgender. Mi sembra pretestuoso: è un gioco di paraventi per distogliere l'attenzione dall'impeachment e dal Russiagate. Forse pensava di aver pestato una cacchina, invece, è diventata una cacca piuttosto grossa». Ma occhio: il divieto non va considerato un evento isolato. È «un segno del grande periodo di involuzione che stiamo vivendo. Stiamo diventando reazionari e non capisco il motivo. È una cosa abbastanza preoccupante». Alla fine la domanda resta: perché vietare ai trans la possibilità di entrare nell'esercito? «Io ho una testa, due braccia e due gambe, dov'è la differenza?».

«IL MONDO NON È PRONTO PER NOI»
Se Angelina è contro, Efe Bal sostiene la tesi del Presidente degli Stati Uniti. «Io condivido la decisione di Trump. In un ambiente del genere, credo che per un transgender non deve essere facile: non possiamo andare nei bagni dei maschi né in quelli delle femmine. Così come nelle camerate: dove dormiamo?».
Oltre ai dubbi sui luoghi e sui generi, c'è un altro grande problema: «Ci sono anche le cure ormonali per cambiare sesso: non è semplice. A volte ci possono causare problemi di salute, in altre occasioni possiamo essere più stanchi e nervosi. Più ormoni usiamo, più siamo deboli». Efe va oltre il diritto di diventare militare e fa un ragionamento su cosa significhi essere un transgender nel 2017: «È una cosa davvero particolare e per molti è ancora un problema grande. Siamo degli uomini con le tette e gli zigomi rifatti, i capelli lunghi. Purtroppo bisogna accettarla questa realtà: non c'è spazio per noi nel mondo. Siamo un'altra categoria e non ci aiutiamo nemmeno tra di noi. Non ci sono nemmeno locali dedicati solo a noi. E se è difficile essere trans nella società, figuriamoci nell'esercito».
Ma c'è una soluzione. «Se uno volesse essere davvero utile al proprio Paese, scegliendo di fare il militare, magari potrebbe fare una dichiarazione, prendendosi tutte le responsabilità. Io, personalmente, non andrei. Meglio restare a casa: il mondo non è ancora pronto per noi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso