31 Gennaio Gen 2017 1856 31 gennaio 2017

Anche le prostitute vanno in pensione

La storia della messicana Carmen Munoz, che dopo tanti anni passati come sex worker ha deciso di aprire una casa di riposo per ospitare le sue anziane ex colleghe rimaste ai margini.

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carmen munoz

La prostituzione, quando non è sfruttamento, è un lavoro. E dopo tanti anni, generalmente, al lavoro segue la pensione. Solo che la prostituzione è un lavoro particolare, che spesso e volentieri non viene riconosciuto ufficialmente dallo Stato (anche se ogni Paese fa storia a sé). E anche se fino a questo momento non ci avete mai pensato, c'è una domanda che non potrete togliervi dalla testa: che cosa succede alle prostitute, quando si ritirano? È la stessa domanda che si è posta Carmen Munoz, ex prostituta messicana 60enne che si è chiesta che fine avessero fatto le sue colleghe. E che non trovando una risposta, alla fine ha deciso di aprire una casa di riposo per sex worker.

PROSTITUITA PER NECESSITÀ
Munoz ha cominciato a prostituirsi a 22 anni, per mantenere i suoi sette figli. La prima volta si prostituì per mille pesos. E poi continuò a farlo per i 40 anni successivi. Come ha raccontato alla Bbc: «Capii di avere un valore, che qualcuno avrebbe pagato per me, mentre il padre dei miei figli mi diceva che non valevo nulla e che ero bruttissima». Non è stata, comunque, una vita facile: gli incontri con sfruttatori, poliziotti corrotti e uomini violenti non sono mancati, e spesso si sono conclusi con veri e propri abusi.

DARE UN AIUTO
Nonostante tutto, Carmen si dice felice di aver potuto dare un tetto e del cibo ai suoi figli. E quando si è imbattuta in tre donne in là con l'età che se ne stavano abbracciate e infreddolite a un angolo della strada, ha deciso che avrebbe potuto fare qualcosa anche per quelle che aveva riconosciuto come sue colleghe e che dopo tanti anni di lavoro si erano ritrovate senza un posto dove vivere. Così cominciò a esercitare pressioni sulle autorità cittadine, per convincerle a cedere una struttura che potesse ospitare queste e altre donne. Dopo 13 anni di insistenze, alla fine, nel 2006, la casa di riposo per prostitute venne finalmente aperta alle prime ospiti.

LA STESSA DIGNITÀ DI QUALSIASI ALTRA DONNA
Casa Xochiquetzal, così si chiama la struttura, non offre però solo vitto e alloggio alle donne, ma le aiuta anche a seguire un percorso di costruzione dell'autostima e recupero dagli stress psicologici passati negli anni precedenti. Inoltre, le ospiti imparano a svolgere nuovi lavori che le valorizzano come esseri umani. Per capire bene quanto sia importante l'opera svolta dalla Casa Xochiquetzal, bastino le parole di una delle 25 ospiti, che hanno tra i 55 e gli 80 anni: «Questa casa mi ha insegnato che la mia vita vale molto, e che ho la stessa dignità di qualsiasi altra donna».

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