31 Gennaio Gen 2017 1714 31 gennaio 2017

Un corto per un dolore infinito

Arrivate le prime condanne per la strage di Viareggio. Ovunque Proteggi racconta le battaglie di chi ha perso i propri cari nel disastro ferroviario. Come Marco Piagentini, che vuole giustizia per quel maledetto 29 giugno 2009.

  • ...

Mauro Moretti.

AFP/Getty Images - This content is subject to copyright.

Mauro Moretti, attuale amministratore delegato di Leonardo-Finmeccanica e nel 2009 al vertice di Ferrovie dello Stato, è stato condannato a sette anni per la strage ferroviaria di Viareggio. Sei mesi in più per Michele Mario Elia, ex amministratore delegato di Rfi, e Vincenzo Soprano, ex ad di Trenitalia. 33 in tutto gli imputati, accusati a vario titolo di disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo, incendio colposo e lesioni personali colpose. Otto gli assolti. Ma facciamo un passo indietro, a quella maledetta sera di inizio estate.

IL DISASTRO FERROVIARIO
Alle 23:48 del 29 giugno 2009, un treno merci che trasportava 14 cisterne piene di Gpl deragliò poco fuori dalla stazione di Viareggio, probabilmente per la rottura di un asse. Il primo carro uscì dai binari trascinando con sé gli altri quattro e il Gpl fuoriuscito dalla cisterna scatenò una terribile esplosione, che devastò un intero quartiere. 32 in tutto le vittime, tra chi morì nell'esplosione e nel seguente incendio e chi nei mesi successivi, a causa delle ustioni. Numerosi, inoltre, i feriti.


IL CORTO PLURIPREMIATO
Sono serviti sette anni e mezzo per avere dei colpevoli. In mezzo, l'impegno dei famigliari per non far calare, dopo il clamore dei primi tempi, l'attenzione su questa tragica vicenda. Frutto di tale impegno è (anche) il cortometraggio Ovunque Proteggi (sopra, il trailer), premiato al World Short Film Festival di New York e nella sezione corti del Festival di Cannes: 12 minuti che riassumono la battaglia di Marco Piagentini, che nella strage ha perso la moglie e due figli, riportando ustioni sul 98 % del corpo, e di Daniela Rombi, che nell'esplosione ha perso la figlia. Intervistato dal Fatto Quotidiano, dopo le sentenze Piagentini ha ricordato i momenti difficili di una battaglia che ancora non è finita: «Noi parenti eravamo soli. Abbiamo raccolto 140 mila euro per la perizia, mentre imputati e società avevano decine di avvocati. Ma per fortuna eravamo in aula a sorvegliare».

L'aula del tribunale prima della lettura delle sentenze.

AFP/Getty Images - This content is subject to copyright.

RISCHIO PRESCRIZIONE
Come detto, il 31 gennaio 2016 sono arrivate le sentenze. Di primo grado, però, e a febbraio le accuse meno gravi, quelle di incendio colposo e lesioni, andranno in prescrizione. A tal proposito, sempre Piagentini ha commentato: «Possiamo dire che c’è una condanna e quindi un sistema della sicurezza che non funziona, come diciamo da sette anni. Se loro si dichiarano innocenti possono benissimo rinunciare alla prescrizione e dimostrare la loro innocenza nel processo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso