31 Gennaio Gen 2017 1036 31 gennaio 2017

Non dire no (a Trump)

Gli studi ad Atlanta, la nomina da parte di Barack Obama, la carica ad interim. Ecco chi è Sally Yates, la ministra della Giustizia licenziata perché contraria al Muslim Ban.

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Aveva annunciato che i legali del suo dipartimento non avrebbero difeso l'ordine esecutivo del presidente. Per questo, la ministra della Giustizia Sally Yates, contraria al 'Muslim Ban' voluto da Donald Trump, è stata licenziata. Nominata da Barack Obama la Yates, va detto, era in carica ad interim. Al suo posto Dana Boente, procuratore del distretto orientale della Virginia, che resterà in carica fino a quando Jeff Sessions, indicato da Trump come nuovo ministro della Giustizia, non sarà confermato dal Senato.

FIGLIA D'ARTE
Nata Ad Atlanta il 20 agosto 1960, Sally Caroline Quillian (questo il cognome da nubile) è una figlia d'arte, visto che è figlia di J. Kelley Quillian, procuratore e giudice dello Stato della Georgia dal 1966 al 1984. Laureata in giornalismo nel 1982 alla University of Georgia, nel 1986 ha poi conseguito il dottorato presso la scuola di legge dello stesso ateneo. Dopo quattro anni nello studio legale King & Spalding di Atlanta, nel 1989 è stata nominata assistente del procuratore del Northern District of Georgia. Tra i casi di cui si è occupata, il più celebre è quello riguardante Eric Robert Rudolph, responsabile per l'attentato alle Olimpiadi di Atlanta e di altre azioni terroristiche nel sud degli Stati Uniti (per un totale di due vittime o oltre 120 feriti).

Loretta Lynch e Sally Yates.

Chip Somodevilla - 2015 Getty Images

SCELTA DA OBAMA
Nel 2010 Sally Yates è stata nominata da Barack Obama procuratore federale della Georgia. Lo stesso presidente Usa, cinque anni dopo l'ha indicata come numero due del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d'America, scelta poi confermata dal Senato con 84 voti favorevoli e 12 contrari. Poi, il 20 gennaio 2017, Sally Yates era subentrata a Loretta Lynch come Procuratore generale degli Stati Uniti. Una carica ad interim, appunto, visto che già il 18 novembre 2016 lo staff per la transizione aveva reso noto il nome del nuovo segretario alla Giustizia: il senatore dell'Alabama Jeff Sessions, sostenitore di Trump della prima ora e consigliere politico della sua campagna elettorale, soprattutto per temi come immigrazione e sicurezza nazionale. Insomma, presto la Yates avrebbe lasciato l'incarico. Ad accelerare il tutto, la sua posizione sul Muslim Ban: «La mia responsabilità è assicurare che le posizioni che assumiamo in tribunale siano coerenti con il solenne obbligo di questa istituzione di perseguire sempre la giustizia e stare dalla parte del giusto. Al momento non sono convinta che la difesa dell'ordine esecutivo sia conforme a queste responsabilità e neppure che sia legale».

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