18 Maggio Mag 2017 1541 18 maggio 2017

Scandalosa Croisette

Dal 'quasi topless' di Simone Silva al dito medio di Quentin Tarantino, fino a Lars Von Trier pro-Hitler, ecco i dieci momenti più controversi nella storia del Festival di Cannes.

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Oggi fanno notizia le mutande di Bella Hadid, il bacio tra la madrina Monica Bellucci e Alex Lutz, i 70 anni portati meravigliosamente da Susan Sarandon (già aveva rubato la scena a tutte nel 2016). Ma c'è stato un tempo in cui a Cannes ci si stupiva e ci si indignava per cose decisamente più serie. In attesa di sapere se faranno discutere i film in programma e i premi assegnati, abbiamo ripercorso la storia del festival attraverso i suoi dieci momenti più controversi.

IL QUASI TOPLESS DI SIMONE
Nel 1953 Brigitte Bardot aveva indossato sulla spiaggia di Cannes calzando un capo rivoluzionario per l'epoca, il bikini. L'anno successivo l'attrice franco-egiziana Simone Silva, Miss Festival in cerca di visibilità, si spinge oltre: durante un servizio fotografico con Robert Mitchum all'Île Sainte-Marguerite, si toglie il vestito e sfodera un 'quasi-topless' che manda in confusione i fotografi. Nella calca che si crea uno si rompe un braccio, mentre un'altro si frattura una gamba. Le foto fanno il giro del mondo ma la gloria è effimera, perché gli organizzatori impongono all'attrice di lasciare Cannes. L'attrice cade rapidamente in disgrazia e muore appena tre anni dopo, a soli 29 anni.


L'INDIGNAZIONE DELLA CHIESA
Nel 1961 Luis Buñuel porta a Cannes Viridiana e il film si aggiudica la Palma d'oro. Ma lo scandalo è enorme, perché la pellicola, incentrata attorno alla figura di una giovane novizia in procinto di prendere i voti, comprende stupri, incesto orgie e persino una parodia dell'Ultima Cena. Francisco Franco, che aveva provato a impedirne la partecipazione al festival, ne proibisce l'uscita nelle sale spagnole per le «blasfeme rappresentazioni». E anche la Chiesa Cattolica dice la sua, attaccando il contenuto sacrilego del film con un articolo de L'Osservatore Romano.

IL '68 IN COSTA AZZURRA
Il Maggio francese arriva sulla Croisette quando nel 1968 la rimozione di Henri Langlois dalla direzione della Cinémathèque  provoca la reazione di intellettuali, registi e critici. Tra di loro cineasti come Truffaut, Godard e Lelouch, mentre Malle, Polanski e l'attrice italiana Monica Vitti si dimettono dalla giuria. Poco dopo altri registi iniziano i ritiri dei film dal concorso. La situazione degenera quando la proiezione di Frappé alla menta è impedita dall'interprete principale del film, Geraldine Chaplin. Il 19 maggio viene annunciata l'interruzione del festival, che non avrà nessun vincitore.


UN'ABBUFFATA INDIGESTA
Stanchi della vita, quattro uomini decidono di suicidarsi, chiudendosi in una casa nei dintorni di Parigi, dove mangeranno fino alla morte. Inizia così La grande abbuffata, grande orgia di cibo e sesso e film-scandalo presentato in concorso alla 26 esima edizione, nel 1973. I quattro protagonisti sono Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi, Michel Piccoli e Philippe Noiret, che racconterà: «Uscendo dal Palais del Festival di Cannes la gente ci sputava addosso. Noi eravamo felici, tranquilli, consapevoli del capolavoro epocale che avevamo creato».

Lo sciopero del 1983.

I FOTOGRAFI IN SCIOPERO
In questo caso la data è doppia: 1975 e 1983. Protagonisti in negativo Paul Newman e Isabelle Adjani, che provocano uno sciopero dei fotografi. Il motivo? I due attori durante il giorno si rifiutano di mettersi in posa per degli scatti. Loro rispondono di sera, posando per terra (o meglio sui gradini della celeberrima scalinata) i ferri del mestiere come segno di protesta.


PIALAT CONTRO LA PLATEA
Nel 1987 Sotto il sole di Satana, di Maurice Pialat, si aggiudica la Palma d'oro. Ma lo fa con la disapprovazione dei critici, che 'tifavano' per Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders. Così, quando sale sul palco per ricevere il premio, viene ricoperto di fischi. A giudicare dal suo discorso, un problema di cui non si cura troppo: «Sse non vi piaccio, posso dirvi che nemmeno voi mi piacete».


FINTA RISSA TRA ACTION HERO
Anno di grazia 1992. Le star dei film di azione Jean Claude Van Damme e Dolph Lundgren si incrociano sul red carpet. All'improvviso, succede qualcosa. I due si guardano in cagnesco e la rissa sembra poter scattare da un momento all'altro. Poi vengono divisi e l'allarme rientra. Per forza: era tutto finto. I due attori, più che picchiarsi, volevano fare pubblicità al loro film Universal Soldier, uscito in Italia come I nuovi eroi.


IL DITO MEDIO DI QUENTIN
La Palma d'oro vinta da Pulp Fiction nel 1994 è la consacrazione per Quentin Tarantino. Ma dalla platea una donna non ci sta e grida ripetutamente: «È uno scandalo!». Il regista non si scompone e, in tutta risposta, le rivolge il dito medio.

URLA E MALORI PER LO STUPRO
«Che regista di merda», si fa scappare qualcuno in sala durante la proiezione di Irréversible di Gaspar Noé, film-scandalo per la scena dello stupro subito dal personaggio di Monica Bellucci. In tanti escono dalla sala, c'è chi si sente male e ha bisogno dell'ossigeno. Siamo nel 2002. L'anno successivo Vincent Gallo presenterà a Cannes The Brown Bunny, pellicola contenente una vera fellatio ricevuta dalla sua compagna di allora, Chloe Sevigny.

QUEL NAZISTA DI LARS
«Hitler mi fa un po' simpatia e lo capisco. Credevo di avere origine ebraiche e invece ho scoperto di essere un vero nazista». Parole di Lars Von Trier pronunciate nel 2011 a Cannes, in occasione della proiezione di Melancholia. Come commento, vale quello mormorato da un'allibita Kirsten Dunst, protagonista del film: «Oh my God».

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