10 Aprile Apr 2017 1351 10 aprile 2017

E adesso chi insulteranno?

Dopo quasi 30 anni passati in politica, Rosy Bindi annuncia il suo ritiro. Soprattutto negli ultimi tempi, è stata vittima di attacchi volgari e sessisti, da destra a sinistra. Ricordiamoli.

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Dopo ventitré anni, Rosy Bindi dice basta con la politica. Travolta dall'onda rottamatrice a cui ha provato a resistere per tre anni: «Il Pd, come si è visto, non funziona se si trasforma in un carro al seguito dell'uomo solo al comando», ha detto la Presidente della commissione parlamentare antimafia, senza nascondere una certa amarezza. «La passione mi ha tenuta viva e integra. Fare politica non è un mestiere, ed è impossibile servirla senza quel fuoco che arde». L'acqua sul fuoco, ça va sans dire, l'ha gettata Renzi. A cui, se non altro, va l'onore delle armi perché, a differenza di tanti altri avversari, non ha mai insultato Bindi, che nella sua carriera ultraventennale è stata bersaglio di innumerevoli attacchi.

LE INVETTIVE DELLO SCERIFFO
Certo, Renzi non l'ha insultata, ma l'ha fatto il controverso De Luca, che per molto tempo dallo stesso Renzi è stato difeso. «Quello che fece la Bindi è stata una cosa infame, da ucciderla», disse il governatore dalla Campania, che Bindi, da Presidente della commissione antimafia, aveva definito come «impresentabile». Tutto il mondo della politica condannò le parole di De Luca, che alla fine chiese scusa (come aveva già fatto dopo aver definito Virginia Raggi «bambolina imbambolata»).

SE QUESTO È UN CRITICO D'ARTE
Nello stesso periodo, sul finire di settembre 2016, con Bindi se la prendeva, gratuitamente, anche Vittorio Sgarbi. Durante un convegno su Giotto, messosi a parlare di burqini disse che non andava vietato, «così quando la Bindi va in spiaggia può indossarlo e io non la vedo». Due anni prima, d'altra parte, l'elogio che fece di Bindi paragonandola a Moretti suonava piuttosto ambiguo: «Bisogna rivalutare Rosy Bindi, che [per fare carriera] non ha mai avuto dietro nessun uomo». Mentre nel 2015, criticando l'attribuzione di un'opera d'arte a Leonardo Da Vinci, disse: «L'opera ha il limite di essere bruttissima, è come se Rosy Bindi venisse spacciata per Naomi Campbell».

CHIAMATELO CAVALIERE
In questa rassegna non può mancare ovviamente Silvio Berlusconi, che svariate volte si è lasciato andare a commenti tutt'altro che galanti: «Non ci aspettavamo da un uomo, pardon, da una donna come Bindi, tante lacrime», disse nel 2015 alla rivale, vedendola commossa.  Nel 2009  le disse che era «più bella che intelligente», mentre nel 2010 si cimentò in una barzelletta con tanto di bestemmia: «C’è una festa a tema floreale, le ragazze vogliono ballare e si propongono appunto con il nome di un fiore. Se il ragazzo vuole fare coppia, allora risponde con il nome dello stesso fiore ma declinandolo al maschile. Arriva Margherita e un ragazzo risponde Margherito. Arriva Rosa e l’invitato alla danza risponde Roso. Compare a sorpresa Rosy Bindi e dice Orchidea. Il ragazzo a cui è toccata risponde Orchod**!». Grandi risate da parte dei presenti. Ad 'assolverlo' ci pensò monsignor Fisichella: «Bisogna sempre in questi momenti saper contestualizzare le cose». D'altronde, un insulto a Rosy Bindi vale bene una bestemmia, no?

POLITICA VECCHIA E NUOVA
In ordine sparso, poi, vengono Grillo, Storace. Persino il picconatore Francesco Cossiga: «Non accetto lezioni di etica politica dalla Bindi: è brutta, cattiva e cretina», disse l'ottavo Presidente della Repubblica. Nel 2005 Francesco Storace disse (anche lui): «Non parliamo poi di Rosy Bindi, che non è neppure una donna...». Mentre il leader del Movimento 5 Stelle, dalle colonne del suo blog, sentenziò così: «La Bindi problemi di convivenza con il vero amore non ne ha probabilmente mai avuti», scriveva nel 2012 criticando la contrarietà di Bindi alle unioni civili. Proprio qualche anno prima che i suoi parlamentari votassero contro la legge Cirinnà.

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