22 Marzo Mar 2017 0927 22 marzo 2017

In panchina comandano loro

Chiamata ad allenare pro tempore la Nazionale italiana Under 16 maschile, Patrizia Panìco non è la prima donna ad aver guidato gli uomini in eventi sportivi. Scopriamo chi lo ha fatto prima di lei.

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Leggi Patrizia Panìco e dici gol. Almeno nel mondo del calcio femminile. Attaccante pura, con un innato senso della posizione e una straordinaria vena realizzativa, in oltre 20 anni di attività ha messo a segno più di 700 gol tra squadre di club e Nazionale italiana. E ora che ha appeso gli scarpini al chiodo prova a insegnare movenze e 'trucchi' a chi, come lei, sogna il grande calcio. Ma non lo fa in qualche campetto sperduto e polveroso di un piccolo paese di provincia, bensì a Coverciano dove si allenano le generazioni future della Nazionale azzurra.

SERIE DI FORTUNATI EVENTI
Patrizia Panìco è infatti fidata collaboratrice del tecnico Daniele Zoratto che, in vista della sua partenza al seguito della Nazionale Under 19 impegnata nella Fase Elite del Campionato Europeo, le ha affidato la guida della 'sua' Under 16 maschile in occasione della doppia sfida amichevole con i pari età della Germania in programma rispettivamente mercoledì 22 marzo (ore 14.30) allo Stadio Bentegodi di Verona e venerdì 24 marzo (ore 11) allo Stadio Comunale di Caldiero Terme. «Si tratta di un bel traguardo, ma io lo vedo come un punto di partenza e non di arrivo», ha spiegato quando le è stata comunicata la notizia. Anche perché con questa nomina pro tempore, la Panìco è diventata a tutti gli effetti la prima donna a guidare una Nazionale maschile italiana. «Penso che sia necessario superare ancora tanti pregiudizi e una decisione così può essere un primo passo in questa direzione. Essere la prima donna su una panchina Azzurra è senz'altro un bel traguardo e mi piace pensare che questa mia prima volta possa esserlo anche per tante altre colleghe», ha aggiunto.

NON LA PRIMA
E se lei è la prima a guidare una Nazionale azzurra, già altre avevano sgretolato quei pregiudizi che volevano le donne incapaci di guidare una squadra di uomini. La prima nel mondo del pallone? Carolina Morace. Ma anche il tennis, il basket e il football americano hanno aperto nel tempo le porte al gentil sesso.

CAROLINA MORACE
Cento giorni scarsi. Ecco quanto durò l'avventura di Carolina Morace alla guida della Viterbese. Era il luglio 1999 quando l'ex attaccante della Nazionale italiana femminile venne chiamata dall'allora patron Luciano Gaucci a guidare la squadra laziale che all'epoca militava in Serie C1, diventando a tutti gli effetti la prima donna ad allenare una squadra di calcio professionistica maschile. Un'avventura fatta di luci e ombre, terminata dopo una sonora sconfitta per 5-2 contro il Crotone alla seconda uscita stagionale. Non un esonero, sia ben chiaro, ma dimissioni volontarie dopo i continui contrasti con lo stesso Gaucci.

BECKY HAMMON
«Se giochi in questo Paese, vivi in questo Paese e cresci in questo Paese... Beh se indossi un'uniforme russa, tu non sei una persona patriottica secondo me». Con queste parole l'allora allenatrice della Nazionale di basket femminile statunitense aveva bacchettato Becky Hammon, che da poco aveva deciso di vestire i colori della Russia e giocare con quella Nazionale. Al di là delle critiche, l'ex playmaker ha trovato la sua strada diventando - subito dopo aver smesso l'attività agonistica - la prima coach in seconda a guidare una squadra maschile dell'Nba. A regalarle questo traguardo sono stati i San Antonio Spurs.

HELENA COSTA
Annunciata come la salvatrice della patria, l'avventura della portoghese Helena Costa alla guida del Clermont è durata poco più di un mese. Doveva essere infatti lei l'allenatrice per la stagione 2014-2015 della formazione all'epoca impegnata nella Ligue 2 francese (la nostra serie B, tanto per intenderci). Ancor prima di iniziare la preparazione di inizio stagione la Costa ha però rassegnato le dimissioni, non convinta del progetto della società. In precedenza si era fatta notare alla guida delle nazionali femminili di Qatar e Iran.

VALENTINA FOIS
È invece tutta italiana la storia di Valentina Fois, la prima ragazza italiana ad allenare una squadra di basket maschile. La giovane, all'epoca di soli 23 anni, è stata chiamata a guidare la Basket Decimo, squadra dilettantistica cagliaritana di pallacanestro, per la stagione 2015-2016. «Ho trovato delle difficoltà all'inizio. Venivo scartata perché ero una donna. Non è stato facile trovare una squadra disposta ad accettarmi. Poi è arrivata la proposta della società guidata da Ombretta Pilia che mi ha accolta a braccia aperte».

AMÉLIE MAURESMO
Classe 1979, quando senti il nome di Amélie Mauresmo pensi subito al grande Tennis. Vincitrice degli Australian Open e di Wimbledon nel 2006, dopo aver appeso la racchetta al chiodo nel 2009 ha intrapreso subito a grandi livelli la carriera da allenatrice. In particolare l'8 luglio 2014 il suo nome è tornato sulle prime pagine di molti quotidiani sportivi di tutto il mondo per essere stata scelta da Andy Murray come sua nuova allenatrice. Grazie alla chiamata del campione scozzese la Mauresmo è diventata la prima donna ad allenare un atleta della Top 10 ATP.

CHAN YUEN-TING
«Credo che Hong Kong sia davvero un bel posto per le donne. Qui è possibile costruirsi una carriera perché non vi è discriminazione come in altri posti». Parola di Chan Yuen-ting. Nata il 7 ottobre 1988, a soli 27 anni è stata assunta dall’Eastern - squadra maschile del massimo campionato di Hong Kong - come vice allenatrice. Ma è stato solo dopo le dimissioni di Yeung Ching, allenatore in prima della squadra, che la ragazza ha assunto a tutti gli effetti la guida della formazione sino alla fine della stagione. Una cavalcata vincente che ha permesso all'Eastern, nella penultima giornata della Premier League di Hong Kong, di vincere il titolo iridato.

KATHRYN SMITH
Chi ha detto che il football americano è roba per soli uomini? A sfatare questo luogo comune ci ha pensato Kathryn Smith, dal 2016 coach degli special teams dei Buffalo Bills. Dopo aver militato per anni nell'ambiente collezionando stage ed esperienze multiple coi New York Jets è approdata nel 2015 ai Bills dove, dopo un anno come assistente amministrativo, le è stata affidata la guida degli special teams. Un'avventura che si è interrotta però nel 2017 quando, dopo l'esonero del suo mentore Rex Ryan e l'arrivo di Sean McDermott, è stata anche lei allontanata dall'incarico.

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