6 Marzo Mar 2017 1129 06 marzo 2017

Eva e Imma non si nascondono più

57 anni, attivista LGBT, politica di sinistra ma aperta al dialogo. Ecco chi è la donna che fa battere forte il cuore alla Grimaldi, che ha fatto coming out all'Isola dei Famosi.

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grimaldi-battaglia

Era nell'aria da settimane e alla fine il coming out di Eva Grimaldi è arrivato al 34esimo giorno di permanenza in Honduras. A darle la spinta, la presenza sull'Isola dei Famosi della compagna (ora è ufficiale) Imma Battaglia, ospite per una settimana del programma. Raz Degan aveva parlato di loro come una coppia e Vladimir Luxuria dallo studio aveva detto: «Eva, Imma è venuta sull'Isola solo per te, non ci sarebbe mai andata per nessun altro». Adesso ci sono anche i baci tra le due e parole di amore. Come queste pronunciate da Eva Grimaldi: «Avevo bisogno di una persona che mi capisse. C'avevo visto bene però. Mi sento benedetta ad avere Imma, è la mia vita... Non è stato semplice per me, io che sono figlia degli Anni '80 dove era più facile apparire che essere».Grintosa, appassionata, diretta, battagliera come suggerisce il suo cognome, capello corto e sorriso profondo, ecco chi è Imma Battaglia, la donna che fa battere forte il cuore a Eva Grimaldi.

L'ATTIVISMO
Napoletana, classe 1960, dichiaratamente lesbica, Imma è un'attivista e politica italiana laureata in Matematica, leader del movimento LGBT in Italia. Presidente del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli dal 1995 al 2000, in quel periodo promosse l'ingresso dell'associazione nell'EPOA (European Pride Organisers Association): «Al Mario Mieli le donne sono molto poche, io sono abituata a lavorare con gli uomini e ci sono molti giovani gay che guardano a me come a un modello da imitare», raccontò in un'intervista. Poi lasciò il Circolo per fondare Gay Project, di cui è stata presidente fino a febbraio 2014. Nel 1996 avanzò la candidatura di Roma a ospitare il Gay pride mondiale del 2000 e quando la città ottenne l'organizzazione dell'evento lei ne assunse il coordinamento. Un anno prima, nel 1999, era stata organizzatrice del Gay pride nazionale, sempre a Roma, mentre nel 2002 salì sul palco del Padova Pride con Marco Cappato (Radicali) e Nichi Vendola (Sel).

LA POLITICA
Vicina a Sel, ma politicamente aperta al dialogo con tutte le forze politiche, si è sempre detta contraria a considerare il movimento gay una questione di sinistra o ideologica. Un'apertura, quella che ha sempre dichiarato, che ha causato tensioni con gran parte del movimento LGBT.Nel 2009 accetta la proposta dell'amico Nichi Vendola di candidarsi alle elezioni europee nelle liste di Sel (Sinistra Ecologia e Libertà). Ottiene 3.586 voti, ma il partito non raggiunge la soglia di sbarramento necessaria per accedere al Parlamento europeo. Nel 2013 è una delle candidate alle Elezioni Regionali del Lazio nella Lista Civica a sostegno della candidatura alla Presidenza di Nicola Zingaretti, e nello stesso anno si candida nelle liste di Sel alle elezioni comunali di Roma di maggio e viene eletta consigliera (ruolo che ricopre fino al 2016).

CON ALEMANNO PER I DIRITTI
Nel 2009 il sindaco di Roma di centro-destra Gianni Alemanno rilasciò alcune dichiarazioni che fecero molto discutere all'interno della comunità LGBT. Alla domanda rivoltagli in un'intervista di Rainews24 «Gay Pride sì o no?», rispose: «Il problema non è omosessuale sì, omosessuale no: è esibizionismo sessuale sì, esibizionismo sessuale no, e di questo discuteremo in consiglio comunale e cercheremo di trovare una formula che non offenda nessuno». Battaglia dimostrò la sua apertura cercando un dialogo con il sindaco: «Incontriamoci e proviamo la strada dell'ascolto e della condivisione, attraverso la conoscenza reciproca, per costruire una città veramente di tutti», disse. Alemanno, alla fine, si presento all'evento LGBT con la moglie e insieme alla presidente della Regione Lazio Renata Polverini e il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti.

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