14 Luglio Lug 2017 1210 14 luglio 2017

La tuta rosa della Fiom

Per la prima volta nella storia, il sindacato ha scelto una segretaria donna: forte, romana e di sinistra. Ecco chi è Francesca Re David, la delfina di Landini, che piace anche alla Camusso.

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Francesca Re David

C’è aria di rivoluzione in casa Cgil. Un cambiamento che inizia con la sezione metalmeccanica, più conosciuta come Fiom, guidata da sette anni da Maurizio Landini. Il segretario generale ha fatto un passo indietro, con un anno di anticipo rispetto alla fine naturale del mandato. Al suo posto, Francesca Re David, ex segretario generale della Fiom-Cgil di Roma e Lazio. Un cambiamento epocale: per la prima volta nella storia, il capo dell’ala metalmeccanici del sindacato è una signora. L’assemblea generale della Fiom, infatti, l'ha eletta come erede di Landini con il 90% dei voti.


FORTE E DI SINISTRA
Anche se dietro le quinte, Re David ha partecipato attivamente alla vita dell’organizzazione di corso Trieste. Non solo della divisione romana ma anche di quella nazionale, organizzando le manifestazioni e, scusate se è poco, chiudendo l’ultimo accordo sul contratto di categoria. Una donna forte, al timone di una sigla sindacale che negli ultimi anni ha guadagnato sempre più importanza. Qualcuno l'ha definita anche «più dura di Landini». E, in effetti, leggendo qualche sua dichiarazione, viene da pensarlo. «L’indicazione che ci viene dal Sud è che il conflitto è lo strumento unico per costringere imprese e governo a cambiare rotta», aveva detto la Re David nel 2004 a proposito dei problemi del Meridione. E ancora, più recentemente: «La priorità politica è avere una legislazione che sia almeno non ostile al lavoro». Una posizione piuttosto netta, di sinistra, rinforzata anche dalla sua recente partecipazione alla manifestazione di Insieme, movimento dell’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia, dell’8 luglio 2017.
Il cambio di rotta non riguarda solo il genere ma anche la provenienza geografica: dopo 15 anni di dominio reggiano, il nuovo segretario viene da Roma. Dal punto di vista politico, invece, è un passaggio del testimone, visto che la Re David è considerata la delfina del sindacalista emiliano. Il suo nome piace anche alla segretaria della Cgil Susanna Camusso. A essere precisi, secondo quanto si dice nell'ambiente, sarebbe stata proprio lei a designarla per il post-Landini.

L'ALTALENA DELLA POLITICA
Per una che sale ce n’è un’altra che scende. Infatti, il motivo dell’addio anticipato dalla Fiom di Landini è l'ingresso nella segreteria generale della Cgil. Il primo passo per ‘fare le scarpe’ alla Camusso, con mandato in scadenza nel 2018. La lotta è aperta, visto che ancora non è stato indicato alcun successore. Se le previsioni dovessero essere esatte, il sindacalista di San Polo d'Enza dovrebbe vedersela con Vincenzo Colla, membro della segreteria nazionale ed ex segretario della Cgil Emilia-Romagna, e Serena Sorrentino, alla guida della Funzione pubblica. I giochi, quindi, sono ancora aperti. E chi lo sa: magari nel 2018 potranno esserci due donne a capo delle due sigle sindacali.
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