26 Gennaio Gen 2017 0900 26 gennaio 2017

Icona femminista, ma senza volerlo

Addio a Mary Tyler Moore. L'attrice è morta all'età di 80 anni. Negli Anni '70 fu protagonista di un telefilm che portava il suo nome, e che cambiò radicalmente il modo di raccontare le donne.

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Tra il 1970 e il 1977 interpretò uno dei personaggi televisivi diventati icone del femminismo moderno, ma nel mondo reale Mary Tyler Moore non coincideva in tutto e per tutto con la Mary Richards del piccolo schermo. L'attrice, morta il 25 gennaio 2017 all'età di 80 anni per una polmonite, negli Anni '70 si guardò bene dal rispondere alla chiamata di Gloria Steinem, storica femminista amica di Hillary Clinton: «Credevo, e lo credo ancora, che le donne devono giocare un ruolo importante come madri», spiegò in un'intervista. «È molto importante che stiano con i loro figli. Non è quello che diceva Gloria Steinem. Lei sosteneva che per la carriera dovevi essere disposta a tutto, e lo dovevi a te stessa. Io non ero assolutamente d'accordo».

UNA SERIE MODERNA
La verità, però, è che di quell'intervista non rimarrà traccia o quasi, negli anni a venire. Perché The Mary Tyler Moore Show metteva in scena la vita di una donna single, a cavallo dei 30 anni e alle prese con carriera e lavoro, aprendo la strada alle decine, se non centinaia, di narrazioni audiovisive incentrate su questo tipo di personaggio. Per capire perché, basta dare una scorsa ai temi trattati: sesso prematrimoniale, tradimenti, omosessualità, divorzio, differenziale retributivo di genere. Temi che più moderni non si può (e che se ci sembrano ancora tali, è perché ancora i problemi connessi non sono stati risolti).

UNA DONNA RACCONTATA DALLE DONNE
Ma la rivoluzione dello show avveniva anche dietro le quinte. Come racconta The Atlantic, The Mary Tyler Moore Show fu una grande opportunità per le donne che aspiravano a fare valere le proprie doti di sceneggiatrici. In fondo, lo stesso personaggio di Mary Richards lavorava come produttrice televisiva: un ruolo che, persino nella finzione, alle donne non era stato mai concesso. A quell'epoca, «in pochi a Hollywood credevano che le donne potessero essere divertenti», spiega la scrittrice Jennifer Keishin Armstrong in un libro che racconta lo spirito di quegli anni. E, invece, le autrici dello show provarono che per raccontare con il sorriso le tematiche del mondo femminile, non c'era niente di meglio che lo sguardo (e la voce) di una donna.

LE DONNE CHE GLI UOMINI NON CONOSCEVANO
Come sottolinea il Daily Beast, inoltre, il pubblico statunitense non era abituato a vedere sullo schermo una donna i cui pensieri non erano sempre orientati all'interesse amoroso. E, così, i maschi d'America si accorsero di non essere sempre al centro dei pensieri delle loro concittadine, le quali invece potevano pensare anche all'amicizia e alla carriera. Un deciso cambio di paradigma, che però non nasceva da proteste di piazza e rivendicazioni politiche, ma semplicemente dal racconto della realtà e di una donna con cui era facile identificarsi. Rendendo così anche più semplice comprenderne dubbie e problemi. Si trattava, per così dire, di un femminismo leggero, meno aggressivo e più sottile nell'affrontare le problematiche femminili.

LA MADRINA DELLA TELEVISIONE MODERNA
E se oggi in televisione vediamo avvocate, dottoresse, giornaliste, e non solo casalinghe e studentesse, il merito è proprio di questo show. Basti citare le parole dette all'Hollywood Reporter da Lena Dunham, che con la sua serie Girls è una delle eredi artistiche più dirette di Mary: «La sua comicità, il suo stile e la sua vulnerabilità, nel sovvertire l'immagine tradizionale della donna, hanno avuto una profonda influenza su di me come autrice televisiva e su qualsiasi donna che io conosca e lavori in televisione».

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