18 Aprile Apr 2017 1445 18 aprile 2017

La figlia (ribelle) del Presidente

Aliya Shagieva, primogenita di Almazbek Atambayev, al potere in Kirghizistan, ha pubblicato su Instagram una foto in cui allatta il suo bambino ed è scoppiata la bufera: «Troppo occidentale».

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aliya

Vent'anni, ribelle. Aliya Shagieva, figlia del presidente del Kirghizistan Almazbek Atambayev, si è trovata al centro di numerose polemiche dopo aver pubblicato su Instagram una foto nella quale, senza nulla addosso - eccetto le mutandine e il reggiseno slacciato - allatta il suo bambino. Un atteggiamento, quello della ragazza, che non è piaciuto a tanti dei suoi follower (il 75% della popolazione del Paese è musulmana) che hanno reputato l'immagine troppo sfrontata, troppo 'occidentale'.

TAGIR
Shagieva, riporta il MailOnline, si è sposata con il giovane Konstantin nel settembre del 2016. Sei mesi dopo è nato Tagir. La coppia non ha commentato la gravidanza fino a marzo: la novità è stata comunicata ai fan a pochi giorni dalla nascita del piccolo, quando Aliya ha pubblicato uno scatto in intimo con pancione in bella vista. Da allora, una serie di fotografie giudicate troppo 'intime' avevano dato il via alle critiche, esplose poi nell'immagine a seno scoperto. I commentatori più aggressivi sono ovviamente quelli dalle idee più tradizionali, secondo i quali è sbagliato per una donna mostrare il suo corpo.

LE CRITICHE
«Mi dispiace per tuo marito e padre (e i tuoi fratelli, ma questo è opzionale). È un peccato che questi non abbiano alcuna autorità su di te. Se ti sostengono in questo, significa che sono i cosiddetti pseudo-uomini», ha scritto un utente. Un altro ha aggiunto: «Lasciate stare le sue tette, lasciatela allattare. Quello che davvero non mi piace in questa foto è che lei indossa solo le mutande».

LA RISPOSTA
«Le norme e  le idee possono cambiare a seconda della cultura, del tempo e di tanti fattori», ha risposto la ragazza, aggiungendo che quando le persone dicono alle ragazze di essere 'modeste', fanno veramente poco per aiutare la parità di genere. «Inizieremo a sentirci un po' meglio se ci sbarazzeremo di questi luoghi comunie e stereotipi di genere». Per lei, infatti, criticare chi allatta in pubblico evidenzia una «logica difettosa».

NON SOLO CRITICHE
Aliya ha anche segnalato di aver ricevuto diversi messaggi di supporto e gratitudine per ciò che scrive e per l'idea di emancipazione femminile che porta avanti online. «Continuerò a farlo», ha aggiunto. Peccato, però, che il suo profilo Instagram attualmente non risulti più disponibile online.

PARITÀ (MOLTO) LONTANA
Difficile, d'altronde, che l'impegno e la voglia d'emancipazione della giovane 'ribelle', riesca a trovar spazio in un Paese come il Kirghizistan, dove la parità tra uomini e donne sembra ancora solo un sogno. Secondo un rapporto pubblicato dal Forum delle ONG delle donne del Kirghizistan, che rappresenta oltre 80 organizzazioni, l'influenza dell'ideologia religiosa «contribuisce in modo sostanziale alla discriminazione nei confronti delle donne» nel Paese. Il report, che cita sia la religione islamica che quella cristiana, segnala anche che la discriminazione è predominante nelle zone rurali. Lo studio, pubblicato nel 2015, suggerisce infine che l'influenza è aumentata gradualmente in seguito al crollo dell'Unione Sovietica e all'indipendenza del Paese nel 1991.

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