13 Marzo Mar 2017 1321 13 marzo 2017

Se un 'lui' lavora spacciandosi per una 'lei'

Per le donne è davvero così difficile ottenere rispetto in ambito professionale? Agli uomini è riservato un trattamento 'diverso'? Sì, e non è un mistero. E Nicole Hallberg e Martin Schneider lo hanno anche dimostrato.

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nicole e martin

È davvero così difficile per le donne, rispetto all'altro sesso, lavorare in 'pace'? Essere prese sul serio e ottenere rispetto? O il sessismo è solo una subdola invenzione? A questa domanda ha voluto dare una risposta 'concreta' Martin Schneider, facendo un esperimento in accordo con una sua collega, Nicole Hallberg. I risultati del test, riporta il blog del Corriere La 27esima ora, sono stati raccontati dallo stesso Shneider su Twitter.

L'EQUIVOCO
Oggi copywriter, all'epoca dei fatti lavoravano entrambi in una agenzia interinale. Schneider era consapevole che il capo apprezzava molto il suo lavoro, meno quello di Nicole. L'idea dell'esperimento è nata quanto un giorno un cliente iniziò a rispondere alle sue email in modo arrogante e scontroso. Lui non ne capì la ragione, finché non si rese conto che stava utilizzando, in una casella di posta condivisa, l'identità di Nicole. Quando spiegò l'equivoco al cliente, il suo atteggiamento cambiò drasticamente.

L'ESPERIMENTO
Così, Nicole e Martin, decisero di invertire le loro identità 'virtuali' per una settimana e il risultato fu sconvolgente: per lei fu il periodo più prolifico di sempre, per lui il più complicato. O meglio, un vero «inferno»: «Tutto quello che chiedevo, o suggerivo, veniva criticato. Clienti che avevo sempre trattato senza problemi mi rispondevano in tono condiscendente. Uno mi ha chiesto se fossi single», ha detto Martin.

IL CAPO NON CI HA CREDUTO
Per Nicole, che era spesso stata vittima di commenti sessisti anche da parte del loro capo, non fu così sorprendente: lei sapeva che per gli uomini le cose erano tendenzialmente molto più semplici. Quando hanno raccontato la cosa al loro superiore, lui non ci ha creduto. Ed entrambi si sono licenziati. «Non ho mai capito che cosa ci potesse guadagnare, dal non riconoscere nemmeno l’esistenza del sessismo», ha scritto Nicole raccontando la sua esperienza su Medium. E ha aggiunto: «Ora, finalmente, posso abbassare le mie difese, al lavoro».

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