2 Maggio Mag 2017 1325 02 maggio 2017

«Anche per osare ci vuole stile»

La giornalista Marta Perego ci svela quali sono, a suo parere, i top e i flop dei look che hanno sfilato sul white carpet del Met Gala 2017. Tra pacchi regalo ed eccessi di sobrietà, ecco chi si salva.

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Rei Kawakubo/Comme des Garcons: Art Of The In-Between Costume Institute Gala - Arrivals

Anche quest’anno è arrivato il tanto atteso appuntamento con il Met Gala. Il red carpet della serata è sempre stato poco convenzionale e mai come questa volta le celebrities hanno dovuto dare il meglio di sé. La serata del 2017 è stata dedicata a Rei Kawakubo, una delle stiliste più influenti degli ultimi 40 anni con la mostra Comme des Garçons: Art of the In-Between.

LA DESIGNER SENZA REGOLE
Rei Kawakubo è una designer giapponese 74enne che fondò la sua etichetta nel 1969. Viene considerata all'unanimità tra i designer più influenti del XX secolo. Il New York Times sintetizza l'essenza del suo lavoro spiegando che si è sempre rifiutata di aderire alle regole a cui devono sottostare solitamente i capi d'abbigliamento. Non devono necessariamente essere comodi, ad esempio, né devono per forza avere dei buchi per le braccia. Quello che le interessa, soprattutto, è espandere i confini dell'idea di bellezza e di genere.

COME GLI OSCAR, MA A NEW YORK
La notte più glamour dell’anno, almeno sulla East Coast degli Stati Uniti, è iniziata a New York su un tappeto bianco, dove è spiccata la madrina Katy Perry, con uno scenografico abito rosso custom made by John Galliano e firmato Maison Margiela. Ormai dal 1999 il Met Gala è diventato sempre più un lussuosissimo cocktail party, mentre la sua natura filantropa è passata in secondo piano: merito di Anna Wintour, che proprio quell'anno ne è diventata l'organizzatrice. Ed è rapidamente diventanto l'evento per eccellenza, al pari della notte degli Oscar di Los Angeles. Diciotto anni dopo, il Met è sempre più glam e i flash dei fotografi sono sempre di più, tesi a catturare bellezze e stranezze.

RIHANNA E MADONNA «INQUALIFICABILI»
«La mia paura è che oramai si esageri per essere notate. In questo modo è più semplice finire sui social e far parlare di sé», nota Marta Perego, giornalista che da anni racconta il mondo della cultura, ed è attualmente alla conduzione di Adesso cinema. Di red carpet (in questo caso di white carpet), insomma, qualcosina sa, e così per questa occasione ha voluto darsi al fashion per commentare i look migliori e peggiori della serata. Con una premessa: «Rihanna e Madonna sono inqualificabili. È vero che bisogna osare, ma ci vuole sempre un po’ di giudizio. La serata era dedicata ad un pezzo di storia della moda, lo stilista scultore. L’imperativo era osare, ma bisogna sapere qual è la soglia da non superare».

LE PEGGIORI
«I miei tre no vanno a Jessica Chastain, troppo semplice», dice Marta Perego: «Poi Blake Lively, che di solito adoro e che questa volta invece ha osato troppo; infine Rita Ora, perché sembra l'incarnazione di un pacco regalo».

LE MIGLIORI«Prima tra tutte Gigi Hadid in Tommy Hilfiger. Lei è bellissima, ha un fisico perfetto ed è riuscita nel giusto mix tra eleganza e l’osare. Davvero splendida».

«Lily Rose Depp con l’abito Chanel rosa è super raffinata. L’ho intervistata per Planetarium, uscito nelle sale pochi giorni fa. Ero a Venezia e me la ricordo molto magra. Ricorda molto la madre Vanessa Paradis. Lily è gentile, molto giovane, forse stanca di sentirsi chiedere sempre del padre, ma non deve essere facile essere la figlia di Johnny Depp. È una star dei social network, ha un suo stile che è un mix molto interessante tra fashion, colori e un suo stile molto personale. È ancora piccolina, ingenua, fresca. Deve farne di strada, ma mi piace molto».

«Reese Witherspoon nell’abito di Thierry Mugler è molto elegante. È riuscita ad accostare il classico nero-blu, ma con un tocco di eccentricità».

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