26 Gennaio Gen 2017 1921 26 gennaio 2017

Masterchef, la mia pazzia di mezza età

Cinque anni fa, tra qualche polemica, ha vinto il talent. Oggi Tiziana Stefanelli è un po' una wonder woman: di giorno fa l'avvocato e la sera la chef nel suo ristorante (e la mamma). L'intervista.

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Mamma, avvocato, chef. Tiziana Stefanelli, vincitrice della seconda edizione di Masterchef, si divide tutt'oggi tra pentole e codici penali, trovando anche il tempo per la sua bimba. Avvocato di giorno, chef di sera. L'avventura dell'instancabile Tiziana è iniziata nel 2012, quando, a 40 anni, aveva appeso momentaneamente la toga al chiodo per indossare il grembiule e la toque da cuoco per mettersi alla prova dietro i fornelli del talent di Sky Uno. Dopo la vittoria, tra corsi di cucina, master e tivù, l'avvocato Stefanelli si è fatta in quattro, letteralmente. Ma alla fine è riuscita a trasformare la sua passione per la cucina in una professione, senza rinunciare all'avvocatura. Cinque anni dopo quella che ha definito «la mia pazzia di mezza età», Tiziana racconta a LetteraDonna come fa a portare avanti tre 'carriere' allo stesso tempo.

DOMANDA: Quando è nata la passione per la cucina?
RISPOSTA: È iniziata con me: è nel mio DNA. Fin da piccola, al mare, al posto dei castelli facevo le polpette con la sabbia. Quando andavo ai giardini, giocavo con il fango, le foglie e i sassi per fare le torte. A casa stavo sempre vicino alla mamma quando cucinava: un pezzo dell'impasto dei gnocchi o delle fettuccine per me era il gioco più bello del mondo.
D: Come ha trasformato una passione in professione?
R: Ho capito di avere una predisposizione a memorizzare i sapori e i metodi di preparazione che per gli altri non era normale. Anche se all'epoca non me ne rendevo conto, avevo un palato in grado di recepire informazioni che gli altri non riuscivano a individuare.
D: Come le è venuta l'idea di andare a Masterchef?
R: Per caso. Una mia nipote ha visto la prima edizione e mi ha detto: «Zia, c'è questa nuova trasmissione, devi guardarla anche tu perché ti piacerà senz'altro. Anzi, ti dirò di più, se partecipassi vinceresti al 100%!». Allora l'ho vista e in effetti mi è piaciuta moltissimo, così ho mandato un'email e il resto lo sappiamo.
D: Come valuta l'esperienza a cinque anni di distanza?
R: È stata molto impegnativa. Come tutte le cose belle e molto impegnative della mia vita, sono felice di averle fatte una volta, ma se ci ripenso non so dove ho trovato la forza di portarle a compimento. Il programma non lo rifarei.
D: Durante la gara ha ricevuto molte critiche. Cosa ne pensa?
R: Ma, no. In realtà, molto è televisione: non è stato così come è sembrato. Tutti ricevono sia critiche che consensi, così come nella vita reale ci sono maggiori e minori affinità.
D: Com'era il rapporto tra concorrenti?
R: Io sono una persona estremamente socievole e ho tanti amici. Ma non ero andata a Masterchef per socializzare. Ciò nonostante, ne ho trovati alcuni e ne sono felice. Per esempio con i due siciliani Giorgio e Agnese, che purtroppo non è rimasta tra gli ultimi, si è stretto un legame di simpatia.

D: E con i giudici?
R: Non c'era nessun rapporto, perché loro parlavano con noi solo a telecamere accese. Non li ho conosciuti se non come da copione.
D: La cosa più bella di Masterchef?
R: Dopo la vittoria, quando avuto modo di andare in giro per tutta Italia e anche all'estero, come portatrice di questo titolo. Ho partecipato a tantissimi eventi e serate, ho conosciuto molta gente, esponenti eccellenti del settore enogastronomico. Sono entrata in un mondo totalmente diverso dal mio di provenienza, quello dell'avvocato. È stato molto stimolante a 40 anni conoscere uno spaccato di vita totalmente diverso.
D: E la più negativa?
R: Non riesco a trovarla. Sì, è stato molto pesante e stressante. Quando mi sono iscritta non ero consapevole di cosa fosse un programma televisivo. Andavo a cucinare con leggerezza,  non credevo che fosse una cosa così impegnativa. Poi mi sono trovata in un contesto che non era uno scherzo ed è stato faticoso, sia a livello di tempo, perché sono rimasta tre mesi a Milano, sia a livello di stress per via dei ritmi di gara, di lavoro dinamiche televisive.
D: Segue ancora il talent?
R: No, perché ho aperto un ristorante a Roma e quindi la sera sono in cucina. Sono passata dal reality alla realtà. Quando sono in cucina non ho il tempo di guardare la televisione, se fossi a casa lo seguirei volentieri.
D: Cos'ha fatto dopo aver vinto?
R: Sono stata giudice a Cuochi e Fiamme per una stagione, poi per tutto il 2016 ho fatto il giudice alla Prova del Cuoco su Rai Uno e quest'anno sono tornata come cuoca. Mi sono divertita moltissimo con Antonella, è stata un'esperienza estremamente formativa.
D: Lavora ancora in televisione?
R: No, ma mi sono resa conto che non riuscivo a fare tutto quanto insieme: la televisione, l'avvocato, la mamma e la cuoca. Così ho dovuto rinunciare a qualcosa. Per il momento ho un po' accantonato la tivù, ma chissà...
D: Le manca?
R: No, non sono malata di protagonismo. Mi diverte, se capita e se ci sono le circostanze per fare qualcosa di interessante lo faccio. Ma ho anche spesso detto di no. Non mi sono mai svenduta tanto per fare televisione.
D: La carriera culinaria, invece, come procede?
R: Ho seguito diversi corsi di cucina e poi un master. Ho fatto pratica presso cucine professionali e quando ho acquisito tutti i miei titoli, sia formali che pratici, a marzo del 2016 ho aperto un ristorante a Roma, il Nest Osteria in Roma. È un'esperienza molto divertente, mi piace tanto, sta andando molto bene e ne sono contenta.
D: Che tipo di locale è?
R: Faccio una cucina gourmet, ma molto concreta, come me. Non è uno sfoggio di tecnica. Si viene a mangiare al Nest, e in questo senso è come un'osteria. Sono venuti a trovarmi in molti: Erica, anche lei vincitrice di Masterchef, con la sua bambina, Danny D'Annibale, che è un mio caro amico, Giuseppe, Arianna e molti altri.
D: Pensa che l'esperienza del talent l'abbia aiutata ad aprire il ristorante?
R: È stato un percorso molto più lungo. Da Masterchef sono passati tanti anni. Nel frattempo mi sono formata, ho studiato e sperimentato. Quando mi sono sentita pronta l'ho aperto. Vincere Masterchef non significa diventare cuoco. Serve un lavoro importante di studio e preparazione professionale.
D: Ha una carriera come chef avviata, ma non ha rinunciato all'avvocatura.
R: No, per il momento mi sto concentrando su entrambe. Di giorno faccio l'avvocato e la sera faccio lo chef.
D: Come riesce a bilanciare le due carriere?
R: Le tre, in realtà: c'è anche quella di mamma. Sono madre di una pre-adolescente. È faticoso ma dà tantissime soddisfazioni. La vita è una, è corta e bisogna viverla intensamente.

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