8 Marzo Mar 2017 1613 08 marzo 2017

«Le mamme ci salveranno da Boko Haram»

Da anni Hauwa Ibrahim combatte contro i fondamentalisti islamici della Nigeria. Ma non lo fa con armi ed eserciti, semplicemente insegnando a quegli uomini ad amare di nuovo e mettendo in pratica le leggi - vere - della Sharia.

  • ...
Il-paese-premia-Hauwa-Ibrahim-56684e2a9d5412

In Nigeria il nome di Hauwa Ibrahim è ben conosciuto. Almeno quel tanto che basta per diventare simbolo di liberazione ed emancipazione femminile. Aveva infatti solo 11 anni quando «compresi che sarei finita sposa a un uomo molto più grande di me e, soprattutto, che avrei dovuto dire addio per sempre alla scuola. Così decisi di fuggire», ha raccontato durante il convegno Liberare le donne dalla violenza organizzato a Roma dall’Ufficio di informazione del Parlamento europeo. E chi meglio di lei per spiegare alle donne, ma anche e soprattutto agli uomini, il senso dell'8 marzo. O meglio di quella lenta e pacifica rivoluzione destinata a cambiare il mondo e dare sempre maggiore spazio al genere femminile. Madri in primis.

CONTRO BOKO HARAM 
«Quando venni chiamata dall’ex presidente della Nigeria, Goodluck Jonathan, a far parte del Comitato Presidenziale per le ricerche delle 219 ragazze rapite da Boko Haram, sono entrata in contatto con il mondo dei terroristi. Al di là di alcuni folli ideologi, la maggior parte degli uomini che fanno parte di Boko Haram, così come dell’Isis è composta da ragazzi che attendono solo di venire valorizzati», ha raccontato durante il suo intervento. Ragazzini trasformati in uomini prima del tempo per inseguire ideali distorti. «Cedono all’orrore del fondamentalismo perché frustrati da una vita che non li soddisfa e non gli dà nulla. Nell’incontrarli mi sono resa conto subito che per combatterli non servono droni, eserciti, o torture. Basta il soft-power che solo le loro madri possono esercitare».

CUORE DI MAMMA
Un'affermazione che trova nei fatti le sue fondamenta. Del resto la Ibrahim ritiene che solo l'amore materno possa permettere di recuperare quei giovani che sono stati traviati dalle false promesse dei gruppi terroristici. Così, negli anni, è riuscita a convincere molte mamme ad andare in carcere a far visita a quei figli che credevano morti. «Sono incontri che permettono a tutti i protagonisti di questa vicenda di resettare il passato e guardare al futuro in maniera diversa». Ed è proprio nella convinzione del potere pacifico e salvifico delle madri che Hauwa Ibrahima ha fondato Mother’s Without Borders: Steering Youth Away from Violent Extremism, un'associazioneche punta a riunire donne da tutto il mondo per intraprendere azioni rivolte a recuperare i giovani irretiti dal fondamentalismo. «Ho capito che il fondamentalismo è una mistificazione della spiritualità e che l’unico modo per combatterlo è dall’interno».

PALADINA DEI DIRITTI UMANI
Ma oltre a tentare di recuperare giovani menti, la Ibrahima, avvocato di grande esperienza, è da anni che combatte ogni forma di fondamentalismo irrazionale. Da quando nel 1999 la Sharia è stata introdotta in 12 stati della Nigeria del Nord, la donna ha iniziato la sua battaglia a tutela dei diritti del gentil sesso. «Secondo la Sharia una donna per essere condannata deve aver commesso adulterio all’aperto, essere stata vista contemporaneamente da 4 uomini, deve ammettere di aver commesso adulterio, deve essere rimasta incinta e deve essere comprovato che sia capace di intendere e di volere. Non è difficile dimostrare che la soddisfazione di tutte queste condizioni è quasi sempre impossibile. E io lo faccio in tribunale da anni, non con un codice di procedura civile o penale in mano, ma con la Sharia», ha invece spiegato a La Stampa.

VITA ACCADEMICA
E la sua esperienza è anche a disposizione di molti studenti e diverse università. La donna ha infatti lavorato e collaborato con la Saint Louis University School of Law e il Stonehill College, ma ha avuto a che fare - se così possiamo dire - anche con la Yale University e la Harvard University. Nel 2005 ha anche vinto il premio Sakharov per la libertà di pensiero.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso