4 Aprile Apr 2017 1802 04 aprile 2017

La donna che spiava Trump

La ex consigliera per la sicurezza nazionale Susan Rice, braccio destro di Barack Obama, è sotto accusa. «Peggio del Watergate», secondo i repubblicani. Ecco chi è la funzionaria.

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susan rice

Da una parte il fallimento della riforma sanitaria e dei muslim ban, dall'altra le incombenti dichiarazioni di Flynn sulla Russia: sembrava che Trump fosse a un passo dall'affrontare uno dei periodi più caldi della sua neonata presidenza, ed ecco che invece, inaspettato, sui media americani si appresta a scoppiare un altro scandalo. Che, però, stavolta lo vede come vittima: stanto a quando riportato da Fox News e Bloomberg, infatti, potrebbe esserci qualcosa di vero nelle lamentele di Trump, che da qualche settimana va ripetendo di essere stato spiato dall'amministrazione Obama durante la sua campagna elettorale. «»

PEGGIO DEL WATERGATE?
La responsabilità diretta ricadrebbe su Susan Rice, che dal 2013 al 2017 ha rivestito il ruolo di Consigliera per la sicurezza nazionale per conto di Barack Obama. Secondo quanto riportato da diversi organi di stampa statunitensi, Rice sarebbe colpevole di aver svelato i nomi dei membri dello staff di Donald Trump finiti sotto sorveglianza. I repubblicani sostengono che potrebbe scoppiare uno scandalo più pesante del Watergate. Le voci di area democratica, invece, sostengono che il caso contro Susan Rice sia montato ad hoc per risolvere le grane di Trump e distogliere l'attenzione dei media.

UNA VECCHIA GAFFE
I repubblicani hanno almeno una buona freccia al loro arco per attaccare Susan Rice. Si tratta di una vicenda che risale al 2012, quando in diversi talk show Rice disse che gli attacchi terroristici di Bengasi, dove morì anche l'ambasciatore americano, erano stati provocati da un filmato satirico su Youtube. Mentre, in realtà, l'ambasciatore aveva già mandato numerose mail in precedenza denunciando quanto la situazione stesse diventando pericolosa.

CARRIERA PERFETTA
Allora Rice era ambasciatrice alle Nazioni Unite, e aspirava a prendere il posto di Hillary Clinton come Segretario di Stato. I fatti di Bengasi pregiudicarono la sua candidatura, ma non le impedirono comunque di ottenere un ruolo di rilievo come quello di Consigliera per la sicurezza nazionale. D'altronde, il curriculum di Rice ha una caratura che le persone normali non possono nemmeno sognarsi. Nata nel 1964, già 24 anni dopo faceva da consulente al candidato Michael Dukakis sulla politica estera. Quell'anno vinse Bush padre, ma quattro anni dopo fu il turno di Bill Clinton. E per Susan si spalancarono le porte della Casa Bianca.

UN FUTURO POCO CHIARO
Tra gli incarichi di maggior rilievo, quello nel Consiglio di sicurezza nazionale e quello come assistente del Segretario di Stato per gli affari africani (la più giovane in questo ruolo, all'epoca). Tra il 2001 e il 2008 la vittoria di Bush figlio la obbligò a una pausa forzata dagli affari istituzionali, ma con Obama era ritornata sulla cresta dell'onda. Nel 2016 Glamour l'aveva indicata come una delle donne più potenti di Washington. Un anno dopo, il giudizio potrebbe rivelarsi sì veritiero, ma nel peggiore dei modi possibili.

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