26 Aprile Apr 2017 1903 26 aprile 2017

Jonathan, oltre Il silenzio degli innocenti

Si era fatto conoscere grazie al thriller con Anthony Hopkins e Jodie Foster. Tra i suoi film anche Philadelphia e diversi clip musicali. Dal 2010 combatteva contro il cancro e dopo sette anni di battaglie si è arreso. Aveva 73 anni.

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Con Il silenzio degli innocentisi fece conoscere dal grande pubblico, mentre fu con Philadelphia che ottenne la sua definitiva consacrazione. Erano gli Anni '90, un decennio davvero speciale per Jonathan Demme. Perché oltre alla notorietà, il regista vinse proprio nel 1992 anche il premio Oscar come miglior regista. Poi la malattia. Un cancro all'esofago che lo tormentava sin dal 2010 ma che pareva sconfitto dopo cinque anni di lunghe terapie. Nel 2015 era tornato a farsi vedere in pubblico in veste di presidente della Giuria alla Mostra del cinema di Venezia. Un breve momento di normalità prima del ripresentarsi del tumore. Jonathan Demme si è spento mercoledì 26 aprile 2017 a New York.

VITA DEDICATA AL CINEMA
Classe 1944 e figlio di un'attrice e un albergatore, Demme si avvicinò al mondo del cinema grazie alla casa di produzione Roger Corman all'inizio degli Anni '70. Si trattava di un lavoretto procuratogli dalla madre. Dorothy Louise Rogers aveva infatti smosso le sue (poche) conoscenze per permettere al figlio di seguire la sua vocazione artistica. E proprio qui inizia la sua carriera cinematografica: è infatti sceneggiatore e coproduttore de Gli angeli pestano duro e Donne in catene. Film di secondo ordine ma che gli permetteranno di farsi conoscere nell'ambiente tanto che nel 1974, appena 30enne, viene chiamato a dirigere il suo primo film.


DAGLI ESORDI ALLA FAMA
Femmine in gabbia segna di fatto il suo esordio in cabina di regia. Seguirono altre pellicole dagli alterni successi, poi la svolta. Era il 1986 quando diresse le commedia Qualcosa di travolgente, con Melanie Griffith e Jeff Daniels e Una vedova allegra... ma non troppo questa volta insieme a Michelle Pfeiffer e Matthew Modine. Insomma Jonathan Demme si stava ritagliano il suo posticino al sole.


IL PREMIO OSCAR

Ma fu grazie a Il silenzio degli innocenti, che il regista ottenne la sua consacrazione vincendo anche il premio Oscar per la regia nel 1991. Merito anche al talento di mostri sacri di Hollywood come Anthony Hopkins, nei panni dell'inquietante dottor Hannibal Lecter, e Jodie Foster in quelli della recluta Clerice Sterling. Il film è un mix di tensione colpi di scena tanto da essere inserito dall'American Film Institute come tra i 100 migliori della storia del cinema. Poi un altro capolavoro, questa volta al fianco di un giovane Tom Hanks e Denzel Washington. Questa volta nessun Oscar per lui (lo vincerà solo Hanks come migliore attore e Bruce Springsteen per la colonna sonora). E anche quando la malattia lo colpì Demme non si fermò. Anzi, produsse pellicole come A Master Builder (2013) e Dove eravamo rimasti (2015).


DAL CINEMA ALLA MUSICA
Ma nella lunga carriera di Jonathan Demme non c'è solo il cinema. Da sempre amante della musica curò anche alcuni videoclip per star musicali. Su tutte Bruce Springsteen col quale aveva collaborato già per Philadelphia. L'esordio risale però al 1985 quando per i New Order diresse il video di The Perfect Kiss. Poi l'incontro con The Boss per cui produrrà i clip di Streets of Philadelphia (1993), Murder Incorporated (1995) e If I Should Fall Behind (1999).


IL PERIODO DEI DOCUMENTARI

Musica che ritorna anche nei tanti documentari - circa una decina - diretti in carriera da Demme. Nel 2006 si dedicò infatti a raccontare il cantautore canadese Neil Young. Collaborazione che ritornò anche nel 2009 con Neil Young: Trunk Show. Poi il documentario del 2012 su Enzo Avitabile e l'ultimo lavoro (2016) su Justin Timberlake.

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