26 Giugno Giu 2017 1820 26 giugno 2017

Il matrimonio gay ai tempi di Trump

È legale in tutti gli Usa dal 26 giugno 2015. Prima ogni Stato decideva in autonomia se riconoscerlo oppure no. Abbiamo parlato con una coppia di Dallas, che ha deciso di sposarsi quando il tycoon ha vinto le primarie repubblicane.

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Wedding Photo ok

Scene da un matrimonio: al centro, gli sposi Harvey e Randy.

New York, le cascate del Niagara, un tratto della Route 66, il Grand Canyon, San Francisco. Tutte tappe obbligatorie (o quasi) durante un viaggio di nozze made in Usa. Al pari di Las Vegas, la città degli eccessi dove molti sposi novelli decidono di celebrare un 'matrimonio bis', Magari accompagnati da un sosia di Elvis, in una delle tante wedding chapel disseminate sulla Strip. Come nei film. Ma c'è anche chi arriva nella città più famosa del Nevada per sposarsi sul serio. Come gli omosessuali Randy e Harvey, che si sono sposati a Las Vegas ad aprile. «È stato fantastico. La cosa più bella erano i volti degli invitati durante lo scambio delle promesse: si vedeva proprio che parenti e amici stavano vivendo quel momento insieme a noi, e lo hanno reso ancor più speciale», racconta il 51enne Randy a LetteraDonna. Una felicità, quella descritta, che essendo di Dallas non avrebbero potuto vivere prima del 26 giugno 2015: il Texas era infatti uno degli Stati Usa (12 su 50) che non riconoscevano il matrimonio omosessuale.

LA STORICA SENTENZA 
Fino a quel giorno, il matrimonio tra persone dello stesso sesso era legale solo in certi Stati. Altri si limitavano a riconoscere quello celebrato al di fuori dei propri confini. Altri ancora, invece, nemmeno questo. In parole povere, se Randy e Harvery si fossero sposati a Las Vegas, il loro matrimonio non sarebbe stato valido a Dallas. Ma avrebbe avuto valore legale se invece si fossero trasferiti, esempio, a Los Angeles, in California. Una situazione paradossale a cui esattamente due anni fa ha messo fine Corte Suprema degli Stati Uniti d'America, stabilendo come il matrimonio fosse un diritto di ogni cittadino americano. Omosessuali compresi.

DOMANDA: Da quanto tempo siete una coppia?
RISPOSTA: Da quattro anni. Abbiamo sempre festeggiato il nostro anniversario il 20 aprile: quando ci siamo fidanzati, l'abbiamo anche scelta come data del matrimonio.
D: Chi ha fatto la proposta?
R: Io, nell'estate del 2016, durante una vacanza a Key West. Stavamo passeggiando sul molo, godendoci il tramonto: ho chiesto ad Harvey di sposarmi e lui ha detto sì.
D: Ne avevate già parlato prima?
R: Sapevamo di voler stare insieme, ma non avevamo mai pensato al matrimonio. Ma nella vita ci sono dei momenti in cui senti di dover prendere un impegno. A noi è successo quando Trump ha vinto le primarie del Partito Repubblicano. Ci siamo detti: «Meglio darsi una mossa».
D: In Texas ha vinto proprio Trump. Eppure a Dallas c'è una delle maggiori comunità Lgbt degli Stati Uniti.
R: Stiamo parlando di uno Stato conservatore. E lo dimostra il fatto che i governatori continuano a essere repubblicani. Diciamo che per fortuna Dallas è un'isola blu (democratica, ndr) in un mare rosso (repubblicano, ndr).
D: La comunità Lgbt ha paura di Trump?
R: Siamo preoccupati per quello che potrà fare, anche se la questione dei diritti Lgbt non è certo la sua priorità. Ma non si sa mai: in Texas i repubblicani sono molto forti a livello locale ed è meglio non abbassare mai la guardia.
D: Ha mai vissuto sulla sua pelle episodi di discriminazione?
R: No. Forse sono stato fortunato ma non ho mai dovuto nascondermi, né sul lavoro, né in qualsiasi altro ambito.
D: C'è chi non ha avuto la stessa fortuna. Come si può sconfigge l'omofobia?
R: La nostra comunità può combatterla solo facendosi conoscere, evitando di nascondersi. È più difficile che qualcuno ti odi, abbia paura di te o ti discrimini, se ti conosce e sa come sei.
D: Giugno è il mese del Pride. A Dallas lo celebrate a settembre. Come mai?
R: Per ricordare la sentenza che, a settembre del 1986, abolì il reato di sodomia in Texas. Anche se in realtà fu ribaltata un paio di anni dopo e la sodomia tornò a essere un reato fino al 2003.
D: Nei prossimi anni potrebbe celebrarne due, uno in Europa, l'altro a Dallas.
R: Grazie per il suggerimento (ride, ndr). Vediamo, l'idea è buona, non sarebbe affatto male.

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