3 Aprile Apr 2017 1914 03 aprile 2017

L'imam è donna

Sherin Khankan è la prima imama di sesso femminile della Scandinavia. Figlia di madre finlandese e padre siriano, guida una moschea un po' particolare, che intreccia tradizione e modernità.

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 Sherin Khankan

Nel 2016 aveva fatto notizia l'apertura della moschea Mariam, a Copenaghen, dedicata alle donne e 'condotta' da due guide di sesso femminile, Saliha Marie FettehSherin Khankan. Quest'ultima, ospite alla Biennale Democrazia di Torino, ha parlato del fenomeno, ancora poco diffuso, delle imam donne (lei è stata la prima in Scandinavia) spiegando che «ha avuto origine in Cina nel 1820 e oggi è diffuso in Germania, Stati Uniti Sudafrica e Marocco dove il governo forma 50 donne imam all’anno come strumento di lotta contro il radicalismo». Per combatterlo, ha continuato Sherin, è necessario «costruire delle alternative dentro le nostre comunità per tutti quei giovani o quei rifugiati che si ritrovano ad essere soli in paese straniero e smettere di trattare i migranti come cittadini di serie B altrimenti il processo di integrazione fallisce».

TRA ORIENTE E OCCIDENTE
Figlia di un rifugiato siriano di fede musulmana e di una finlandese cristiana arrivata a Copenhagen per fare l'infermiera, Sherin ha studiato a Damasco e nel 2000 è tornata in Danimarca dove ha fondato l’Association of Critical Muslim, che promuove i valori progressisti islamici. Viste le sue origini, sul piano culturale ha come vissuto una doppia vita che ha cercato di 'unificare' coniugando i suoi due mondi, anche grazie a un papà che l'ha spinta a cercare autonomamente la sua strada: «Mi ha sempre detto che avrei potuto diventare quello che volevo. Mi ha fatto avvicinare al Sufismo, la dimensione mistica dell’Islam, è quello che mi ha convinto a scegliere l’islamismo invece del cristianesimo. Non sarei un imam se non fosse per lui», ha raccontato Sherin a La stampa.

UNA SFIDA ALL'ISLAM PATRIARCALE
La moschea Mariam è un luogo di tradizione e modernità che intreccia Occidente e Oriente: al suo interno sono state anche celebrate nozze miste, e il contratto matrimoniale deve rispettare alcune regole non così scontate nell'Islam 'tradizionale': la poligamia non è permessa, anche le donne hanno il diritto di divorziare, in caso di violenza fisica l’unione si considera nulla e in caso di divorzio le madri hanno uguali diritti sui figli. «Vogliamo sfidare le strutture patriarcali dell’Islam dall’interno, ma anche l’interpretazione patriarcale del Corano. In realtà è una religione di pace, non di oppressione», ha detto ancora Khankan al quotidiano torinese. E ha aggiunto: «Le donne musulmane hanno bisogno di un posto in cui pregare, confrontarsi, trovare conforto, senza sentirsi estranee o giudicate: sto anche studiando psicologia per essere loro più vicino».

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