25 Luglio Lug 2017 1540 25 luglio 2017

L'altra faccia di Donald

La Casa Bianca ha una nuova portavoce. Un ruolo diventato improvvisamente scomodo da quando il Presidente è Trump. Ma Sarah Huckabee Sanders sembra sapere il fatto suo.

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Sembra quasi impossibile da credere, viste certe sue dichiarazioni, ma uno dei collaboratori preferiti di Donald Trump è una donna. Dopo aver fatto sedere sua figlia Ivanka a una riunione del G20, episodio che aveva fatto molto discutere, The Donald sceglie una lady come nuova portavoce della Casa Bianca. Da quando venerdì 21 luglio Sean Spicer ha presentato le sue dimissioni, infatti, è Sarah Huckabee Sanders il nuovo volto della presidenza statunitense di fronte alle telecamere. Un giro di poltrone partito dalla nomina di Anthony Scaramucci a nuovo direttore della comunicazione. Scelta che 'Spicey', come lo chiamano gli americani, non avrebbe gradito, tanto da decidere di andarsene, lasciando il posto alla Huckabee, che a 34 anni diventa la terza donna della storia a ricoprire questo ruolo. E se Scaramucci, per commentare la nomina, non ha trovato niente di meglio da dire se non che ha «adorato il trucco e l’acconciatura» che Sarah aveva nella prima conferenza stampa di venerdì, lei sembra determinata a non farsi mettere i piedi in testa.

UNA VITA IN CAMPAGNA ELETTORALE
Nata a Hope in Arkansas, città nata di Bill Clinton, Sarah è figlia dell’ex governatore Mike Huckabee, più volte candidatosi anche alle primarie repubblicane per le elezioni presidenziali. Una passione per la politica, quindi, che è più di una semplice vocazione: è un vero e proprio affare di famiglia. L’impegno nelle campagne del padre l’ha preparata sin da subito a gestire situazioni non facili. Mike, infatti, era definito un politico 'incendiario' e imprevedibile quando ancora le intemperanze di Trump erano lontane dall’animare Washington. Il legame tra i due è fortissimo, si chiamano quasi tutte le mattine per confrontarsi sui rispettivi impegni e uscite pubbliche, e molti riconoscono lo stile del genitore in quello della figlia. Entrambi condividono la stessa retorica concisa e tagliente, tipica degli Stati del Sud: la stampa americana ha apprezzato più volte la capacità della Huckabee Sanders di rispondere in modo netto alle provocazioni dei giornalisti, senza mai risultare rude o sgarbata come il suo predecessore, famoso invece per le cattive maniere. Durante la prima conferenza da portavoce, a chi le chiedeva se ci fosse del caos all'interno della Casa Bianca, lei ha risposto prontamente che per vedere del vero caos bisognerebbe andare a casa sua prima delle sei di mattina, con i suoi tre figli a piede libero.


LA VOCE DELL'AMERICA
Nei suoi discorsi fa spesso riferimento al suo ruolo di madre e le foto dei bambini imperversano sul suo profilo Twitter. Ha incontrato il marito, neanche a dirlo consulente politico, durante la campagna di suo padre nel 2008 per poi sposarsi due anni dopo. Una famiglia, la loro, che ricalca perfettamente quell’immagine di America tradizionale tanto amata dall’attuale primo cittadino. Ed è questa vicinanzan con gli elettori che Trump apprezza di lei, come ha dichiarato Kellyanne Conway, consulente alla Casa Bianca: «Sarah capisce l’America e il Presidente. E soprattutto capisce cosa li mette in contatto. In lei c’è una grandissima fiducia».
Il rapporto tra i due sembra davvero saldo come appare. La Huckabee Sander si unì alla campagna del tycoon nel febbraio 2016, dopo che le speranze del papà di concorrere alle presidenziali erano sfumate. Di Trump ha detto di aver sempre apprezzato lo status di «outsider», uno dei suoi cavalli di battaglia durante il testa a testa con Hillary, donna dell’establishment. I colpi di testa di The Donald, non sembrano preoccuparla più tanto, anzi. Se ha dovuto ammettere che spesso neanche l’ufficio stampa è informato su quello che il Potus tweeterà sul suo profilo, ha però ribadito che il suo fascino sta proprio nella capacità di comunicare con gli americani in modo diretto, senza filtri.

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