17 Luglio Lug 2017 1947 17 luglio 2017

Manila conquista Budapest

Il duo misto tecnico Flamini-Minisini conquista il primo oro nella storia del nuoto sincronizzato italiano ai Mondiali. La storia dell'atleta 31enne, capitano della nazionale, dagli esordi alla medaglia.

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Manila-Flamini

Da Budapest, dove dal 14 al 30 luglio sono in corso i Mondiali di nuoto, arrivano notizie decisamente buone per il nostro Paese. Il duo misto di Manila Flamini e Giorgio Minisini ha conquistato una medaglia storica, portando in Italia per la prima volta un oro nel nuoto sincronizzato. Dopo essere arrivati secondi durante i preliminari, sono riusciti a battere sia la concorrenza russa che quella statunitense, tradizionalmente le più forti. Il loro esercizio, A scream from Lampedusa, curato da Michele Braga e con la coreografia di Anastasija Ermakova ha convinto i giudici a premiarli con il punteggio più alto (90,2979) ed emozionato i presenti con un racconto vivido e coinvolgente del dramma delle vittime del mare. Per la Flamini, 31 anni, una conquista maturata in tanti anni di carriera a livelli sempre più alti  e il rafforzamento di un sodalizio sportivo, quello con il 21enne Minisini, inaugurato nel 2015 con la vittoria del bronzo ai mondiali di Kazan, in Russia, e proseguito con un argento ai Campionati europei di Londra del 2016.

GLI ESORDI E I PRIMI SUCCESSI
Ricordando gli inizi della sua carriera, la sincronette di Velletri racconta spesso che fu la madre a volerla fortemente in vasca. Non sapendo nuotare, iscrisse la figlia a un corso per bambini. A nove anni, un’istruttrice avvicinò Manila al sincronizzato. Fu amore a prima vista. Un amore che l'ha spinta a tanti sacrifici e allenamenti che l'hanno portata lontano fino al ruolo di capitano della nazionale italiana, carica che prima di quel momento non era prevista nella squadra azzurra. Una responsabilità difficile, ma che non ha spaventato l'atleta. Era il 2009. E dopo otto anni il titolo è ancora suo.

LE OLIMPIADI E LA CONSACRAZIONE DI RIO
Le Olimpiadi sono da sempre uno dei massimi obiettivi che ogni atleta si pone e agogna. In discipline come il nuoto sincronizzato, dove il dominio di certe confederazioni è durissimo da battere, la partecipazione e la qualificazione equivalgono spesso a una prima vittoria. Quando nel 2016 la nazionale italiana guidata dalla Flamini riuscì a ottenere un posto nella competizione dopo 12 anni di assenza si trattò di una grande conquista. Da Rio, dove insieme alle compagne ottenne un quinto piazzamento, i risultati dell’atleta non hanno fatto altro che migliorare, sino all’oro di Budapest.

L’IMPEGNO NELLA FORMAZIONE
Il suo ruolo di capitano non si limita alle competizioni, ma è un impegno che vede impegnata la neo campionessa mondiale anche nella formazione di giovani e giovanissime. Per uno sport che solo negli ultimi anni sta ottenendo visibilità e interesse a livello nazionale e che ancora fatica a trovare impianti idonei in tutto il Paese, è importante avere dei punti di riferimenti come la Flamini, che organizza dei camp di allenamento insieme ad altre atlete professioniste per avvicinare le future promesse a tutti gli aspetti del nuoto sincronizzato.

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