1 Marzo Mar 2017 1130 01 marzo 2017

Abusata, zittita, ignorata

Marie Collins, vittima in passato di un prete pedofilo, lascia la Commissione Vaticana voluta da papa Francesco. Troppi gli ostruzionismi della curia. Ecco la sua storia.

  • ...
marie collins

Dal 2014 faceva parte della commissione vaticana che Papa Francesco aveva istituito per indagare sugli abusi pedofili del clero, ma alla fine Marie Collins ha deciso di gettare la spugna: troppa «frustrazione, e mancanza di cooperazione da parte di altri uffici della curia romana», ha spiegato la donna irlandese che a 13 anni venne abusata sessualmente da un sacerdote.

L'OSTRUZIONISMO DELLA CURIA
Marie Collins, nel corso degli anni, si è sempre battuta molto per la salvaguardia dei diritti dei minori, partecipando a diverse iniziative, denunciando sui media le resistenze della Chiesa ad affrontare davvero il problema e dando vita anche ad un'associazione che porta il suo nome. Aveva denunciato l'ostruzionismo della curia già nel 2015 in un'intervista all'Irish Times, spiegando che, nonostante la commissione avesse avanzato diverse proposte, nessuna di queste fosse stata davvero presa in considerazione o sostenuta. Atteggiamenti che con il passare dei mesi non sono cambiati, come ha spiegato la stessa Collins in un post dove chiarisce i motivi che l'hanno spinta a dimettersi: «Benché io speri che la Commissione possa riuscire a superare queste resistenze, per me si tratta della goccia che fa traboccare il vaso».

IL TRAUMA NEGATO
Per ben 34 anni Marie Collins ha tenuto nascosto l'abuso. Solo all'età di 47 anni, oppressa da un trauma che l'aveva condotta a numerosi ricoveri ospedalieri per stati d'ansia e depressione, decise di rivelare la realtà che aveva subito. Ne parlò con un medico, che le consigliò di avvertire la Chiesa. Marie si rivolse a un prete della propria parrocchia, e la risposta che ricevette fu terribile: la colpa di quanto successo era solo sua, e non del cappellano che la abusò e fotografò.

I VERTICI CHE SMINUISCONO
Marie, che fin da bambina era stata cresciuta con l'idea che i preti fossero giudici infallibili su ciò che era giusto e ciò che era sbagliato, si chiuse nel silenzio per altri dieci anni. Ovvero, fino a quando sulla stampa non cominciò a circolare la storia di un prete cattolico che aveva abusato di minori. Marie comprese di non essere sola, e che nel mondo potevano esistere altre vittime come lei. Decise allora di rivolgersi ai vertici, ma anche in quel caso nessuno prese provvedimenti: anzi, il prete che aveva abusato di Marie venne lasciato al suo posto, addirittura facendo «da guida ai bambini che si preparavano per la cresima», come ha raccontato la stessa Marie nel simposio del 2012 Verso la guarigione e il rinnovamento.

SE ESSERE COLPEVOLI NON BASTA
La lunga testimonianza di Marie Collins prosegue spiegando come allora la priorità dell'arcivescovo fosse «la protezione del buon nome del mio aggressore», che nel frattempo aveva confessato, piuttosto che la salvaguardia dei bambini con cui era a contatto. «Dopo una lunga battaglia, il mio aggressore fu assicurato alla giustizia ed imprigionato per i suoi crimini contro di me», ma nel frattempo aveva abusato almeno di un'altra ragazza. Considerati i motivi che hanno spinto Marie Collins a dare le dimissioni dalla Commissione, la Chiesa ha ancora una lunga, lunghissima strada da fare.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso