14 Giugno Giu 2017 1945 14 giugno 2017

Le moschettiere di Silvio

Giovani, preparate, radicate sul territorio: sono le quattro donne su cui Berlusconi vorrebbe puntare in vista delle prossime elezioni politiche, a scapito di senatori e parlamentari 'bolliti'. Scopriamole.

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Silvio Berlusconi guarda Oltralpe, prende appunti sui successi macroniani e decide di dare una mano di vernice fresca a Forza Italia. Perché forse alle politiche non si voterà subito, ma è meglio farsi trovare pronti, possibilmente con delle candidature giovani e fresche. E, soprattutto, donne. Perché non è più tempo dei soliti noti forzitalioti, ormai compromessi e associati alla politica delle poltrone, ma è meglio puntare su chi si è fatto conoscere sul territorio. Il nuovo che avanza, insomma, magari declinato al femminile. E alcuni di questi nome, come raccontato da Repubblica, spiccano più degli altri. Scopriamo quali.


Alle comunali 2017 di Genova è stata la seconda più votata in consiglio, con ben 792 preferenze. E non ha ancora compiuto 30 anni. Classe 1988, Serafini ha sempre puntato molto sulla sua giovane età, quasi facendone un manifesto politico. «Quote rosa? Meglio le quote giovani», diceva alla vigilia della tornata elettorale. Ma, a studiare bene il suo curriculum, sembra pronta anche a sostenere l'agone televisivo: in passato, infatti, ha preso parte a Announo, condotto da Giulia Innocenzi, e a Virus di Nicola Porro. Si definisce «divulgatrice economica». E parlare chiaro agli elettori potrebbe essere l'arma vincente.


Alle Europee del 2014 fu la under 30 più votata, sfiorando le 20 mila preferenze. Un bottino grazie al quale, un anno più tardi, è stata nominata vice coordinatrice regionale di Forza Italia in Puglia, la sua regione d'origine. E, nel 2016, la consacrazione: Berlusconi la seleziona per l'incontro a Villa Gerneto, insieme ad alcuni dei migliori giovani di Forza Italia. Inoltre, ha anche una grande passione per l'imprenditoria. E chi meglio di Silvio Berlusconi potrebbe apprezzare una simile caratteristica?

ELEONORA MOSCO
Sul finire del 2016 la davano per 'depennata' da Silvio in persona, che non l'aveva invitata a Villa Gerneto. Colpa delle beghe padovane tra Forza Italia e Lega Nord, costate la poltrona di sindaco al leghista Bitonci e quella di vicesindaco alla stessa Mosco. Ora il suo nome torna alla ribalta. La frattura con Bitonci, di nuovo in corsa per la carica di primo cittadino, sembra essersi risanata. E, comunque vadano alle amministrative, per lei un posto alle politiche sembra essere già assicurato.


La capolista alle comunali di Monza (336 preferenze), già assessora per la provincia di Monza e Brianza, è un altro di quei volti che potrebbe assicurare una forte tenuta di Forza Italia sul territorio. E che, tra le altre cose, viene ricordata per aver manifestato davanti al tribunale di Milano in favore di Berlusconi. Nel 2015 ricevette delle lettere anonime dal tenore a metà tra la burla e la minaccia («pensi più alla messa in piega che alla città») e, a parte un ritiro della patente per elevato tasso alcolico, non ha mai fatto troppo parlare di sé. Il suo ultimo mantra è quello su cui sta facendo leva tutto il centro-destra: sicurezza.

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