28 Febbraio Feb 2017 1312 28 febbraio 2017

Se questo è giornalismo

In un articolo pubblicato su La Verità si nega l'omocausto e si accusa il Treno della Memoria di fare propaganda gay. Ovviamente, la storia è un'altra. L'opinione.

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treno memoria

«Utilizzano anche Auschwitz per fare propaganda gay». Così La Verità ha titolato, sull'edizione del 24 febbraio, il solito pezzo sulla solita polemica antigay della stampa 'conservatrice'. La denuncia è partita dal blog Butac. A gennaio il quotidiano Pride Online ha pubblicato un articolo per promuovere il Treno della memoria, che ogni anno, da 13 anni, permette a giovani tra i 17 e i 25 anni di conoscere e visitare alcuni campi di concentramento. Francesco Bonazzi, che ha firmato il pezzo de La Verità, 'accusa' l'associazione che organizza il viaggio di aver creato, in un guizzo di fantasia, «una tragedia nella tragedia»: l'omocausto. «La rivista Pride si inventa l'Omocausto e organizza il Treno della memoria per celebrare il ricordo di coloro che sono morti nei lager perché omosessuali», si legge nel sommario. Se un lettore frettoloso si fermasse a questo apprenderebbe quindi che una rivista si è inventata la strage degli omosesssuali durante il nazismo eha organizzato un viaggio in ricordo delle vittime gay.

IL DUPLICE PROBLEMA
Ora, il problema è duplice. Il primo, più banale, potrebbe riscontrarlo anche un bambino: l'Omocausto non è un'invenzione dei gay. Basta avere il diploma di terza media - o anche semplicemente un po' di curiosità per il proprio passato - per sapere che in quel tragico periodo della nostra storia gli omosessuali venivano perseguitati, umiliati e uccisi: tra i 5 e 15mila gay furono deportati nei campi di concentramento e secondo le stime il 60% di loro morì. Il secondo problema, invece, è più sottile: leggendo il pezzo di Pride preso in esame, risulta evidente che le informazioni riportate nell'articolo sono incomplete. Quindi false. Quando il giornalista cita testualmente Pride («il Treno della Memoria, che crede da sempre nell’inclusione, anche quest’anno rinnova la collaborazione con il Coordinamento Torino Pride. Durante tutti i viaggi verrà indagato l’ancora poco conosciuto tema dell’'omocausto»), lamentando l'attenzione rivolta all'approfondimento delle persecuzioni della comunità LGBT (e quasi lasciando intendere che i viaggi siano dedicati 'solo' a questo), dimentica di riportare anche la continuazione dell'articolo, in cui si parla dell'apertura al mondo della disabilità e dei migranti (anche questi temi centrali nel dramma nazismo): «Nel 2017 alcuni viaggi saranno dedicati ai due temi con una particolare attenzione sia all’attualità sia alla storia». Quindi, evidentemente, il Treno della Memoria mira a penetrare tutti quei temi che hanno rilevanza storica e di conseguenza meritano sacrosanta conoscenza e approfondimento. L'omocausto è tra questi. Niente propaganda, quindi. Soltanto verità.

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