29 Marzo Mar 2017 1500 29 marzo 2017

Messico: no godimento, no reato

Sentenza choc di un giudice di Veracruz che ha rilasciato uno dei giovani rei di aver violentato nel 2015 una loro coetanea. Nelle motivazioni del proscioglimento si legge che il ragazzo aveva agito senza «intenzionalità carnali».

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Scarcerato perché non ha provato piacere nel violentare una giovane studentessa. Queste, grosso modo, le motivazioni con cui un giudice messicano ha liberato un ragazzo benestante accusato di aver rapito e aggredito sessualmente una studentessa all'incirca sua coetanea.

I MAIALI
Era la mattina del primo gennaio 2015 quando Diego Cruz, insieme ad altri tre ragazzi provenienti dall'élite dello stato costiero di Veracruz, decisero di sequestrare e violentare una loro compagna di scuola al termine di una festa di Capodanno. Un crimine brutale tanto che la comunità dei social network ribattezzò il gruppetto col soprannome di Los Porkys, ovvero i maiali.

SENTENZA ORIGINALE
Insomma, i crismi per la colpevolezza di Cruz e dei suoi complici c'erano tutti. Eppure, in una sentenza decisamente controversa e originale, il giudice Anuar González ha trovato che, anche se Diego Cruz ha palpato il seno della vittima e l'ha penetrata con le dita, il ragazzo aveva agito senza «intenzionalità carnali». E quindi non poteva essere giudicato colpevole di aggressione. Da qui il rilascio del ragazzo che dopo la violenza era fuggito in Spagna dove si era poi visto notificare un avviso di estradizione.

ATTIVISTI INDIGNATI
«Dal momento che non vi era alcun piacere nell'atto, è stato rilasciato. Quel branco ha toccato e infastidito la sua vittima, eppure per il giudice non c'è colpevolezza in questi gesti», ha spiegato Estefanía Vela Barba, un'attivista per la difesa delle vittime di stupro. Il caso dei Los Porkys è stato indicato come un esempio di impunità dilagante che permette ai figli dell'élite messicana di farla sempre franca. Un'impunità che non è andata giù alla giovane vittima della violenza. Su Facebook, la ragazza ha così voluto descrivere il suo calvario nel tentativo di suscitare l'indignazione pubblica: «Non ho nulla di cui pentirmi. Sono andata a bere. Sono andata a una festa. Ho indossato una gonna corta come molte ragazze della mia età... e per questo devo essere giudicata o violentata? Secondo voi solo per questo meritavo quello che mi è successo?».

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