22 Marzo Mar 2017 1538 22 marzo 2017

50 ruggiti per il Re Leone

Classe cristallina e atteggiamenti da vero divo. Mario Cipollini ha scritto la storia del ciclismo italiano in quasi 20 anni di attività agonistica. Il tutto senza essere immune da polemiche e uscite a vuoto.

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Lunedì nudo per un calendario. Venerdì a baciare la mano di papa Wojtyla. In mezzo gli allenamenti che lo hanno portato a essere lo sprinter per eccellenza del ciclismo italiano. Sembra ieri quando Mario Cipollini, classe '67 di origini lucchesi, conquistava la sua 42esima tappa al Giro d'Italia diventando il ciclista più vincente della competizione. Una carriera fatta di eccessi, denunce e forti prese di posizioni. Senza dimenticare quel suo sorriso contagioso e la voglia di primeggiare sempre e comunque. Lo stesso che questo campione sfoggia ancora oggi all'età di 50 anni. Mezzo secolo di uomo, quasi 20 passati da professionista su uno stretto sellino pronto a sfrecciare in pianura e arrancare in salita. Il tutto con un unico scopo: scrivere la storia del ciclismo italiano.

TALENTO CRISTALLINO
L’inizio dell'attività agonistica risale al 1989. All'epoca Cipollini di anni ne aveva 22 e sin da subito fece vedere tutto il suo repertorio. Volate spettacolari, accelerazioni improvvise, intelligenza tattica. Il mix giusto che ben presto lo portò a imporsi come uno dei migliori sprinter in circolazione, con la prima vittoria proprio nel Giro d'Italia dell'89.

SOPRA LE RIGHE
Ma alle grandi qualità tecniche Cipollini abbinava anche un carattere egocentrico. Quasi da divo assoluto. Poco incline al gioco di squadra il Re Leone, chiamato così per la sua folta chioma bionda, ben presto entrò in collisione con molti suoi colleghi. Colpa di quegli atteggiamenti studiati per attirare l'attenzione, come le sgargianti tutine da corsa che solitamente sfoggiava. Il suo stile eccentrico e certe esibizioni estemporanee fuori dai percorsi di gara gli hanno permesso di costruire quel personaggio che, ancora oggi, è amato e ricordato da molti.

MOGLIE E FIGLIE
La sua vittoria più bella? Sicuramente quella del 1993 quando si è sposato con la storica fidanzata Sabrina Landucci, sorella dell’ex portiere della Fiorentina Marco. Con lei il ciclista avrà anche due figlie: Lucrezia e Rachele.


NUDO E CRUDO
L'ultima volta che ha posato senza veli è stato quando di anni ne aveva 48. Era il febbraio 2016 e sul suo profilo Facebook pubblicava una foto in bici con addosso il solo caschetto, scarpette e calzini. Una frecciatina a chi lo aveva criticato perché spesso immortalato sulla sua bicicletta senza caschetto. Ma non è la prima volta che Mario Cipollini si denuda davanti all'obbiettivo di un fotografo. Era la metà del 2000 quando il Re Leone, in posa da corridore pronto allo sprint, e rigorosamente senza indumenti, pubblicizzava in questo modo un nuovo paio di scarpe sportive. Senza dimenticare il sexy calendario che in quegli anni andava tanto di moda sia tra subrette che personaggi dello sport.

CONTESO DALLE TELEVISIONI
Proprio questi suoi comportamenti sopra le righe, uniti alle immancabili vittorie, hanno portato Cipollini a essere conteso da trasmissioni televisive e brand di moda. Eccolo allora in un breve cameo in Bagnomaria, film del 1999 con Giorgio Panariello. Passeranno sei anni prima di rivederlo in televisione. Questa volta a Ballando con le stelle, per poi prendere parte in qualità di concorrente alla seconda edizione del programma Si può fare! condotto da Carlo Conti.

BODY INTEGRALE
E come dimenticare il body integrale con cui si è presentato a un Giro d'Italia. L'idea era sicuramente originale dato che nessuno, prima di lui, aveva sfoggiato una tuta da corsa che riproduceva, dalla testa ai piedi, la massa muscolare del corpo umano. Per questa scelta venne fortemente criticato dai colleghi ciclisti che lo additarono di esibizionismo.

IMPRENDITORE OCULATO
Appesa la bici al chiodo si è reinventato imprenditore. Ecco che alcuni anni dopo il ritiro Mario Cipollini ha iniziato a produrre bici da corsa di gamma media e top. Perché il ciclismo, quando ti prende, non ti lascia più.

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