25 Luglio Lug 2017 1830 25 luglio 2017

«I cattivi? Hanno bisogno di abbracci»

La pensa così Arisa, la voce di Lucy, fidanzata del protagonista di Cattivissimo me 3. La cantante ha parlato anche del suo ultimo singolo e di XFactor. Senza peli sulla lingua. L'intervista.

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Arisa Cattivissimo Me 3

Ha i capelli rasati a zero e tinti di biondo eppure, nonostante il look stravagante da pop star, Rosalba Pippa in arte Arisa è quanto di più spontaneo, diretto, disarmante e disponibile si possa trovare in un personaggio così popolare. L'abbiamo incontrata per la promozione di Cattivissimo me 3, al cinema dal 24 Agosto, dove presta la voce al personaggio di Lucy la fidanzata del protagonista già incontrata nel capitolo precedente. «In questo episodio deve confrontarsi con la maternità, farsi accettare dalle figlie di Gru, e cercare di sentirsi parte di una famiglia. Obiettivi non così semplici», rivela Arisa a LetteraDonna. Si parla del film, certo, ma anche dell'ultimo singolo L'esercito dei selfie e di XFactor. La cantante lucana si racconta con generosità e, soprattutto, senza peli sulla lingua.

DOMANDA: È al suo secondo episodio con Cattivissimo me. Le piace fare la doppiatrice?
RISPOSTA: Tantissimo, perché è un occasione per sperimentare i colori della voce. Con il doppiaggio si impara a sviluppare altre identità vocali. Lo avevo già fatto alla scuola di Mogol con un esercizio che si chiama calcare l’automatismo. Con Lucy ho cercato di rimanere vicino alla voce originale, che è molto simile alla mia, con dei toni che vanno dal pianissimo, al fortissimo, allo stridulo.
D: Deve essere molto emozionante far parte di un film di animazione.
R: Amo i cartoni animati, da bambina guardavo tutti i film che passavano in tivù, credo che trasmettano messaggi importanti. È un mondo metaforico che può influenzare positivamente i ragazzi. Cattivissimo me, in questo ultimo episodio, ci fa capire che spesso i cattivi sono delle persone molto sole, frustrate, che avrebbero bisogno, forse, solo di un abbraccio.
D: Anche se ogni tanto fa bene un po’ di cattiveria e sana ironia, non trova?
R: Adoro l’ironia, quel sarcasmo sottile, intelligente, sagace, come quello che imperversa nei dialoghi geniali della serie Will e Grace, con Debra Messing. Erano fantastici: se ne dicevano di tutti i colori, decisamente scorretti su tutto, dall’omosessualità all’alcolismo. Impensabile in Italia. Il sarcasmo è divertente ed è utile a non prendersi troppo sul serio, però la cattiveria e la malvagità no, sono un’altra cosa.
D: La spontaneità l’ha aiutata o le ha creato problemi nella vita?
R: Il viaggio più bello che un essere umano può fare è quello dentro se stessi perché non dobbiamo mai dimenticare che abitiamo un corpo e che la persona con cui possiamo andare più d’accordo siamo noi. Essere sincera mi aiuta a stare bene con me stessa. Ma non sono una persona sempre piacevole. Sento l’esigenza di non farmi del male e di non farne agli altri, ma a volte l’autenticità non piace.
D: Cosa la spinge a cambiare così spesso look?
R: In realtà i cambiamenti servono a cercare un equilibrio perfetto. I capelli rasati, il biondo platino, sono una ricerca per arrivare a guardarsi allo specchio e trovarsi migliori. Perché poi gli anni passano, le mode cambiano, io sono rimasta agli splendidi Anni '90 che fortunatamente sono tornati.


D: L’Esercito dei selfie di Takagi & Ketra, in cui duetta con Lorenzo Fragola, è diventato un tormentone.
R: Che poi è una canzone che contesta i selfie, perché si sta esagerando, non ci sono più contatti veri, umani. Si fotografa qualunque cosa. Va bene che ci siano dei contenuti da divulgare, un'occasione importante, magari un progetto in cui si crede e si vuole far conoscere a più persone, ma spesso non c’è niente di tutto ciò.
D: Ci sembra di capire che non le piacciono i selfie?
R: All’inizio era divertente, adesso non mi piacciono più molto. A volte succede che mi fermano per strada persone che non conoscono le mie canzoni e a cui neanche piaccio, ma che vogliono la foto per postarla su Instagram. Anche io ho fatto le foto con i miei miti, Franco Battiato, Banana Yoshimoto, ma loro hanno scritto delle parole che per me sono state un mantra di vita.
D: Il video molto divertente della canzone, con Francesco Mandelli e Pippo Baudo, ha superato il milione e mezzo di visualizzazioni.
R: Mi sono divertita davvero tanto, vestita Anni '60 come in Studio Uno con il geniaccio Mandelli al mio fianco, mentre canta con la voce d Lorenzo Fragola che invece fa il regista. Poi c’è Pippo Baudo, un mito. Le collaborazioni oggi vanno molto di moda, soprattutto avere personaggi che fanno parte del nostro passato artistico. Io i video li faccio sempre da sola, forse perché i miei testi sono così intimisti.
D: Ha lasciato la casa discografica Warner Music. Come vede il suo futuro?
R: Sono in un momento di transizione. Sto cercando di capire cosa fare. Oggi nel mondo della musica nessuno è indispensabile. I social hanno reso tutto veloce, immediato ed estremamente leggero. Ci sei, non ci sei, è un attimo. Prima i dischi si facevano in cinque anni, c’era il tempo di maturare, di guardarsi intorno, di trarre ispirazione, adesso non è più possibile.
D: Quest’anno non è nella giuria di XFactor. È stata una sua decisione?
R: Mi hanno richiamato ma sono stata chiara: non me la sentivo di affrontare di nuovo certi meccanismi ed eludere l’evidenza. C’è una sorta di strategia oratoria che riesce a cambiare i termini della gara anche quando sono palesi le ingiustizie e di fronte a questo tipo di cose soccombo, non riesco a difendermi.
D: Vince chi fra i giudici è più bravo e strategico nel parlare. Questo vuole dire?
R: Per me la meritocrazia ha un grande valore e spesso nel programma mi è sembrato che i ragazzi fossero sminuiti a favore di una competizione personale. Sono state usate delle frasi po’ troppo pesanti nei confronti dei miei concorrenti.
D: È rimasta in contatto con qualcuno dei suoi concorrenti?
R: I ragazzi vengono travolti da milioni di proposte e per assurdo le persone a cui danno meno credibilità sono proprio quelle che le hanno scelte. Come ha fatto il duo Donatella, nonostante la lotta feroce che feci per averle a XFactor. Adesso ci siamo risentite e stiamo pensando di portare avanti un progetto insieme. Ma prima devo occuparmi di Arisa, perché non ho ancora capito cosa fare da grande.

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