23 Marzo Mar 2017 1410 23 marzo 2017

La verità, vi prego, sulla Perego

Anche per Alda D'Eusanio ci sono giochi di potere dietro alla cancellazione di Parliamone sabato. Tuttavia, ammette, «il tema delle donne dell'Est è stato trattato con stupidità».

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«È un episodio stupido. Sia da parte di chi ha deciso di chiudere il programma e degli autori che hanno affrontato l'argomento in quel modo». Raggiunta da LetteraDonna, Alda D'Eusanio parte in quarta nel commentare la chiusura di Parliamone sabato dopo le polemiche scatenate dall'ormai famigerata lista riguardante le donne dell'Est (ecco quella nostra sulle italiane): «Sarebbe servito un altro tipo di approfondimento. Invece c'è stata leggerezza e superficialità. Anche da parte degli ospiti in studio, che ridacchiavano su un tema molto offensivo». Da parte dei vertici Rai, che nel frattempo hanno sospeso Paola Perego (in odore di rescissione del contratto come la capostruttura Raffaella Santilli), la stupidità sta nel fatto di voler far credere che sia stato davvero questo episodio a portare alla cancellazione di Parliamone sabato: «Non si chiude un programma per questo motivo: se fosse per superficialità e stupidità, allora ne dovrebbero chiudere tanti, visto che nella tivù pubblica e privata siamo dei gran cazzari. Ci dovrebbero spiegare se davvero hanno chiuso perché hanno detto che le donne dell'Est sono come delle geishe. A me sembra solo una scusa. Non siamo un popolo di stupidi e non meritiamo di essere trattati così».

COSTRETTA A LASCIARE AL POSTO TUO
Paola Perego la sua verità l'ha già detta, intervistata dalle Iene: i vertici Rai sapevano tutto (il dg Campo Dall'Orto ha detto che il direttore di RaiUno Fabiano era all'oscuro, ndr) ed è stata messa in mezzo, forse perché ha un marito scomodo come Lucio Presta. Insomma, il polverone attorno alla lista sarebbe solo un pretesto per allontanarla, servito su un piatto argento. Una ricostruzione che trova d'accordo Alda D'Eusanio, secondo cui «di sicuro il programma non è stato chiuso per gli scarsi ascolti». Spesso, nella cancellazione di una trasmissione o nella sostituzione di un conduttore, ci sono giochi politici. E la D'Eusanio,che nel 2003 fu costretta a lasciare Al posto tuo dopo una serie di polemiche, lo sa bene: «Sono esperta di programmi di successo eliminati per far spazio ad altri di non successo. Ho ideato L'Italia in diretta e me lo hanno tolto perché era cambiato governo ed era arrivato Carlo Freccero. Anche al posto tuo dovevano metterci altre persone. E infatti poi dopo due anni ha chiuso». Curiosamente, fu sostituita alla conduzione proprio da Paola Perego, che a sua volta fece posto a Lorena Bianchetti. L'elenco continua: «Ricomincio da qui faceva il 15% su RaiDue, che in quella fascia non superava il 6-7%: cancellato per far posto a un programma di musica che faceva il 3%. Ci vediamo domenica, con uno share del 15%, è andato avanti qualche mese e poi è stato tolto per far posto ad un'altra persona».

QUELLA VOLTA CON PANNELLA
Anche se i vertici Rai sapevano bene cosa sarebbe successo a Parliamone sabato, Paola Perego avrebbe potuto fare meglio. Per fare un esempio torna al 1995, a quando Marco Pannella le regalò hashish in diretta tivù: «Non sapevamo cosa avrebbe fatto. Venne ospite a L'Italia in diretta perché era l'ultimo giorno per la raccolta firme per il referendum sulle droghe leggere. Fu una sorpresa ma dissi subito: 'Questo è il veleno per i nostri figli, ammazza i nostri giovani'. E poi, restituendogli l'hashish: 'Marco, in galera ci vai te'». Insomma, bisogna saper gestire le situazioni. Ad ogni modo, nonostante questo episodio di (permetteteci l'espressione) 'stupidità occasionale', Alda D'Eusanio chiude spendendo buone parole per la collega: «Conosco Paola Perego, anche se non ci frequentiamo, e la stimo: mai uno scandalo, due figli, un privato onesto e pulito. È una brava persona. Non le ho scritto perché non ho nemmeno il suo numero di telefono, ma le do tutta la mia solidarietà».

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