14 Marzo Mar 2017 1225 14 marzo 2017

Il peccato originale di Charlotte

Hogg si dimette da vicegovernatrice della Banca d'Inghilterra. Si era 'dimenticata' di dichiarare che suo fratello aveva legami con Barclays, fonte di possibili conflitti d'interesse. Da qui, lo scandalo e lo stop.

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charlotte hogg

Si è conclusa prima ancora di cominciare l'esperienza di Charlotte Hogg come vicegovernatrice della Banca d'Inghilterra (Bank of England, Boe), costretta alle dimissioni dalla Commissione del Tesoro, secondo cui la «competenza professionale» della donna non rispetta «gli alti standard richiesti». Tutto colpa di un 'peccato originale' che risale al 2013, anno in cui venne nominata direttrice operativa della Boe: allora non dichiarò gli stretti legami del fratello con Barclays, fonte di possibili conflitti d'interesse.

ADDIO AL PRIMATO
Finisce così l'avventura di Hogg alla banca centrale del Regno Unito, con una lettera di dimissioni consegnata nelle mani dell'attuale governatore Mark Carney, di cui la stessa Hogg sembrava il successore più probabile. Ma non sarà lei, con tutta probabilità, la prima donna a capo della Boe. Le carte in regola, fino a marzo 2017, sembrava avercele tutte: a partire dal fatto che era l'executive donna con il grado più alto.

SCONTRO TRA BANCA E PARLAMENTO
La 46enne aveva iniziato la sua carriera alla Boe nel 1992, come racconta Business Insider, per poi lavorare come consulente per Morgan Stanley e McKinsey&Co. Il ritorno alla Boe risale appunto al 2013, quando divenne la prima direttrice operativa. Quattro anni più tardi, nel gennaio del 2017, la nomina a vicegovernatrice, su cui però si è abbattuta la mannaia della Commissione, che ha bloccato la promozione. Come spiegato da Bloomberg, non è la prima volta che la Boe si ritrova sotto accusa per casi simili. Occasioni che, come in questo caso, hanno dato vita a tesissimi bracci di ferro con il Parlamento. Stavolta ci è andata di mezzo Hogg.

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