27 Gennaio Gen 2017 1000 27 gennaio 2017

«Dal palco non voglio più scendere»

Amici, poi Colorado e Che Dio ci Aiuti. Diana del Bufalo, che ha conquistato 500 mila follower con i suoi video ironici, si definisce «un'entusiasta della vita». E ha capito cosa vuole fare da grande.

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Nelle mail di Diana Del Bufalo ci sono tantissimi punti esclamativi. Sbucano nel finale delle frasi, ma si trovano anche nel mezzo, quando non te li aspetti. Sono il segno grafico della sua energia positiva e - più in generale - proprio della sua natura, da «entusiasta della vita», come lei stessa si definisce. Una che mantiene la positività per le piccole cose, nonostante gli oltre 500 mila follower su Instagram (una delle poche che li merita davvero) e il ruolo in primo piano nella serie campione d’ascolti di Rai Uno Che Dio ci aiuti, che ha per protagonista Elena Sofia Ricci (qui l'intervista) nei panni di suor Angela. Ne ha fatta, insomma, di strada l’attrice (e presentatrice, cantautrice, web star) 26enne di Roma, che ha esordito nel 2010 nella scuola di Amici (di Maria De Filippi). Poi, una serie di video diventati virali sul web e l’esperienza sul palco di Colorado,  che ha co-condotto insieme all’attuale fidanzato Paolo Ruffini, di cui (nonostante le foto e i video online che hanno ufficializzato l’unione) preferisce ancora non parlare.

DOMANDA: Il suo tratto distintivo è l'ironia, spesso dissacrante e mai scontata. È sempre stata così simpatica e spigliata?
RISPOSTA: No, anzi. In realtà, quando ero piccola, nell’età dell’adolescenza, ero molto insicura e non riuscivo a socializzare molto, ero diffidente. Forse la cosa dipendeva anche dal mio aspetto fisico: ero cicciottella e anche molto alta. Ed essere così alta mi pesava tantissimo anche perché i miei coetanei ancora non si erano sviluppati.
D: Poi cos’è successo?
R: Con il passare del tempo ho imparato ad acquisire sicurezza e ad amarmi. Ho iniziato a credere in me stessa. E quello che provo a comunicare ai miei 'seguaci' è proprio questo concetto: imparare ad amarsi. Solo così si può fare qualsiasi cosa e solo se ti stimi puoi raggiungere i tuoi obiettivi.
D: Questa sua simpatia è emersa anche ad Amici. Che ricordo ha di quell'esperienza?
R: È stata la mia prima volta in tivù e avevo davvero paura, ma sul palco ho sentito di appartenere a quel mondo. Ho sentito che quella era la mia via e che sarebbe stata la strada giusta da percorrere per tutto il resto della mia vita.
D: L’ha realizzato lì?
R:
Sì, proprio dal talent ho capito che sul palco riuscivo ad acquisire sicurezza e a rimanere me stessa. Ora non so cosa succederà in futuro, io sono una che vive il presente, ma spero di riuscire a fare questo mestiere per sempre.

D: Subito dopo quell’esperienza ha incanalato il suo talento sul web. Come mai?
R: La Rete è un ottimo modo per 'ricominciare', ma non l'ho fatto consapevolmente. Ero ferma da un paio d'anni, stavo scrivendo della musica, facevo qualche spettacolo qua e là. Ho iniziato a scrivere cose scherzose e autoironiche per ridere e perché mi sentivo bene nell’esternare magari delle insicurezze tramite canzoni buffe. Che ho poi pubblicato sui social così che tutti le potessero ascoltarle e farsi una risata.
D: Cosa troviamo sui suoi canali social?
R: Oltre alle canzoni, mi diverto a pubblicare video della mia quotidianità. Non so, mentre faccio la spesa, vado in palestra, sto con delle amiche. In realtà  poi non sono personaggi, quella sono io. Mi ritengo entusiasta della vita!
D: Solo su Instagram la seguono in oltre 500 mila.
R: Il numero di follower sui social non è sinonimo di popolarità. Se ne hai tanti, non è detto che gli stessi vengano a vederti a teatro o a un concerto... È come il Monopoli, non hanno valore!
D: In ogni caso, si è mai chiesta il perché?
R: Credo che le persone si divertano sulla mia pagina Instagram, mi arrivano tanti messaggi, ma veramente tanti, di ragazze giovani che mi dicono che sono tristi o che hanno una malattia grave e che i miei video le aiutano ad andare avanti.. Cosa posso volere di più? Aiutare o far stare meglio qualcuno è la cosa più bella che mi potesse capitare!
D: Dopo è arrivata la conduzione di Colorado. Che esperienza è stata?
R:
Stupenda. Avevo fatto i provini per entrare come comica, invece in quell'occasione con Paolo c'è stata talmente tanta sintonia che mi hanno chiesto di co-condurlo! Lo rifarei mille volte!

D: Ora, invece, fa parte di una delle fiction di punta di Rai Uno. Cos'ha provato quando ha saputo che l’avevano scelta?
R: Ho saltato di gioia! Ho chiamato subito mia madre e mi sono messa a urlare!
D: Com'era il rapporto con i colleghi sul set?
R:
Sono stati tutti molto accoglienti. Per un attore la parte più delicata è avere un buon rapporto e una buona sintonia con il regista e Francesco Vicario è eccezionale, sempre sorridente e scherzoso. Con lui mi sono trovata bene sin dal primo momento.
D: E con la protagonista Elena Sofia Ricci? Le ha dato dei consigli?
R: Lei è speciale. La chiamavamo Elena SOZIA Ricci, perché è un po’ la zia di tutti! A me ha aiutato tanto con la dizione e la recitazione nelle scene più drammatiche, ma è stata anche una bravissima consigliera in questioni di cuore.
D: A livello di linguaggio, che differenze ha notato tra la Rete e la tivù?
R: La televisione adesso è così ampia, con tutti i canali che ci sono, che fai fatica a stargli dietro. Dall’altro lato, il web, ha forse più aspetti negativi, l'umanità non lo sa ancora gestire... dopo l'invenzione della ruota, c'è il web!
D: In che senso?
R:
È una cosa troppo grande, fallibile, poco controllata. Si può diffamare chiunque e mettere in galera con il solo tocco del mouse. Spero cambi, prima o poi, la sicurezza sul web.

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