17 Luglio Lug 2017 1546 17 luglio 2017

Senza velo come Marie Curie

È morta Maryam Mirzakhani, la prima donna a vincere il 'Nobel per la matematica'. Era iraniana ma non portava l'hijab. E non è l'unico tabù che ha infranto. Ecco come l'ha omaggiata il suo Paese.

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Maryam Mirzakhani

Una foto apparentemente normale pubblicata dai giornali può distruggere un tabù. In copertina c’è lei, Maryam Mirzakhani, matematica, prima donna a vincere la medaglia Fields (conosciuta come il ‘Nobel della matematica’), morta il 15 luglio 2017 a 40 anni per colpa di un cancro al seno. Non ha l’hijab. E non è cosa da poco perché lei è nata in Iran, dove alle donne è vietato uscire senza il capo coperto. Così come sono iraniani i quotidiani che hanno messo in prima pagina l’immagine. Segno che, forse, il Paese d’origine della scienziata ha accettato il suo modo di vivere. Da molti anni, infatti, la Mirzakhani abitava negli Stati Uniti. Prima per studiare, poi per insegnare a Princeton e a Stanford, due dei più prestigiosi college americani. E in questi anni aveva fatto suoi molti atteggiamenti della cultura occidentale.


IL TRIBUTO
Ma i giornali non sono stati gli unici a renderle omaggio senza l'hijab. Addirittura il presidente iraniano Hassan Rouhani, che appartiene allo schieramento dei moderati. La prima carica dello Stato le ha voluto fare una dedica via social, scrivendo: «La dolorosa morte di Maryam Mirzakhani, eminente matematica iraniana di fama mondiale, è molto straziante». Anche qua, l'immagine della scienziata è sempre senza velo.

COME MARIE CURIE
Basta tornare indietro al 2014 per trovare uno scenario molto differente. Quando vinse la medaglia Fields, infatti, i giornali iraniani non furono così permissivi con lei e usarono un programma di editing digitale per modificare la foto, coprendole la testa con un velo. All’epoca la sua popolarità era alle stelle, anche perché, nell’ambiente scientifico, in molti paragonavano il riconoscimento della matematica al premio Nobel di un’altra grande scienziata della storia: Marie Curie. Eppure, in patria, questa cosa del capo scoperto proprio non andava giù e, mentre tutto il mondo la celebrava, in Iran si censurava il suo modo di vivere.

CONTRO I TABÙ
Se pensate che la sua immagine senza hijab abbia abbattuto soltanto un tabù, vi sbagliate. La Mirzakhani ha anche sposato un uomo che non è musulmano: quindi, secondo la legge, il matrimonio non è riconosciuto dallo Stato. Proprio per questo, la figlia Anahita non ha la cittadinanza e non può visitare il Paese della madre. Ma la morte della scienziata ha fatto nascere un pensiero critico. Il 16 luglio 2017, un gruppo di parlamentari ha fatto pressione per far approvare in tempi rapidi un emendamento sul tema. Vorrebbero far ottenere lo status di cittadini ai figli di iraniani sposati con non musulmani. In questo modo, non avrebbero problemi alla frontiera. Un segno che Maryam Mirzakhani non solo ha ispirato tantissime giovani scienziate ma ha anche combattuto, in silenzio, per cambiare gli usi e costumi del suo Iran.

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