6 Febbraio Feb 2017 1600 06 febbraio 2017

L'arte di essere contro Trump

Anche il Museum of Modern Art di New York si schiera contro il Muslim Ban. Lo ha fatto esponendo opere di pittori, scultori e fotografi provenienti dai Paesi colpiti dal decreto del neopresidente.

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Anche l'arte protesta contro Donald Trump. O meglio, contro il decreto del tycoon di chiudere le frontiere americane ad alcuni Paesi a maggioranza islamica. E a insorgere, questa volta, è stato nientemeno che il Museum of Modern Art di New York. Un atto di protesta forte che ha portato il MoMa a decidere di esporre opere di artisti provenienti da quei Paesi colpiti dal decreto anti-immigrazione voluto dal 45esimo presidente Usa. Sette opere di artisti di origine sudanese, irachena e iraniana sono stati installate al quinto piano del Mueso, prendendo il posto dei più noti Picasso, Matisse e Picabia.

I LAVORI ESPOSTI
A venire esposte sono state le opere del pittore sudanese Ibrahim El-Salahi, ma anche dell'architetto di origine irachena Zaha Hadid. A questi si sono aggiunti diversi artisti iraniani come l'operatore video Tala Madani, lo scultore Parviz Tanavoli, il disegnatore Charles Hossein Zenderoudi, il fotografo Shirana Shahbazi, e il pittore Marcos Grigorian. Tutti artisti banditi momentaneamente dal decreto di Trump. Ma oltre a opere fisiche, il museo ha deciso di proiettare in loop anche i lavori di registi (leggi qui quelli che non potranno andare agli Oscar) colpiti dal divieto di accesso al territorio degli Stati Uniti.

SCRITTA CHE ACCUSA
Inoltre, accanto a ogni opera, il museo ha posto la seguente scritta: «Questo lavoro è di un artista originario di uno dei Paesi ai cui cittadini è negato l'ingresso negli Stati Uniti, secondo il decreto presidenziale del 27 Gennaio 2017».

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