14 Marzo Mar 2017 1250 14 marzo 2017

Quando Einstein difese Marie Curie

La scienziata premio Nobel finì nel mirino della stampa per la sua relazione con un uomo più giovane.

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marie curie

Inverno 1911, siamo a Praga. Uno dei più celebri fisici della storia della scienza, Albert Einstein, nel suo studio, si imbatte in un articolo di giornale che parla di Marie Skłodowska, meglio conosciuta come Marie Curie: una delle scienziate più importanti del Novecento nonché unica persona al mondo a vincere due premi Nobel in due aree distinte (quello per la Fisica nel 1903 e quello per la Chimica nel 1911). Nel pezzo della rivista che capitò tra le mani di Einstein, però, non si parlava né delle scoperte né della carriera di Marie Curie, bensì dei pettegolezzi che stavano tempestando la sua vita privata.

VEDOVA DI UN FISICO FRANCESE
Nel luglio 1895 la scienziata aveva sposato Pierre Curie, fisico francese e professore universitario. Ma tre anni dopo aver ricevuto il Premio Nobel insieme al marito, la donna rimase vedova a seguito di un tragico incidente: il marito scivolò sotto un carro trainato da cavalli morendo sul colpo. Un evento che sconvolse la vita della donna, che iniziò a dedicarsi completamente alla ricerca.

LA RELAZIONE CON PAUL LANGEVIN
Nel 1910, quattro anni dopo, iniziò ad approfondire la conoscenza con Paul Langevin, giovane professore ed ex dottorando del marito. I due iniziarono una relazione che divenne di dominio pubblico, scatenando veleno nel mondo accademico. L'uomo, separato, era però ancora tecnicamente sposato e la sua relazione con la scienziata Marie Curie mandò su tutte le furie la moglie, che scelse la vendetta: ordinò a un suo uomo di fiducia di entrare di nascosto nell’appartamento dove i due s’incontravano per rubare le loro lettere d’amore che vennero immediatamente inviate alla stampa.
La storia finì sulla bocca di tutti e la scienziata venne addidata come «sfasciafamiglie» oltre che come donna senza scrupoli, che in qualche anno si era lasciata alle spalle la tragica morte del marito. Non si parlava più di lei per la sua carriera.

QUANDO EINSTEIN LA CONOBBE
Poi ci fu l'incontro con Einstein. Marie partecipò a un'importante conferenza a Bruxelles, dove si riunironoi più importanti scienziati dell'epoca. Tra questi era presente Albert Einstein, che rimase colpito dalla «brillante intelligenza» della scienziata, una donna «modesta e onesta». Una volta tornato a Praga, viene a sapere dello scandalo che la stava travolgendo. Infuriato per la crudeltà della stampa che stava facendo a pezzi la credibilità professionale di Marie Curie, scrisse una lettera alla collega dove manifestò la sua collera e le consigliò di non badare alle malelingue.

Stimatissima signora Curie,

non rida di me se Le scrivo senza avere nulla di ragionevole da dire. Ma sono talmente in collera per le maniere indecenti con cui il pubblico si sta ultimamente interessando a Lei, da sentire di dovere assolutamente dare sfogo a questo mio sentimento.
Ad ogni modo, sono convinto che Lei coerentemente disprezzi questa gentaglia, sia che questa elargisca ossequiosamente stima nei suoi confronti sia che tenti di soddisfare il proprio appetito per il sensazionalismo! Mi sento spinto a dirle quanto io sia arrivato ad ammirare il suo ingegno, la sua energia e la sua onestà, e che mi sento fortunato ad aver avuto la possibilità di conoscerla di persona a Bruxelles. Chiunque non appartenga a questa schiera di rettili è certamente felice, ora e anche prima, del fatto che abbiamo tra noi persone come Lei, e anche come Langevin, persone reali rispetto alle quali si prova il privilegio di essere in contatto. Se la gentaglia dovesse continuare a occuparsi di lei, non legga quelle fesserie ma piuttosto le lasci ai rettili per cui sono state prodotte.

Con i miei più amichevoli ossequi a lei, Langevin e Perrin,

Cordialmente,

A. Einstein

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